Cuba condanna e denuncia una nuova scalata dell’assedio economico degli Stati Uniti

Photo: Ricardo López Hevia

Dichiarazione del Governo Rivoluzionario

Il Governo Rivoluzionario condanna nei termini più energici la nuova scalata del governo degli Stati Uniti contro Cuba, nel suo impegno d’imporre un assedio assoluto al rifornimento di combustibile al nostro paese. 
 L’ordine esecutivo del Presidente statunitense, annunciato il 29 gennaio del 2026, dichiara una presunta emergenza nazionale in virtù della quale il suo governo potrà imporre imposte commerciali alle importazioni di prodotti provenienti da paesi che forniscono petrolio a Cuba. 
Per giustificare un’azione così estrema, nel testo del riferito ordine si precisa un’estesa lista di menzogne e accuse diffamanti contro Cuba. 
Tra queste spicca l’assurda dichiarazione che Cuba costituisce una “minaccia non abituale e straordinaria” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Lo stesso Presidente e il suo governo sono coscienti che nessuno o pochi possono credere ad argomenti tanto mendaci, ma non gliene importa niente. 
 È così il loro disprezzo per la verità, l’opinione pubblica e l’etica governativa, quando si tratta di avallare la loro aggressione contro Cuba. 
Con questa decisione, il governo degli Stati Uniti, attraverso il ricatto, la minaccia e la coercizione diretta a terzi paesi tenta d’imporre componenti addizionali di pressione alle azioni di asfissia economica che dal primo mandato di  Trump furono disposte per impedire l’entrata di combustibili nel nostro paese. 
Consolida una forma pericolosa di condurre la politica estera degli Stati Uniti per la via della forza e esercitando le loro ambizioni per garantire il loro egemonismo imperialista. Conforme a quanto annunciato, questo paese si aggiudica il diritto d’imporre a paesi sovrani con quali nazioni possono commerciare e a quali possono esportare i loro prodotti nazionali. 
L’Ordine Esecutivo del Presidente degli Stati Uniti costituisce quindi una violazione flagrante del Diritto Internazionale e attenta inoltre contro il Proclama dell’America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace. Ratifica che è il governo di questo paese quello che attenta contro la sicurezza, la stabilità e la pace della regione e del mondo. 
Il governo degli Stati Uniti giunge a questo punto dopo il fallimento per 67 anni  di far arrendere e distruggere un processo politico e rivoluzionario genuino e legittimo, di piena sovranità, giustizia sociale e fomento della pace e la solidarietà con il resto del mondo.
È ampliamente documentata la disposizione storica di Cuba per sostenere con il governo degli Stati Uniti un dialogo serio, responsabile, basato nel Diritto  Internazionale, nell’uguaglianza sovrana, nel rispetto mutuo, nel beneficio reciproco senza ingerenza nei temi interni e con l’assoluto rispetto dell’indipendenza e della sovranità degli Stati. 

Come tutto il mondo sa, includendo lo stesso governo statunitense, Cuba non costituisce una minaccia alcuna per gli Stati Uniti, i loro interessi o il benessere dei cittadini di questo paese, inoltre, son sempre stati tratti con rispetto ospitalità quando il loro governo ha concesso il permesso di visitare l’Isola. 
Cuba non minaccia nè aggredisce alcun paese. Non è oggetto di sanzioni da parte della comunità
Internazionale. È un paese di pace, solidale e cooperativo, disposto ad
aiutare e contribuire con altri Stati.
È anche il paese di un popolo agguerrito e combattente. Si confonde l’imperialismo quando spera che con la pressione economica e l’impegno di provocare sofferenza a milioni di persone si piegherà la sua determinazione di difendere la sovranità nazionale, d’impedire che Cuba cada ancora una volta sotto il dominio statunitense. 
La comunità internazionale ha davanti a sé la sfida di definire se un crimine di questa natura potrà essere il segno di quello che sta per arrivare o se prevarranno la dignità, la solidarietà e la condanna dell’aggressione, l’impunità e l’abuso. 
Affronteremo questa nuova aggressione con fermezza, equanimità e la sicurezza che la ragione è assolutamente dalla nostra parte. La decisione è una: Patria o Morte, Vinceremo!
( GM/ Granma Int.)

L’Avana, 30 gennaio 2026.

2/1/2026 https://it.granma.cu/

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