Il Premio Bomprezzi-Capulli, che accende i riflettori nel modo giusto sulla disabilità e l’esclusione sociale
Maria Grazia Capulli e Franco Bomprezzi ai quali è dedicato l’omonimo Premio
Inchieste e storie, racconti inediti sulla disabilità, denuncia sociale, ma anche diritti ritrovati, protagonismo, partecipazione, esperienze innovative nella lotta alle diseguaglianze: è questo il Premio Bomprezzi-Capulli, di cui è stata lanciata in questi giorni la quinta edizione, cui potranno partecipare, fino al 3 febbraio 2026, giornalisti di testate nazionali, cartacee, digitali, radiofoniche o televisive
Come potremmo non essere sin dalla prima edizione al fianco del Premio Giornalistico Bomprezzi, divenuto da due anni Premio Bomprezzi-Capulli, considerando ciò che ha rappresentato per Superando Franco Bomprezzi, che ne è stato direttore responsabile fino alla sua scomparsa, avvenuta nel dicembre 2014? Parlare di questa iniziativa è per noi sempre un grande piacere e torniamo a farlo qualche giorno dopo l’apertura delle candidature per la quinta edizione – avvenuta in occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità – sempre a cura del Journalism Social Fund.
Per il quinto anno, quindi, potranno partecipare servizi di carta stampata, online, radio e TV, realizzati e pubblicati tra il 3 dicembre 2024 e il 3 dicembre 2025, ma la novità introdotta questa volta prevede la possibilità di proporre servizi, articoli e temi di strettissima attualità realizzati anche tra il 3 dicembre 2025 e il 2 febbraio 2026 ai quali saranno riservate le Menzioni Speciali per le categorie TV, Radio e Stampa (anche qui con premi in denaro).
Le date di scadenza delle candidature sono fissate per tutte le categorie al 3 febbraio 2026.
«Con questo premio – ha spiegato nel corso della cerimonia d’insediamento il presidente della giuria Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento RAI – non vogliamo solo celebrare e ricordare i lavori e l’esempio di Franco Bomprezzi e Maria Grazia Capulli, pietre miliari per chiunque si avvicini al giornalismo costruttivo e al racconto della disabilità. Vogliamo spingere chi decide cosa va in pagina o in onda – da chi è più in alto fino a chi riceve la proposta di un collaboratore – di aprire spiragli nuovi e dare spazio a queste tematiche, di dire sì a inchieste e storie, racconti inediti sulla disabilità, di denuncia sociale, ma anche di diritti ritrovati, di protagonismo e partecipazione, di esperienze innovative nella lotta alle diseguaglianze. Abbiamo imparato da Franco e Grazia a difendere il mestiere del giornalista come missione di responsabilità sociale e con questo intento ci aspettiamo che arriveranno i lavori dei nuovi Premiati».
Maria Grazia Capulli, lo ricordiamo è stata una giornalista del Tg2 RAI, ideatrice e conduttrice della rubrica televisiva Tutto il Bello che c’è, vera e propria finestra sul sociale e sul lato positivo dell’attualità.
Accendere dunque i riflettori su fragilità, inclusione, diritti umani e comunità marginalizzate, ma anche sulle notizie dal taglio positivo che siano in grado di contribuire all’attivazione e alla coscienza civica dei cittadini: è questo il focus dei due concorsi aperti a giornalisti di testate nazionali, cartacee, digitali, radiofoniche o televisive, per un premio che, lo ricordiamo, è supportato anche dall’organizzazione CBM Italia.
La cerimonia di insediamento della giuria – che si arricchisce ogni anno di firme di primo piano del mondo dell’informazione, tra carta stampata e online, TV, radio nazionali e testate di settore – si è avuta il 24 ottobre scorso al Castello di Grinzane Cavour in Piemonte, in occasione di Barolo en primeur, asta internazionale di solidarietà promossa dalla Fondazione Cassa Risparmio di Cuneo, che dal 2021 sostiene progetti ad alto impatto sociale in Italia e all’estero. (S.B.)
I bandi del 5° Premio Bomprezzi-Capulli sono scaricabili da questo link. Per ulteriori informazioni: Paola Amicucci (paolaamicucci1977@gmail.com).
11/12/2025 https://superando.it/










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