I GESTORI DELLE RSA PUNTANO A FARE PIÙ SOLDI DALLE TASCHE DEI PIEMONTESI

15MILA MALATI NON AUTOSUFFICIENTI RICOVERATI IN REGIONE SONO SENZA QUOTA SANITARIA ASL

Fondazione promozione sociale sulla proposta dei gestori Aiop: «La Regione attivi subito una misura di emergenza per coprire le quote sanitarie mancanti e non conceda il ‘libera tutti’ per gli aumenti delle rette. Promuoviamo il modello Piemonte, senza scadere in quello lombardo: serve un nuovo Tavolo Lea».

«L’emergenza dei malati non autosufficienti in Piemonte sono gli oltre 15mila ricoveri privati, senza convenzione Asl, che costringono le famiglie piemontesi ad impoverirsi e indebitarsi per pagare rette da oltre 3mila euro al mese. Altro che aumento delle tariffe per far contenti i gestori». Così la presidente della Fondazione promozione sociale, Maria Grazia Breda, commenta le notizie di stampa sulle richieste dei gestori affiliati ad Aiop alla Regione: “libera tutti” sulle rette, con la possibilità di aumentare a dismisura la parte non sanitaria.

La proposta dei gestori prefigura un sistema «alla lombarda» in cui la quota sanitaria non copre più il 50 per cento della retta complessiva, ma una percentuale molto più bassa, perché la parte alberghiera si amplia a dismisura. Un sistema totalmente fuori controllo in cui il Servizio pubblico non avrebbe più la titolarità del controllo sulla parte al di fuori della
retta sanitaria, con gli utenti lasciati da soli in balìa di grandi società, costretti a sottoscrivere contratti con condizioni impossibili da verificare.

Un sistema in parte già in essere, perché i gestori possono chiedere agli utenti dei ricoveri in convenzione “extra” di difficilissima valutazione (10 minuti un più al giorno di operatore come si fanno a controllare?), mentre su quelli privati, che sono circa la metà dei 33mila posti letto Rsa regionali, le rette sono completamente discrezionali, figlie della
contrattazione tra gestore e utente, cioè tra un soggetto fortissimo e uno debole: figli e parenti di malati, già provati da anni di assistenza domiciliare.


«Ma soprattutto – osserva Breda – quella dei gestori è una proposta che vìola i Livelli essenziali di assistenza. L’articolo 30 dei Lea è chiarissimo: i ricoveri in Rsa ‘sono a carico del Servizio sanitario nazionale per una quota pari al 50 per cento della tariffa giornaliera’. Modificare questa proporzione aumentando la spesa alberghiera a dismisura è fuorilegge.
Sarebbe come dire che i ricoveri in ospedale o in riabilitazione sono a totale carico del Servizio sanitario, salvo quote alberghiere che possono essere addebitate per una migliore sistemazione. È la quint’essenza della sanità privatizzata, addirittura fuori dall’orbita del controllo pubblico».

«La Regione Piemonte – continua la presidente, che partecipò attivamente ai lavori 2002 2010 per declinare in Piemonte i Lea del 2001 – vanta un percorso unico di grande tutela dei malati non autosufficienti in convenzione con le Asl: sono riconosciuti appieno come utenti del Servizio sanitario, al punto che non devono firmare obblighi per il pagamento
della quota alberghiera, che si configura come compartecipazione ad una spesa regolata dalla Regione. Per i pazienti in convenzione, le singole strutture hanno accordi con Asl e Comuni, non vincoli contrattuali con clienti».

I gestori che chiedono «più soldi» non sono certo una categoria in difficoltà. Delle millantate ‘chiusure per crisi’ del periodo Covid se ne sono verificate una manciata, di strutture miste (autosufficienti/non autosufficienti) già in difficoltà gestionale. Solo nell’ultimo anno, dati Regione Piemonte, i posti Rsa regionali sono cresciuti di 579 unità passati da 32.527 a 33.096, segno di un settore redditizio, in espansione e non certo in sofferenza. Che può vantare grandi aiuti pubblici, riassunti così dal Presidente della IV Commissione del Consiglio regionale ed ex Assessore alla Sanità, Luigi Icardi: «Nel corso del
2021 si è proceduto all’adeguamento del piano tariffario allineandolo all’incremento Istat pari al 1,3% nel 2021, del 3,8% nel 2022, applicato con effetto retroattivo, per un ammontare di oltre 14 milioni. Nel 2024 si è aggiunto un ulteriore adeguamento del 3,5%. Complessivamente, per l’intero sistema della residenzialità, dal 2021 al 2024 compreso, la Regione ha incrementato le risorse di ben 35.814.000 euro
». Nel 2025 è stato garantito un ulteriore aumento di 18 milioni. È bene notare, che nemmeno un euro di questi è servito per nuove convenzioni o per l’aumento degli standard di cura e assistenza: semplicemente, i gestori hanno garantito lo stesso servizio e sono stati pagati di più. Non contenti, ora vogliono ancora più soldi, direttamente dalle tasche dei malati piemontesi e delle loro famiglie.


PRESIDIO
Per la tutela del diritto alle cure di anziani malati cronici, con demenza o
Alzheimer e persone con disabilità, non autosufficienti
Mercoledì 18 GIUGNO 2025 – Torino, P.zza CASTELLO – ORE 17:30 – 18:30
Per informazioni: Fondazione promozione sociale onlus – 011.8124469;
345.6749838 – info@fondazionepromozionesociale.it

CSA – Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base 10124 TORINO – Via Artisti, 36
Tel. 011-812.44.69 – Fax 011-812.25.95
info@fondazionepromozionesociale.it
Funziona ininterrottamente dal 1970

3/6/2025

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