Il neofascismo nel 21° secolo
Nella nostra America ci sono governi con espressioni superconservatrici che sembrano rasentare le espressioni neofasciste, a causa delle loro politiche razziste e xenofobe. Ad esempio, quello di Daniel Noboa in Ecuador, quello di Javier Milei in Argentina e quello di Dina Boluarte in Perù. Foto: Le Monde Diplomatique
di Adalberto Santana
Nei momenti attuali del terzo decennio del XXI secolo, si dice con notevole reiterazione che un movimento sociale e politico con caratteristiche neofasciste si sta sviluppando nel mondo e in vari spazi regionali e nazionali. Ne sono un esempio il governo di Israele, guidato da Benjamin Netanyahu, che è oggetto di un mandato d’arresto da parte della Corte penale internazionale (CPI), in virtù dei suoi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, per aver diretto una campagna di sterminio contro il popolo palestinese. Il discorso sionista si basa sul mito della supremazia della razza padrona.
Anche Donald Trump appare negli Stati Uniti con queste chiare sfumature razziste, un presidente che nella sua campagna contro i cosiddetti migranti latini o ispanici, ha intrapreso una caccia per espellerli in massa dal territorio degli Stati Uniti. Mostrando la sua politica xenofoba contro le minoranze etniche in quel potere sempre più debole.
Nel caso della guerra sionista di Netanyahu contro il popolo palestinese, in particolare con gli abitanti della Striscia di Gaza, egli cerca da un lato con la sua campagna guerrafondaia di espellerli dal suo territorio o di annientarli completamente. Questo obiettivo è perseguito attraverso la guerra genocida contro quel popolo storico che ha occupato l’antica Palestina per migliaia di anni. Questa campagna è sostenuta da Washington. Lo stesso presidente degli Stati Uniti ha indicato che il popolo palestinese sarà espulso da Gaza verso l’Egitto e la Giordania. Trump ha detto: “Non voglio essere una persona divertente o un furbo, ma la Riviera del Medio Oriente… Potrebbe essere meraviglioso”.
Il neofascismo del nostro tempo ha le caratteristiche di un regime imperialista come quello di Adolf Hitler in Germania. Il razzismo a tutti i costi, insieme a un nazionalismo ultraconservatore, intraprende una caccia contro quei popoli che considera suoi nemici e che devono essere sterminati.
Nel caso della guerra contro il popolo palestinese, è stato un processo di produzione imperialista che mira a spostarlo dalle loro terre e nazioni ancestrali. Dal 1967, il sionismo israeliano ha delocalizzato e occupato le terre palestinesi. Oggi, con il completo annientamento della Striscia di Gaza, un territorio dove sono morti più di 53.000 abitanti di Gaza (per lo più bambini e donne), sono stati commessi un’infinità di crimini di guerra. In altre parole, un’enorme “pulizia etnica” viene esercitata dalle forze sioniste (neofasciste).
In un altro conflitto come quello in corso dal governo neofascista dell’Ucraina, guidato da Volodomir Zelenski contro quello di Vladimir Putin, della Russia, lì l’operazione militare speciale russa è riuscita a fermare ciò che lo stesso capo del Cremlino ha detto di fronte al nazismo e alla russofobia e all’antisemitismo: “La Russia era e sarà una barriera insormontabile”. Aggiungendo l’80° anniversario del Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica (9 maggio 2025 a Mosca) che la Russia di fronte al neofascismo: “combatterà contro le atrocità commesse dai seguaci di queste idee aggressive e distruttive”.
Nella nostra America, immersa nel sottosviluppo, in questo momento senza nazioni e Stati imperialisti, ci sono alcune espressioni di governi con sfumature troppo conservatrici ed espressioni che sembrano rasentare le espressioni neofasciste, a causa delle loro politiche razziste e xenofobe. Ad esempio, quello di Daniel Noboa in Ecuador, quello di Javier Milei in Argentina e quello di Dina Boluarte in Perù. Governi che sono ridicole caricature di quel neofascismo.
Tuttavia, nella nostra America e in gran parte del mondo periferico, ci possono essere espressioni ultraconservatrici che saranno sostenute dalle loro simpatie e dai loro discorsi con governi neofascisti come quello di Trump o Netanyahu. Anche le politiche di estrema destra, come in Spagna, dove il Partito Popolare e Vox, con un discorso anticomunista, cercano di ingannare con slogan che “la Spagna assomiglia sempre di più al Venezuela” o che “siamo sulla strada per una dittatura comunista di una repubblica delle banane”. Senza dubbio, questa estrema destra ha un discorso povero che nemmeno le persone più ingenue credono.
La cosa più ovvia è che nel mondo l’ultradestra filofascista è in crisi di credibilità e può avere spazi di potere reali solo come negli Stati Uniti, in Israele o in Ucraina, quando approfitta del vuoto lasciato dalle forze liberali e progressiste quando perdono spazi di organizzazione e di educazione politica nei vasti settori popolari. Tuttavia, nel mondo sviluppato e sottosviluppato, la maggior parte delle forze progressiste nel 21° secolo ha guadagnato ampi spazi di potere che hanno messo le espressioni del neofascismo tra l’incudine e il martello, come dimostrato dallo scenario globale dei nostri giorni.
5/7/2025 https://www.telesurtv.net/










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