Genocidio nella Striscia di Gaza, giorno 806. Israele continua a uccidere: strage di sfollati in una scuola-rifugio ad at-Tuffah e in attacchi aerei a Khan Yunis. Un neonato muore di freddo
Gaza-InfoPal. Israele continua a violare il cessate il fuoco per il 71° giorno consecutivo, bombardando la Striscia di Gaza, uccidendo quotidianamente e distruggendo quel poco di edifici ancora in piedi. Il “piano di pace Trump” è uno specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione globale sul genocidio israelo-statunitense a Gaza e per continuare senza troppe interferenze il progetto di occupazione e trasformazione della regione costiera, svuotandola quanto più possibile degli abitanti e convertendola in una impresa commerciale, come più volte annunciato dal presidente USA e dai suoi collaboratori. Il piano reale è portare avanti, come sta accadendo in questi due ultimi mesi, una guerra genocida/olocaustica di bassa intensità, con uso di droni e di artiglieria, meno impattante per i soldati di occupazione, e molto meno visibile mediaticamente. Il resto del meccanismo genocida rimane inalterato, con la prosecuzione del blocco su tutti i lati, dell’ingegneria della fame (creata artificialmente attraverso ingressi minimi di aiuti alimentari), della distruzione di ciò che resta degli edifici, degli ostacoli paralizzanti alle cure mediche e così via. La pulizia etnica genocida, dunque, prosegue, ma l’opinione pubblica mondiale, manipolata dai media egemonici, è anestetizzata e resa cieca dalla propaganda israelo-occidentale che racconta la menzogna del cessate il fuoco. I lettori dei siti di notizie sulla Palestina e sul genocidio sono diminuiti drasticamente, nell’illusione di una “pace” che è solo una farsa.

6 palestinesi uccisi nel bombardamento israeliano di un rifugio a Gaza, tra cui bambini.
Venerdì sera sei palestinesi sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti dopo che l’artiglieria israeliana ha bombardato una scuola che ospitava civili sfollati nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che le forze israeliane hanno bombardato l’area intorno alla scuola di Al-Tuffah, vicino all’ospedale di Al-Durra, provocando numerose vittime, alcuni corpi fatti a pezzi, all’interno della scuola, che ospitava centinaia di sfollati.
Secondo le informazioni preliminari fornite dagli amministratori del rifugio, l’attacco ha preso di mira il secondo piano dell’edificio scolastico, dove molti dei civili sfollati si erano radunati per partecipare a una festa di nozze, causando un numero ancora maggiore di vittime.
Le forze israeliane continuano a sparare pesantemente sulla scuola, hanno riferito le fonti, rendendo difficile lo spostamento dei civili o lo svolgimento delle operazioni di evacuazione.
Nella mattinata di oggi, quattro civili, tra cui una donna, sono stati uccisi in attacchi aerei israeliani contro un gruppo di persone a Bani Suheila, a est di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza meridionale, senza che le équipe mediche potessero raggiungere la zona.
Le forze israeliane hanno aperto il fuoco anche nella zona di Al-Alam, a ovest di Rafah, e hanno condotto diversi attacchi aerei parallelamente a bombardamenti di artiglieria sulla parte orientale di Khan Yunis.
Navi da guerra israeliane hanno aperto un intenso fuoco al largo della costa di Khan Yunis.

Il ministero della Salute ha annunciato la morte del neonato di un mese, Said Asaad Abdin, a causa del freddo intenso e delle basse temperature causate dal recente maltempo.
Il piccolo era stato ricoverato all’ospedale Nasser, nel sud di Gaza.
Nonostante tutti gli sforzi medici, il bambino non ha potuto essere salvato ed è morto a causa di una grave ipotermia.
Con la morte di Said, il numero totale di vittime legate all’ondata di freddo nella Striscia di Gaza è salito a 13, mentre l’occupazione israeliana continua a impedire l’ingresso di aiuti umanitari e forniture per il riscaldamento.
Medici Senza Frontiere ha avvertito che il rigido clima invernale, unito alle già disastrose condizioni di vita, sta aumentando significativamente i rischi per la salute e ha chiesto all’occupazione israeliana di consentire immediatamente l’ingresso su larga scala di aiuti umanitari a Gaza.
Secondo i dati del ministero della Salute, il bilancio delle vittime del genocidio israeliano dal 7 ottobre 2023 ha raggiunto quota 70.669, mentre altri 171.165 sono rimasti feriti.
Dall’annuncio del cessate il fuoco, il 10 ottobre 2025, altre 395 persone sono state uccise e 1.088 ferite, con 634 corpi recuperati finora.
(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).
Per i precedenti aggiornamenti:
https://www.infopal.it/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza
20/12/2025 https://www.infopal.it/










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