”I tagli in Grecia hanno portato ad esempio allo stop ai programmi di fornitura di siringhe ai tossicodipendenti, e persino alle disinfestazioni nelle citta’, col risultato di far tornare la malaria

 

Sanità, il sistema nazionale non può sopportare altri tagli. “Rischio Grecia anche per l’Italia”

Tra spending review, privatizzazioni e crisi delle Regioni, nel giorno del varo delle cosiddette riforme del Governo Renzi, il timore è che a pagare sia il sistema sanitario nazionale. La senatrice Emilia De Biasi, presidente della commissione Sanita’ del Senato, a nome di tutti i componenti della stessa usa parole molto chiare:”In un momento di grave crisi economica – dichiara – le politiche sanitarie e sociali non possono essere ulteriormente penalizzate”. “Ulteriori restrizioni comporterebbero inevitabilmente una riduzione dei servizi, soprattutto a danno delle fasce piu’ deboli della popolazione”, avverte.

Un po’ di tempo fa, a proposito della situazione sanitaria in Grecia, la rivista Lancet sottolineò l’aumento del 43% della mortalita’ infantile. E incluse questa impennata fra gli effetti dei tagli lineari alla sanita’ imposti al paese. E’ lo stesso tipo di pericolo che si corre in Italia? Secondo gli esperti del think thank Action Institute, che ieri sono intervenuti a Roma durante un convegno dell’Autorita’ Antitrust, senza un ripensamento radicale del sistema sanitario italiano e uno stop alle sforbiciate indiscriminate al bilancio potremmo fare la stessa fine, e anzi in qualche regione gia’ si vedono i primi segni in questo senso.

”I tagli in Grecia hanno portato ad esempio allo stop ai programmi di fornitura di siringhe ai tossicodipendenti, e persino alle disinfestazioni nelle citta’, col risultato di far tornare la malaria – ha spiegato Walter Ricciardi dell’area Sanita’ di Action Institute e direttore dell’osservatorio sulla Salute delle Regioni -. Noi stiamo conducendo uno studio per verificare gli effetti dei tagli anche da noi, ma si puo’ gia’ dire che in alcune Regioni il processo e’ gia’ iniziato. Al contrario nei paesi del nord Europa, dove si e’ scelto invece di operare diversamente, la crisi non ha influito sulla salute”. L’aspettativa di vita di chi nasce nel Sud, hanno sottolineato gli esperti, e’ gia’ quattro anni piu’ bassa rispetto alla media.

Fabio Sebastiani

12/03/2014 www.controlacrisi.org

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