Fuorilegge gli atti dei guerrafondai?

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In copertina del numero di aprile c’era questa nostra affermazione “La Costituzione antifascista CHIEDE “Avvisi di garanzia” ai promotori della guerra, repressori degli spazi più elementari della democrazia, e rapinatori seriali di sanità, lavoro, pensioni, giustizia.

Ora sottolineo che dovrebbe essere La Corte Costituzionale, il più alto garante della Costituzione italiana, a chiedere, in accordo con CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), l’intervento dei magistrati fedeli alla Costituzione.

Faccio questa sottolineatura in risposta ad alcune critiche, alcune pesanti e altre tra il serio e il faceto, pervenute da parte di iscritte/i al PD di mia conoscenza. Coda di paglia? Non ho altra spiegazione dato che non abbiamo citato espressamente quel Partito ma l’insieme dei fautori e produttori di inconfutabili scelte politiche sui temi in questione.

Ne deduco che ormai non sono più tolleranti alle critiche incisive sull’operato dei loro dirigenti e fare informazione, secondo i principi della libertà di opinione che cerca di sfuggire a quella distorta e manipolata, non viene più da loro contemplata perchè entra in contrapposizione con quella raccontata dalla narrazione dominante che a loro parere rappresenta le idee e gli interessi della maggior parte del popolo, sia la parte che sta sopra e sia quella che viene calpestata ogni giorno, e alla quale non guardano più, dimenticando anche quanto ammoniva Norberto Bobbio quando affermava che la democrazia vive se esistono canali organizzati e stabili che permettano ai cittadini di incidere sulle decisioni collettive.

Per loro il principio della partecipazione alla politica da parte del popolo, iscritto o meno a un Partito, è roba retrò e la democrazia moderna chiede di seguire il signorotto, o donna di corte, del momento.

A supporto, fedele e ben retribuito, hanno la comunicazione stampata e televisiva produttrici h24 di disinformazione propedeutica alla chiusure mentali e dissociazione cognitiva.
Con l’odierma politica liquida (sinonimo di “politica liquidata2)
a partire dagli anni Ottanta con le fracilitazioni politiche alle TV di Berlusconi, è nata la politica spettacolo coadiuva dai programmi di intrattenimento senza nessun freno di etica e la logica conseguenza la vediamo oggi con i social network che hanno sostituito le relazioni in presenza negli spazi sociali e politici nei quali si formava un pensiero condiviso che si tramutava in azione politica sui territori e sui luoghi di lavoro e di studio.

Orfani di questi spazi collettivi i singoli sono soggetti ad ogni forma di intrusione cognitiva, fino a smemorizzarli in ogni ambito storico come se i fatti oggi non abbiano nessun retroterra che possa spiegarli. Ad esempio quanti sono coscienti che l’Europa ha dominato il mondo per oltre cinque secoli spargendo genocidi, distruzione con guerre di religione (vedi le Crociate) e con stermini e aggressioni militari (vedi nazismo/fascismo e invasione dell’Unione Sovietica) e devastazione ambientale su tutto il pianeta (vedi colonialismo con appropriazione di ricchezze altrui).

Eppure oggi c’è l’indifferenza di molti, troppi, davanti al genocidio del popolo palestinese da parte di Israele che calpesta gli stessi milioni di ebrei nell’olocausto, mentre la comunicazione dominante sta convincendo molti che la guerra contro la Palestina è iniziata il 7 ottobre del 2023 smemorizzandoli su 60 anni di massacri israeliani.

Così come c’è l’indifferenza di molti, troppi, davanti alla spinta verso la guerra (guarda caso contro la Russia che si stà difendendo da un’altra aggressione dell’Europa). La guerra in Ucraina non è stato un atto di aggressione decisa a freddo dalla Russia nei confronti di un paese democratico, ma la conseguenza di una situazione geopolitica fomentata deliberatamente dalla NATO e dagli USA fin dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Così come c’è l’indifferenza di molti, troppi, davanti al continuo soffocamento degli spazi di libertà democratica da parte di questo governo erede della peggiore sciagura del nostro Paese, quel fascismo mai sconfitto nel profondo e che oggi rioccupa (con il silenzios beneplacido di quella parte di ex comunisti che hanno arato il terreno) le Istituzioni innervate subito dopo il 25 Aprile con l’aiuto della parte più retriva della DC.

Da questi sprazzi di storia e di attualità è lecito chiedere a chi non ha digerito il nostro richiamo alla Costituzione per chiedere di indagare volontà ed atti politici che ci stanno portando al pericolo di una guerra contro un popolo che non ci è nemico, mentre è già reale che le spese militari fanno, con più facilità, la guerra concreta alle condizioni di vita degli italiani poveri?

Franco Cilenti

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