Dossier – Artico conteso: non solo Groenlandia
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Lo scioglimento dei ghiacci, con l’apertura di rotte stagionali fino a poco tempo fa impraticabili, l’accesso a risorse energetiche e minerarie strategiche e lo spostamento dei traffici commerciali globali sono tutti elementi che stanno riscrivendo le regole del potere nel Nord del Mondo
L’Artico non è più un tema lontano e avventuroso. È la nuova frontiera globale, dove si giocano nuove forme di potere, imperialismo e controllo delle rotte commerciali.
A scatenare il confronto è stato, soprattutto, il cambiamento climatico. L’innalzamento delle temperature ha sciolto i ghiacci, aprendo nuove rotte ai commerci. Nelle ultime settimane, si è aggiunto lo scontro Stati Uniti – Regno di Danimarca sulla Groenlandia. Questo enorme territorio artico è al centro del controllo delle nuove rotte marittime, delle risorse minerarie critiche e delle strategie militari del XXI secolo.
Nel 2026 il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esplicitato pubblicamente – e con toni mai sentiti prima tra alleati NATO – l’idea che gli USA debbano ottenere la Groenlandia “in un modo o nell’altro”, arrivando ad affermare che la “proprietà” del territorio sarebbe psicologicamente necessaria per la supremazia americana. Questo ha suscitato una reazione dura da Bruxelles e Copenaghen, con la possibilità concreta che un atto unilaterale statunitense in Groenlandia potrebbe rappresentare uno strappo senza precedenti nell’Alleanza Atlantica.
Dicevamo che per Trump è importante lo scioglimento dei ghiacci con l’apertura di rotte stagionali fino a poco tempo fa impraticabili, l’accesso a risorse energetiche e minerarie strategiche e lo spostamento dei traffici commerciali globali sono tutti elementi che stanno riscrivendo le regole del potere nel Nord.
I nuovi corridoi polari: da periferia a pivot strategico
Negli ultimi vent’anni l’Artico ha visto una riduzione significativa dell’estensione del ghiaccio marino, aprendo rotte navigabili stagionalmente che riducono tempi e costi rispetto alle vie tradizionali come Suez o Panama.
Le principali rotte sono:
- Northern Sea Route (NSR): lungo la costa russa, la più attiva e potenzialmente commerciale;
- Northwest Passage (NWP): attraverso l’arcipelago canadese;
- Arctic Transpolar Route (ASR): un possibile corridoio diretto attraverso il Polo (ancora non stabile).
Studi recenti indicano che, seppur non sostitutive nell’immediato dei passaggi tradizionali, queste rotte potrebbero trasportare tra 12.000 e 23.000 navi all’anno entro il 2050, trasformando lo Stretto di Bering in un nuovo “chokepoint” strategico di importanza globale.
Il grande scontro: il ruolo della Groenlandia
La Groenlandia è il punto dove si concentrano tutti gli interessi che attraversano l’Artico: militari, commerciali, economici, climatico-ambientali e politici. La sua posizione la rende essenziale per il controllo delle rotte polari e per le catene del valore delle risorse minerarie critiche (terre rare, grafite, rame, zinco).
La Dottrina Trump e la “proprietà artefatta”
Nel 2026 Trump ha dichiarato che gli USA non possono accontentarsi di una presenza militare “di fatto”, ma vogliono la Groenlandia come proprietà politica e strategica. Secondo il Presidente, questa “proprietà” non è un vezzo, ma una condizione psicologica di supremazia. Il rilancio di quest’idea, accompagnato da frasi come “in un modo o nell’altro”, suggerisce l’uso di strumenti non esclusivamente diplomatici per ottenere il controllo.
La reazione di Copenaghen e Bruxelles
Il governo danese ha definito la proposta unilaterale incompatibile con gli impegni di sovranità e con la NATO, mentre l’Unione Europea ha evocato l’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona, considerandola una possibile base per un’azione di assistenza se la Danimarca venisse minacciata. Questa mobilitazione politica e diplomatica mostra fino a che punto il caso Groenlandia abbia superato i confini territoriali e sia diventato un nodo nelle relazioni transatlantiche.

Immagine di Sergio Pérez Mateo su Unsplash
Uno spazio militare sempre più conteso
Le rotte commerciali e il declino di Panama
Conclusione: perché l’Artico è la lente del nuovo Risiko planetario
Raffaele Crocco
21/1/2026 https://www.unimondo.org/










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