Il Venezuela marcia verso la sede dell’ONU per chiedere la pace e la fine delle minacce degli Stati Uniti

Migliaia di venezuelani stanno marciando a Caracas per respingere il dispiegamento militare degli Stati Uniti nei Caraibi. Foto: TeleSUR.

La marcia, con lo slogan “Vinciamo a La Paz, difendiamo la vita! Niente più minacce criminali!”, ha riaffermato l’impegno del popolo per la sovranità nazionale e l’autodeterminazione.

La massiccia mobilitazione di lunedì 6 ottobre, convocata dalla Vice Presidenza della Mobilitazione e degli Eventi del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), è partita dall’emblematica Grande Muraglia di Petare e ha girato la città fino a culminare nella sede delle Nazioni Unite a Chacao.

L’obiettivo principale della conferenza è quello di esprimere il rifiuto collettivo e forte delle ricorrenti azioni ostili e delle operazioni “false flag” che vengono promosse dall’estero.

La marcia fa parte della grave situazione generata dall’escalation militare di Washington nella regione.

Il governo bolivariano ha denunciato che l’amministrazione di Donald Trump ha inviato otto navi da guerra, 1.200 missili e un sottomarino nucleare nell’area dei Caraibi, azioni che il presidente Nicolás Maduro ha descritto come la “massima minaccia all’America Latina” e che cercano di imporre un “governo fantoccio”.

Movimenti politici e sociali, organizzazioni comunitarie, fronti popolari e istituzioni si sono uniti all’appello, confermando l’unità del popolo in difesa della pace e della vitaI manifestanti portavano striscioni e cantavano slogan che rivendicavano il diritto del paese a vivere senza interferenze o pressioni esterne.

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La destinazione finale della marcia presso la sede delle Nazioni Unite evidenzia la richiesta del rispetto del diritto internazionale e l’attivazione di meccanismi multilaterali di fronte alle minacce unilaterali degli Stati Uniti. La mobilitazione cerca di lasciare un messaggio chiaro alla comunità internazionale: il popolo venezuelano difenderà la sua sovranità al di sopra di qualsiasi aggressione.

Questa è la seconda protesta consecutiva davanti alla sede delle Nazioni Unite a Caracas. Il 5 ottobre, i residenti di Caracas si erano già riuniti nello stesso luogo per esprimere il loro ripudio del genocidio perpetrato da Israele a Gaza e denunciare l’intercettazione della flottiglia umanitaria, chiedendo l’immediata cessazione delle violenze contro il popolo palestinese e il rilascio dei detenuti.

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Entrambi i giorni dimostrano la profonda coscienza antimperialista del popolo di Caracas, che si sta mobilitando sia in difesa della propria sovranità di fronte alle minacce di Washington, sia in solidarietà attiva con le giuste cause della regione e del mondo, come quella della Palestina.

6/10/2025 https://www.telesurtv.net/

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