Inchiesta sulla strage della centrale elettrica di Bargi: un passo avanti ?

Solidarietà ai familiari di Alessandro D’Andrea

Prendiamo atto della notizia relativa ai 5 indagati per la strage del lago di Suviana: una delle terribili stragi che hanno insanguinato il paese negli ultimi decenni; nel mare di manifestazioni rituali di falso lutto e di “lacrime del giorno dopo” di cui siamo stati spettatori, abbiamo posto alcuni interrogativi ovviamente rimasti senza risposta da parte delle istituzioni; si tratta di interrogativi per la verità forse neanche “pervenuti” in quanto oscurati dalla “grande stampa” ma che hanno trovato ampio spazio nei blogs vicini a quel “movimento” operaio e democratico che sta cercando di organizzare la resistenza e la prevenzione delle stragi; la questione principale che abbiamo sollevato , anche in relazione alla “lunghezza” dei tempi di indagine è semplice: come mai fin dal primo momento, alla quasi generale reazione di “stupore” per l’accaduto ( la strage era davvero imprevedibile ?) è stata associata una aspettativa di verità fondamentalmente concentrata solo sulle “scatole nere”; in sostanza abbiamo sostenuto che un valido ed esaustivo DVR- documento di valutazione del rischio (documento di cui ovviamente noi oggi non siamo in possesso) avrebbe dovuto consentire di fare ipotesi concrete e credibili fin da subito , senza per questo negare-da parte nostra- la importanza, supplementare, anche del recupero delle cosiddette “scatole nere”; ovviamente il discorso non è relativo alla sola strage di Suviana : la questione dei DDVVRR è centrale nella strategia della prevenzione; si tratta di documenti spesso “secretati” e gestiti come se si trattasse di segreto di stato o di segreto militare, documenti che devono essere invece accessibili per i lavoratori e per i tecnici di loro fiducia; il discorso centrale è semplice : fino a quando i lavoratori delegheranno al datore di lavoro la valutazione del rischio e questa rimarrà una valutazione unilaterale non trasparente e non sottoposta alla validazione critica da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti E DEL GRUPPO OPERAIO OMOGENEO DEI LAVORATORI ESPOSTI, questa dinamica sarà sempre foriera di stragi e di lutti; questo è l’insegnamento , fin troppo chiaro, scolpito nella storia operaia (OVVIAMENTE A CONFERMA ANCHE DI TANTE STRAGI PRECEDENTI) fin dalla strage della Mecnavi di Ravenna dove un tecnico di fiducia del datore di lavoro dichiarò che l’ambiente era “gas free” ma, accesa la prima fiamma ossidrica, la stiva saltò in aria causando 13 morti; quel ricorso ci induce a commemorare i fatti ad ogni anniversario (13 marzo) ma constatiamo che se la memoria non è collettiva la situazione cambia poco;

i tempi (lunghi) che sono stati necessari per giungere a questo primo passo di oggi che è la individuazione di 5 indagati non sono una responsabilità della magistratura inquirente , sono l’effetto dello stato attuale (non proprio sistematico ma altamente frequente) di segretezza e nebulosità di moltissimi DDVVRR aziendali in Italia;

e a proposito di lutti : cogliamo, con sentimenti di sincera solidarietà lo “sfogo” dei familiari di Alessandro D’Andrea; essi denunciano come offensivo il “contributo” di 11.000 euro da parte dell’Inail e dichiarano di volersi impegnare per la modifica della legge a monte di questo contributo; la situazione è evidente e si era già verificata altre volte (per esempio per un giovane lavoratore deceduto a seguito degli eventi sismici dell’area modenese e ferrarese); Alessandro muore a 37 anni, da quello che pare di capire non è sposato; dunque il “contributo” ai familiari coincide con il cosiddetto assegno funerario che , in assenza di un coniuge e di figli minori, è la unica “provvidenza” prevista; è ovvio che i familiari dovrebbero stare dentro al procedimento penale ed avviare un procedimento per la richiesta di risarcimenti anche in sede civile ma al momento non esistono altri risarcimenti previsti ;

intendiamo supportare il grido di dolore dei familiari contro questa prassi offensiva e lo vogliamo fare anche e proprio oggi , giorno in cui il governo incontra i sindacati (solo quelli invitati) per discutere come reinvestire le “risorse” per così dire “risparmiate” da Inail; noi oggi non siamo invitati a quel tavolo ma abbiamo lanciato un messaggio chiaro: quelle “risorse” (circa un miliardo e 250 milioni) che il governo vorrebbe discutere coi sindacati (quelli invitati al tavolo) come distribuire ai padroni SONO RISORSE SOTTRATTE AI LAVORATORI, ALLE LORO VEDOVE E AI LORO FIGLI MINORI, A CAUSA DEI DISCONOSCIMENTI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI E DEI VERI ESITI DEGLI EVENTI ACUTI (i cosiddetti infortuni); la situazione è estremamente grave, non solo in Italia, e il “fenomeno” è ormai universalmente riconosciuto dagli osservatori onesti ed obiettivi sotto il capitolo della “malattie professionali sottosegnalate e sottoriconosciute” (per fare un solo esempio, CHE E’ POI E’ SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG : meno di mille tumori professionali riconosciuti/anno contro gli 8-8.500 stimati dagli epidemiologi)

Anche per rispetto sia del lavoro della magistratura che sta indagando sulla strage di Suviana (e su tutte le altre stragi) sia dei familiari di Alessandro D’Andrea evitiamo qualunque rischio di fare polemiche MA INVITIAMO TUTTI A RIFLETTERE IN PARTICOLARE QUELLI CHE HANNO ACCETTATO DI PARTECIPARE oggi 8 maggio 2025 A UN TAVOLO CHE AVREBBE SENSO MA SU BASI DIFFERENTI: DISCUTERE SU COME INVESTIRE IN PREVENZIONE E SICUREZZA 1.250.000 milioni ( e anche di più) non però “sottratti” ai lavoratori ma magari sottratti alle spese militari o ad altre simili e mortifere destinazioni…

Vito Totire, medico del lavoro,

portavoce RETE NAZINALE LAVORO SICURO

Via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 8.5.2015

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *