Dallo stato apatico alla consapevolezza

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Una domanda che molti si pongono in merito al perché stiamo vivendo, o meglio sopravvivendo emotivamente a questo stato di cose presenti e distruttivi come una valanga pronta a sommergerci, potrebbe essere l’inizio di una riflessione collettiva e non solo di quella parte che partecipa alla discussione e azione politica, ma, e questo sarebbe l’inizio di un percorso, molto lungo prima dell’arrivo a una soluzione di rientro in una dimensione che trasformi la depressione o la semplice indignazione emotiva in un fare concreto e organizzato per crepare il muro di gomma che ci hanno costruito attorno, un lager con filo spinato invisibile ma pungente nelle sue articolazioni legislative, comunicative e di repressione militare.

Guarda caso spunta sempre lo storico “che fare” per fuggire da questo lager invisibile?
Intanto entriamo nell’ordine d’idee: che siamo capaci di pensare e di agire. E torniamo capaci di pensare, di volere e agire sulla materialità delle nostre condizioni, iniziando questa nostra riconversione di soggetti produttivi di azione concreta. Questo ricostruirci come soggetti pensanti deve esprimersi quando relazioniamo con qualunque nostro simile, a prescindere dalla provenienza territoriale, dal colore e, per i credenti, dalla religione.
Quanto sta succedendo dovrebbe preoccupare le menti libere da egoismi estremisti, pare che il virus del menefreghismo stia invadendo anche individui che non hanno nulla da difendere, anche le persone più povere. Difendersi da chi? La logica e l’intelligenza, porterebbero a individuare il nemico in chi ha troppo, ma il condizionale è d’obbligo di fronte alla sconfortante realtà che vede coinvolti nella spirale del razzismo, persone di diversa cultura, origine e censo, tutti questi seguono il messaggio mediatico.

Da anni, e sempre peggio, l’unica reazione che si registra in ampie fasce popolari è l’apatia, la passività che porta a disarmarsi intellettualmente e interiormente, cadendo in un oblio che li inibisce nella personalità e nella parola autonoma, e contemporaneamente capaci solo di produrre violenza inconsulta verso chi sta peggio, cadendo in un masochismo sociale che li arruola come servitù dei loro carnefici al potere nelle istituzioni e nell’economia. Lo stato di prostrazione conseguente alle difficoltà in una società guidata, con le politiche economiche e con le guerre, verso la depressione con l’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali generano ansia, timori e bisogno di compensazione.

Ci troviamo in una situazione che sta generando pericoli per la vita civile che se portati a compimento da leghisti e fascisti ci vorranno altri trent’anni per ricostruite forme minime di convivenza civile e di diritti elementari, mentre invecchieranno altre generazioni sotto il capestro della disoccupazione e del non poter costruire un futuro lavorativo e famigliare.
Faccio presente che questi ragionamenti li proponiamo da anni a conferma della loro attualità perché il sistema politico che ci detta la vita è pianificato da diversi decenni e sono iniziati nei primi anni ’80 con l’alleanza tra parte del sistema politico e la Loggia massonica segreta P2, alleanza che ha governato dal primo governo Berlusconi fino a questo in carica, e inserendosi con i suoi programmi reazionari anche negli altri governi.

Ora, smettiamola di farci occupare la mente dalle facezie che ci sono regalate e torniamo a pensare con spirito critico sulla realtà delle cose che succedono. Badiamo ai crudi fatti che stanno crepando la nostra vita, già impunemente deformata dall’informazione dominante. L’ulteriore prova? Le falsità sulla guerra in Ucraina, provocata dall’occidente, e l’ignobile stravolgimento a favore del genocidio di Israele a Gaza e Cisgiordania.

Ecco, la tragedia epocale in Palestina è lo specchio riflettente della disumanità della politica che oggi ci domina in una forma di dittatura non dichiarata dalla vigliaccheria dei governi occidentali. Una dittatura politica, economica e militare che costa centinaia di migliaia di morti per mancate cure sanitarie, per povertà tra i popoli europei causate dai tagli alla spesa sociale per la sempre maggiore spesa per armamenti.

Di fronte a questa valanga guerrafondaia cosa fanno i partiti politici italiani? Verifichiamo una bipartisan ignavia da far vomitare anche gli affamati, con un complice silenzio sul genocidio a Gaza, finanziamenti ai nazisti ucraini, sceneggiate in Parlamento e nelle alleanze elettorali, nelle quali ci si raggruppa in gregge in un “campo largo”, gridando “attenti al lupo di destra”, a prescindere dagli atti politici che li accomuna, anche nel Parlamento europeo. Comunanza di intenti che produce tra gli elettori di sinistra il rifiuto del voto.

Franco Cilenti

Editoriale numero di settembre 2025del mensile Lavoro e Salute

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