Il nuovo mondo bussa alle porte dell’Occidente
di Francesco Maringiò
Avete notato con quanta rapidità i giornali italiani, riprendendo i colleghi anglo-americani, hanno sostituito la foto del trio Xi-Putin-Modi con quella di Xi-Putin-Kim? Non è stato solo per esigenze di cronaca.
Al vertice della SCO di Tianjin, il trio ha voluto raffigurare la distanza da un Occidente sempre più irrazionale, mostrandosi sorridenti e solidali davanti alle telecamere. Una scena che ha mandato in tilt i media occidentali. Un commentatore della CNBC ha dovuto ammettere che «se India, Cina e Russia dovessero stringere un’alleanza di qualsiasi tipo, l’America non sarebbe in grado di competere nel XXI secolo. Tanto varrebbe tornare a casa». La foto è sembrata un enorme ‘marameo’ ai suprematisti occidentali, trincerati in società sempre più povere e frammentate, convinti che basti armarsi fino ai denti per contare ancora qualcosa.
Scherzi a parte, la complicità dell’India e la gestualità di Modi hanno messo in allarme gli strateghi occidentali, convinti di poter usare Nuova Delhi come arma contro la Cina. Ma il ‘grande paese democratico’ ha rotto la narrazione binaria buoni/cattivi e si è seduto con le autocrazie. Troppo da digerire. Ecco perché quella foto è stata subito sostituita con il terzetto Xi, Putin e Kim alla parata del 3 settembre a Pechino: un ritorno alla più rassicurante narrazione delle ‘autocrazie cattive’ contrapposte all’Occidente.
Questa narrazione si intreccia con un’altra operazione in corso da decenni in Europa: il revisionismo storico che punta a mettere sullo stesso piano alcuni vincitori della Seconda guerra mondiale (soprattutto i sovietici, quindi i russi) e i carnefici. Da qui le polemiche sulle parate che celebrano la vittoria sul nazismo, il colonialismo francese in Vietnam e l’aggressione giapponese in Cina. Per questo, il negazionismo di Kaja Kallas, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Ue non va derubricato sotto la voce “ignoranza” (1). La classe dirigente europea è funzionale (tra le altre cose) al processo di revisionismo e riscrittura della storia.
Non hanno invece intenzione di dimenticare la storia paesi come Vietnam e Cina che hanno tenuto ad inizio settimana due imponenti parate per celebrare assieme la fine della guerra mondiale e la vittoria della loro guerra di resistenza ed indipendenza. I primi, ovviamente, contro il colonialismo francese, i secondi contro l’aggressione giapponese.
Il 2 settembre, per l’80° anniversario dell’indipendenza dal dominio francese, il Vietnam ha organizzato ad Hanoi la più grande parata della sua storia. Un messaggio di determinazione a difendere indipendenza e sovranità, ribadendo al tempo stesso la volontà di essere ‘amico e partner affidabile di tutti i Paesi’, come ha detto il presidente Tô Lâm.
Al contempo, anche se la Kallas fa finta di non sapere, la Cina ha voluto ricordare l’enorme tributo di sangue del suo popolo, nella seconda guerra mondiale che, per loro inizia già nel 1931. Come ricordato recentemente da Rana Mitter, storica della Cina presso la Harvard Kennedy School, «l’esperienza della Cina nella Seconda Guerra Mondiale è stata devastante. È stato il teatro di guerra più lungo tra tutte le potenze alleate».
In Occidente è arrivato il momento di far precipitare dentro le nostre società le stesse contraddizioni internazionali che stanno generando un nuovo mondo. Continuare a vivere di una politica che non aggredisce nessun vero problema, che non indica soluzioni ai grandi temi globali e che si divide su cosette insignificanti, significa condannarsi all’irrilevanza. C’è bisogno di un cambio totale di paradigma. Ed è su questo che, già dall’autunno, occorrerà lavorare.
(1) Per chi si forse perso al dichiarazione, eccola: «La Russia si è rivolta alla Cina e ha detto: ‘Russia e Cina hanno combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, abbiamo vinto la Seconda Guerra Mondiale, abbiamo sconfitto il nazismo’, e ho pensato: ‘Ok, questo è qualcosa di nuovo’”, ha dichiarato Kallas. “Se conosci la storia, questo solleva molte domande. Oggigiorno, le persone non leggono molto e non ricordano la storia. È chiaro che credono a queste narrazioni»
7/9/2025 https://www.marx21.it/










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