REGIONE PIEMONTE. GRAVI DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE ALLA SANITÁ SULLA NON AUTOSUFFICIENZA
BREDA: «RIBOLDI HA COMPETENZA ESCLUSIVA SUI LEA E SULLE QUOTE SANITARIE:
NON SCARICHI IL PROBLEMA SU ALTRI E NON SUBORDINI LE CONVENZIONI RSA
ALLA CRESCITA DELLE IMPRESE»
«Destano stupore le dichiarazioni rilasciate a un quotidiano dall’assessore alla Sanità e ai Livelli essenziali di
assistenza della Regione Piemonte, Federico Riboldi, in merito alla non autosufficienza e alla mancata
copertura sanitaria di 17mila anziani malati cronici non autosufficienti, trattati come ‘clienti paganti’ nelle Rsa
piemontesi, i quali hanno diritto esigibile alla quota Lea Asl». Così Maria Grazia Breda, presidente della
Fondazione promozione sociale: «Contrariamente a quanto sostiene l’assessore, l’erogazione della quota
sanitaria in Rsa è competenza esclusivamente sanitaria. Il settore delle politiche sociali subentra in seconda
battuta solo per coloro che non hanno la possibilità economica di pagarsi la quota alberghiera, che sono una
assoluta minoranza di casi. Ogni intervento delle politiche sociali che si sostituisca alla sanità o neghi la quota
sanitaria è illegittimo, le regole nazionali sono chiare. È paradossale dover ribadire che le quote sanitarie sono
di competenza sanitaria».
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 sui Livelli essenziali di assistenza recita
infatti all’articolo 30: «Nell’ambito dell’assistenza residenziale, il Servizio sanitario nazionale garantisce alle
persone non autosufficienti, previa valutazione multidimensionale e presa in carico (…) trattamenti di
lungoassistenza, recupero e mantenimento funzionale», termine tecnico per definire i ricoveri in Rsa. L’articolo
precisa che «I trattamenti di lungoassistenza (…) sono a carico del Servizio sanitario nazionale per una quota
pari al 50 per cento della tariffa giornaliera».
«A fronte delle segnalazioni della Fondazione promozione sociale e del dramma di migliaia di famiglie
piemontesi disperate perché private del diritto alla convenzione sanitaria, le parole dell’Assessore sono gravi,
perché sembrano voler legittimare la persistente trasgressione della norma nazionale, che è chiarissima in
merito alla competenza sanitaria del 50% della retta di ricovero».
In merito alle risorse per far fronte alle quote sanitarie Lea, l’Assessore pare porre un’alternativa sulla quale si
dovrebbe pronunciare la Giunta regionale: o finanziare la sanità, o finanziare la crescita economica. «È
esattamente il contrario di quanto ha sostenuto a più riprese la Corte costituzionale in questi anni – spiega
Breda –: le spese per i Lea hanno assoluta precedenza rispetto a tutto il resto e non possono legittimamente
essere ‘messe in concorrenza’ con altre uscite dell’ente pubblico».
«C’è poi un’osservazione da fare – conclude Breda – non è assolutamente automatico che laddove le aziende e
in generale l’economia vanno bene, più soldi siano destinati alla non autosufficienza. Mentre è verissimo che
dove ai malati non viene riconosciuto il diritto alla quota Lea in Rsa da parte delle Asl, le famiglie si
impoveriscono».
(per informazioni: 345 6749838)
FONDAZIONE PROMOZIONE SOCIALE

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