Chris Hedges: “Anche stavolta Israele non supererà la fase uno”

di Riccardo Antoniucci – intervista a Chris Hedges, premio Pulitzer (Da Il Fatto Quotidiano)

“Anche stavolta Israele non supererà la fase uno”

“L’obiettivo è ottenere indietro gli ostaggi e proseguire lo sterminio”

Chris Hedges non nutre grandi speranze sull’esito dei negoziati di Sharm el-Sheik. Ma, soprattutto, il premio Pulitzer corrispondente di guerra per vent’anni tra il Medio Oriente, l’America e l’Africa (per Npr e il New York Times) non è convinto che il piano di Trump sia un bene per i palestinesi. “Di Gaza ormai non è rimasto niente, era il piano originario di Netanyahu, che è stato possibile anche grazie al tradimento dei Paesi arabi”. L’ultimo libro di Hedges uscito in italiano, del resto, si intitola Un genocidio annunciato, per Fazi. “Le uniche cose che potrebbero fermare davvero la guerra sono il blocco delle forniture di armi da Washington a Tel Aviv, o una no fly zone”.

Ma sembra tutto pronto per lo scambio di ostaggi e prigionieri…

Israele fa sempre così. Prima negozia accordi divisi in fasi, poi fa in modo di inserire tutti i suoi obiettivi nella prima fase e rimanda le necessità della controparte a quelle successive. Il problema è che non si va mai oltre la prima fase, perché sistematicamente fanno saltare il tavolo. A Camp David, inserirono al primo punto il riconoscimento dello Stato di Israele da parte dell’Egitto, e obbligarono Arafat a rinunciare al diritto al ritorno, cosa che aiutò Hamas a prendere potere e influenza tra i gazawi, che sono per la maggior parte discendenti di rifugiati del ’48.

Quindi, cosa si aspetta?

Una pausa per liberare gli ostaggi, non di più. Israele sta per completare il suo obiettivo di distruggere Gaza e forzare i palestinesi nei campi di concentramento a sud. Non credo che si fermerà, gli unici che potrebbero farlo sono gli Usa, interrompendo l’invio di armi, oppure i Paesi alleati, imponendo una no fly zone su Gaza. La Nato lo ha fatto in Iraq ai tempi del genocidio dei curdi perpetrato da Saddam Hussein, tra il 1986 e il 1989. Potrebbe farlo anche oggi, loro come gli europei. Ma mi pare molto improbabile.

Trump ha fatto pressioni su Netanyahu: non ha la forza per finire la guerra?

Trump andrà dietro a Netanyahu quando darà ad Hamas tutta la colpa per aver sabotato i colloqui. L’ultimo cessate il fuoco a maggio è stato rotto unilateralmente da Israele e la Casa Bianca non ha battuto ciglio. La realtà è che negli Stati Uniti la lobby filo-israeliana ha in mano il Congresso, non potrà uscire niente di concreto per fermare Netanyahu da Washington.

Il Qatar ha questa forza?

Il fatto di sostenere questo nuovo piano coloniale, con Tony Blair a capo, è il tradimento finale di tutti gli Stati arabi nei confronti dei palestinesi. Ma non hanno cominciato oggi.

Prima diceva che il vero progetto israeliano è distruggere Gaza, è così dall’inizio?

Quello che è avvenuto a Gaza è stato metodicamente pianificato. L’escalation del genocidio è cominciata il 2 maggio, quando Israele ha iniziato a imporre la fame con il blocco totale degli aiuti. Tutto il resto, i bombardamenti a tappeto, la demolizione di infrastrutture e le uccisioni di civili, venivano giustificate con lo spauracchio di Hamas. Ma la fame è ingiustificabile. La creazione della Gaza Humanitarian Foundation serve a spingere i palestinesi a sud, concentrarli tutti in un’area. Il piano è liberare Gaza, non solo distruggerla. Per questo non bastava bombardarla, bisognava raderla al suolo e svuotarla. La fame è sempre l’arma finale di ogni genocidio. Gli israeliani non hanno mai nascosto di voler spopolare Gaza. La questione è solo come e quando. Ricordiamoci che già Antony Blinken, a inizio conflitto, aveva proposto agli Stati arabi di prendersi in carico gli sfollati palestinesi in quote.

11/10/2025 https://www.anbamed.it/

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