Il Bloqueo: pretesto o causa principale dei problemi di Cuba?
In un momento in cui voci interessate, principalmente dall’estero, cercano di minimizzare gli effetti di una politica ostile, il programma “Cuadrando la Caja” ha affrontato in modo approfondito e con dati concreti la realtà indiscutibile: il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti contro Cuba costituisce il principale freno allo sviluppo economico della nazione.
La dottoressa C. Marxlenin Pérez, alla guida dello spazio televisivo per “discutere, mettere in discussione e raggiungere un consenso dal socialismo cubano”, ha introdotto l’argomento confutando un recente articolo che, citando economisti stranieri, cerca di sminuire l’impatto reale di questa guerra non convenzionale.
In prima linea nella trincea economica, la dottoressa Vivian Herrera Sid, direttrice generale del commercio estero presso il Mincex, è stata categorica nel descrivere l’essenza di questa politica: “Non solo ci causa privazioni e carenze, ma in questo ultimo periodo c’è stato un inasprimento a partire dalle oltre 200 misure adottate dall’amministrazione statunitense per erodere, in modo spietato e genocida, le conquiste di questi oltre 60 anni di Rivoluzione”.
Herrera Sid ha spiegato in dettaglio come l’assedio influisca direttamente sulla vita dei cubani, rendendo impossibile l’accesso alle risorse finanziarie e alle operazioni commerciali vitali. Con un esempio sconvolgente, ha ricordato i giorni più duri del COVID-19: “Ci sono state negate alcune importazioni di ventilatori polmonari. La competenza e la resilienza dei nostri professionisti hanno aiutato, ma si sono perse delle vite”. Questa testimonianza mette a nudo il carattere genocida di un blocco che, lungi dall’essere un’astrazione, miete vite umane e aggrava le difficoltà.
Da parte sua, il dottor C. Luis Marcelo Yera, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerche Economiche (INIE), ha analizzato il costo economico concreto. “Sono convinto che il blocco sia il principale ostacolo che impedisce al nostro Paese di decollare nel suo sviluppo economico”, ha affermato. Ha spiegato come, per ragioni geografiche e di efficienza, il mercato statunitense offra prezzi vantaggiosi per le materie prime e sia una destinazione naturale per le esportazioni cubane, vantaggi di cui noi non godiamo. “Confrontiamoci, ad esempio, con gli imprenditori della Repubblica Dominicana. Loro non hanno queste limitazioni… Cuba non ha questa possibilità”, ha sottolineato.
Il dibattito ha anche messo in evidenza i molteplici aspetti del blocco, compresa una campagna di disinformazione e demonizzazione volta a isolare Cuba. La dottoressa Herrera Sid ha raccontato un aneddoto rivelatore durante la visita del presidente Obama: “Siamo rimasti sorpresi dall’ignoranza… il blocco non è solo contro il popolo cubano… implica anche un isolamento totale dalla realtà cubana”.
Di fronte a questo scenario, i relatori hanno convenuto che Cuba non sta a guardare. Il dottor Yera ha fatto riferimento alle misure interne per “sciogliere i nodi” dell’economia, sottolineando i sistemi di finanziamento chiuso per le imprese statali e la necessità di responsabilizzare i collettivi di lavoro. “È possibile avanzare nel socialismo cubano”, ha affermato, sottolineando che il modo per superare gli ostacoli è perfezionare il nostro sistema.
In chiusura, la sig.ra Herrera Sid ha lanciato un appello all’unità e alla responsabilità come antidoto: “Essere più dediti al nostro lavoro, più responsabili nei confronti dell’incarico statale… Questa è una lotta di tutto il popolo cubano”.
È chiaro, ancora una volta, che finché il blocco persisterà come politica di Stato degli Stati Uniti, sarà il principale ostacolo allo sviluppo di Cuba. La battaglia economica del popolo cubano è, in sostanza, la difesa della sua sovranità di fronte a un assedio ingiusto e prolungato.
Fonte: Razones de Cuba
Traduzione: italiacuba.it
13/11/2025 https://italiacuba.it/










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