Francia: Quentin Deranque era in prima linea nell’aggressione agli Antifà
Delle nuove immagini mettono definitivamente fine alla narrazione vittimista che la destra, i media mainstream, il governo e la procura avevano diffuso dopo l’agguato portato a Lione, in Francia, lo scorso 12 febbraio da un gruppo di militanti di estrema destra contro dei giovani antifascisti. Nelle immagini si vede il militante dell’action française Quentin Deranque in piedi, sullo stesso luogo della rissa dove era stato atterrato e poi colpito. Circostanza che smentisce la versione diffusa inizialmente, sul giovame inerme, colpito e lasciato a terra privo di sensi. Deranque invece è in piedi, con il passamontagna e le mani insanguinate (vicino a lui anche un altro militante ha le mani ridotte allo stesso modo), come avviene quando si portano colpi a mani nude. Conversa con dei passanti che si sono avvicinati, qualcuno dice che sta arrivando la polizia. I due militanti di estrema destra preferiscono allora abbandonare velocemente i luoghi per dirigersi a piedi verso l’ospedale: un comportamento tipico di chi è consapevole di aver preso parte ad una aggressione e per questo teme di avere problemi giudiziari. La scelta risulterà fatale perché lungo il tragito le condizioni del giovane peggioreranno. Morirà alcuni giorni dopo in ospedale per i colpi riportati alla testa. Nel video montato anche con altre immagini, si riconosce Deranque in prima linea nella imboscata, mentre, passamontagna e cappuccio in testa per celare il volto, tira pugni contro gli avversari antifascisti. Una partecipazione piena, cosciente, volontaria all’aggressione poi finita male che contrasta con la tesi dell’omicidio volontario e con premeditazione portata avanti dalla procura, contro i giovani antifascisti arrestati e ritenuti responsabili della sua morte.
da Contre Attaque
Quentin Deranque era in prima linea nell’agguato che ha portato alla sua morte. Dopo il confronto, era cosciente, in piedi e rifiutava l’aiuto.
Un nuovo video lo dimostra, e distrugge definitivamente la narrazione dell’estrema destra.
Filmati girati subito dopo il combattimento del 12 febbraio a Lione, mostrano Quentin Deranque che si scambia con i passanti. Vediamo il giovane attivista dell’estrema destra con le mani coperte di sangue, con uno dei suoi compagni. Si consiglia di andare all’ospedale “Saint Jo’”, cosa che non farà.
La persona che ha filmato queste immagini ci racconta: “Ho preso il video il 12 febbraio alle 18:07 su Victor Lagrange Street”. Verificando con le immagini della strada, siamo in grado di certificare che è davvero il 14 rue Victor Lagrange. Questo è il luogo esatto della lotta. Riconosciamo questi luoghi nel famoso video pubblicato da TF1, in cui i colpi vengono scambiati a terra, nel momento in cui il commando di estrema destra è fuggito. Queste immagini sono decisive, perché dimostrano che Quentin Deranque non è stato lasciato “per morto”, come ripetuto dai media.
Soprattutto, ci permettono di trovare Quentin Deranque nel confronto. Indossa abiti distintivi: scarpe New Balance grigie e un piumino con cappuccio.
Nelle immagini del Duck Chained, vediamo il gruppo di estrema destra tendere un’imboscata agli antifascisti. Gli attivisti neonazisti vestiti di nero e mascherati lanciano una torcia a incandescenza. Poi attaccano, con un gas, un ombrello e una stampella agli antifascisti.
Quentin Deranque appare in prima linea. Sta dando dei colpi. In altre immagini, può essere identificato anche in custodia, nella parte anteriore del gruppo di estrema destra. Prende parte alla lotta.
Quentin Deranque indossa un cappuccio per tutta la lotta. Sulle immagini che seguono la lotta, indossa sempre il cappuccio che non maschera più il suo volto. È in piedi e parla con i passanti. Sebbene abbia riportato gravi lesioni, non vi è alcuna indicazione di una lesione irreversibile. Ha partecipato a una violenta lotta iniziata dal suo gruppo, e se n’è andato su entrambe le gambe.









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