lavoratrici degli appalti, un lavoro di “bene comune”

appalti pulizie

Tagli alle pulizie negli ospedali e nelle scuole si susseguono da anni, stesso discorso vale per altri edifici pubblici

Gli appalti sono al ribasso o, quando confermano le medesime cifre, prevedono capitolati piu’ articolati che alla fine determinano carichi di lavoro maggiori per un numero insufficiente di addetti\e.

Capita che l’adeguamento dei prezzi nei capitolati sia previsto e ben specificato mentre non viene neppure considerato il rinnovo dei contratti nazionali adeguandovi i salari.

Parliamo di contratti part time spesso a poche ore.

La soglia delle 3 ore giornaliere e delle 18 settimanali dovrebbe essere invalicabile o almeno lo era fino a una quindicina di anni fa nel caso di applicazione del ccnl multiservizi.

Ci risulta che tra le sporzionatrici delle mense scolastiche di tanti comuni gli orari siano inferiori a questa soglia, lo stesso vale per le addette delle pulizie di innumerevoli appalti pubblici.

Capita sovente che i tempi di spostamento non siano considerati come orario di lavoro quando invece dovrebbero essere tali assicurando anche, a seconda dei contratti, dei rimborsi chilometrici.

I capitolati di appalto non prevedono mai clausole di salvaguardia della forza lavoro, ci si limita ormai al rinvio ai contratti nazionali di riferimento che spesso e volentieri prevedono deroghe su importanti materie, ovviamente deroghe peggiorative.

Tagliano risorse e organici, i contratti di lavoro ridotti sono ridotti all’osso, le condizioni di lavoro ormai insostenibili

La prima considerazione da fare è che nuoce alle lavoratrici meno tutelate l’isolamento in cui sono state relegate. Il sindacato ormai è diviso a compartimenti stagni, quante dipendenti del pubblico avete visto in questi anni solidarizzare con le lavoratrici degli appalti?

Non parliamo delle chiacchere ma ordini del giorno delle rsu diffuse, presidi comuni, pressioni sui consigli comunali e sui vertici degli enti pubblici, questa è la solidarietà necessaria.

E quanti delegati rsu del pubblico abbiamo visto scendere in piazza a fianco delle lavoratrici degli appalti? Pochi, veramente pochi.

Una vertenza come quella a sostegno delle lavoratrici delle pulizie nei plessi scolastici non puo’ essere intrapresa senza l’attivo coinvolgimento degli studenti, delle insegnanti, delle rsu nelle singole scuole a meno che non si voglia solo limitarci a azioni di mera testimonianza.

Non ci sono ormai da tempo differenze tra sindacati di base e quelli “rappresentativi” del Pubblico, tutti hanno interiorizzato il concetto che quanto accade negli appalti non è di competenza loro non capendo che se accanto a te opera una lavoratrice con salari bassi e poche tutele, il tuo stesso potere di acquisto e di contrattazione alla fine sarà eroso perchè la difesa dei diritti viene presentata alla opinione pubblica come un privilegio.

E’ accaduto con gli interinali rispetto ai contratti a tempo determinato e indeterminato, succede oggi tra appalti e settori pubblici, sono le condizioni di peggior favore i punti di riferimento per le politiche del personale.

Emblematico è il caso dei\lle dipendenti comunali che nella visione mediatica fanno poco o nulla, lo stesso discorso vale per la sanità salvo poi scoprire che senza di loro tanti servizi al cittadino non sarebbero possibili.

Se il tuo stesso lavoro puo’ essere svolto da qualcuno con un contratto che prevede piu’ ore settimanali e minore retribuzione, non importa la qualità del servizio erogato o il datore di lavoro, prevale la logica della riduzione di spesa.

Per anni i sindacati hanno presentato come un grande successo avere esentato i custodi dalle pulizie, hanno anche coniato termini quali personale Ata , lo stesso discorso vale per gli enti locali . Ma è stato un successo? Decisamente no, basta guardare alle condizione in cui operano negli appalti senza perdere di vista la svalorizzazione del personale non insegnante.

La questione delle pulizie e dell’igiene riguarda tutte\i, se sei un infermiere o un medico devi operare in luoghi puliti e sanificati, se sei invece una insegnante o una educatrice non puoi stare in aule o laboratori dove carenti sono le condizioni igieniche

Nello sporco ci si ammala di piu’ e con facilità, senza adeguate sanificazioni si contraggono malattie anche mortali.

I controlli degli appalti sono formali e legati ai capitolati, sono cosi’ generici che quando avvengono in maniera scrupolosa la ditta appaltatrice cerca dei facili capri espiatori sui quali scaricare gli addebiti rivalendosi delle sanzioni sul personale con multe e giorni di sospensione

Un rischio si corre con l’unificazione delle stazioni appaltanti, con le aziende a mettersi d’accordo con una sorta di associazione temporanea di impresa o decidendo di non entrare in competizione tra loro scegliendo di comune accordo a quali bandi partecipare

Ma la logica sul fronte dei diritti è sempre quella a perdere, tra i vari cambi di appalto intervengono modifiche organizzative tali da giustificare una ristrutturazione che determina il deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutte\i, la riduzione delle ore e dei posti di lavoro

La nozione di degrado riguarda anche lo stato in cui versano gli edifici pubblici, è una battaglia che non puo’ essere condotta solo dalle lavoratrici in appalto ma da tutte , incluse le rsu dove se ci sono delegati di base poco importa perché alla fine si allineano alla logica del divide et impera propria dei padroni e delle principali centrali sindacali

La Consip ha ridotto le risorse destinate ai servizi di sorveglianza e pulimento di oltre il 50 per cento, gli accordi nazionali del 28/03/2014 e del 05/05/2014 , quello ultimo del 28 novembre 2016 hanno prodotto poco o nulla, il progetto denominato Scuole belle ha guadagnato solo tempo senza offrire certezze per il futuro visto che queste risorse aggiuntive arrivano nelle province con il contagocce . Scuole belle in molte province non ha portato le risorse necessarie al raggiungimento dell’orario di lavoro contrattuale, il ricorso agli ammortizzatori sociali e le pressioni perché le lavoratrici si riducano da sole gli orari diventano le sole strade praticabili dentro un quadro di tagli insostenibili

Bisogna guardare fin da ora a come saranno bandite le gare di appalto visto che nelle prossime settimane al Ministero inizieranno a lavorarci per arrivare alla aggiudicazione in agosto quando scadranno gli attuali appalti.

Evitare che si arrivi a fine agosto con poche ore da dividere tra tante lavoratrici consigliando da parte sindacale l’accettazione di meno ore come principio di solidarietà tra colleghe

E’ quanto accaduto in tutti questi anni con il sindacato nel ruolo di garante, per conto dei Governi , di compromessi al ribasso sulla pelle di lavoratrici che già percepiscono salari da fame. Accadrà nelle scuole dove ci sono da garantire i posti di lavoro di migliaia di ex lsu, accadrà in tanti altri appalti

La questione delle pulizie è una lotta di resistenza al degrado e alle malattie, non si puo’ vincere questa battaglia senza collocare le lavoratrici dentro un contesto piu’ ampio e dentro alleanze trasversali

Bisogna attrezzarci fin da ora per contrastare il lavoro in solitudine, lo spezzatino degli orari, la durata minima dell’orario giornaliero e settimanale, il mancato pagamento delle spese di viaggio tra un servizio e l’altro da considerare come tempo di lavoro

Per questo non servono slogans ma campagne che sappiano mettere insieme tutti questi elementi e farsi trovare pronti a contestare le prossime gare di appalto anche se arriveranno in piena estate

Un salto di qualità che oggi sembra essere impensabile anche per i sindacati di base ma necessario se vogliamo contrastare gli appalti al ribasso e organizzare le lavoratrici non per elemosinare banca delle ore (in rimessa) e ammortizzatori sociali ma lavoro, salario e dignità.

Federico Giusti

23/1/2017

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