Il lato nascosto delle storie

Roberta Di Pascasio Arkadia, 2024

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Roberta Di Pascasio è un’autrice poliedrica, impegnata in ambito culturale su diversi fronti. Ha condotto il programma culturale “La magia delle storie”, collaborato con diverse testate online e gestisce l’officina letteraria “Ponte di Carta”, dove vengono organizzati incontri letterari, laboratori teatrali e workshop di scrittura.

Il lato nascosto delle storie è una raccolta di racconti i cui personaggi sono legati tra loro in una sorta di mosaico apparentemente invisibile. Sono episodi, che pur essendo autonomi da un punto di vista narrativo, si completano in sintonia e vanno a formare nel loro insieme una storia omogenea come se fosse dall’inizio alla fine la realizzazione di un romanzo.

Dieci racconti autonomi, legati da un filo conduttore che completano un bellissimo puzzle, con una scrittura forte, cruda, introspettiva, dove i personaggi sono incapaci di governare la vita, di provare una sfida frontale per uscire dal durissimo empasse di una realtà negativa.

Il primo racconto è la storia di un detenuto uscito dal carcere e forse innocente, l’incontro con la moglie che lo ha creduto e lo crede ancora colpevole e l’incontro con quell’unico amico che gli è rimasto fedele. Un uomo distrutto da quella giustizia che forse è soltanto dalla parte dei potenti, nella figura del giudice che lo ha condannato e che nel racconto assuma una certa analogia con il giudice dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.

Un protagonista che capirà appena fuori dal carcere che occorrerà lottare e che il nemico principale si annida dentro di lui e che deve ad ogni costo tirarlo fuori per sconfiggerlo.

I lavori di Roberta Di Pascasio hanno sempre avuto protagoniste donne, donne tormentate, schiacciate dal destino. Stavolta l’autrice inverte le parti e ci troviamo con un uomo comunque tormentato, uscito da un carcere e cerca di rimettere insieme i suoi pezzi per ricominciare, anche se le delusioni, i conflitti lasciano cicatrici profonde.
E poi Ferdinando, un homeless, uno dei tanti di questa città assente. Ferdinando è uno sconfitto, uno che ha perso davvero tutto e non si sa se è più sconfitto lui in questa disperazione o la città in cui vive.

Non manca a questo libro una figura femminile, una donna avanti con gli anni che affronta caparbia le difficoltà della vita, una donna che rappresenta la visione della libertà con la consapevolezza di allontanare gli ostacoli della vita e questo è un insegnamento non da poco.

Una donna che ha combattuto la sua lotta contro i pregiudizi e le ipocrisie, conducendo una battaglia a testa alta, orgogliosa e fiera e per gli altri diventa la visione di quel coraggio che manca.

Storie al buio perché come dice l’autrice in una sua intervista mi piace raccontare il buio, mi sento a mio agio, non amo le storie edulcorate, sentimentali, comiche, mi stimolano di più le ombre.
Poi l’ambientazione di questa città anonima, qualunque, che poco a poco scopriremo essere Roma, una città che non si ferma a guardare le sofferenze e i drammi di coloro che la vivono, la abitano.

Dovremmo imparare dalla storia per entrare dentro il tessuto sociale che ci circonda per comprendere meglio i sentimenti come un valore inestimabile che Roberta Di Pascasio fa emergere in questi racconti, che dovrebbero essere affrontati dalla politica e da una società equa e giusta e che l’autrice coraggiosamente affronta in letteratura: povertà, disagio, emarginazione, solitudine.

Soltanto una società sana potrebbe se non ovviare ridurre questi problemi che sono veri drammi e che Roberta guarda frontalmente, all’interno di parametri storico sociali oggettivi e che ci riguardano molto da vicino.
Conoscere queste realtà vale conoscere la nostra società, ma soprattutto serve per insegnarci alcuni aspetti della vita dove non possiamo girarci dall’altra parte.

Giorgo Bona

Scrittore. Collaboratore redazione di Lavoro e Salute

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