Insorgiamo. -30 GIORNI ALLA FINE DELLA CAMPAGNA DELL’AZIONARIATO POPOLARE
A tutta la nostra rete solidale: singol*, associazioni, organizzazioni, spazi sociali a chi c’è stato per 5 anni e a chi ci sarà da ora in poi
Da oggi: -30 giorni alla fine della campagna di azionariato popolare. Poi dovremo decidere se e come salpare.
Siamo al contempo alla fine e all’inizio. E non abbiamo più alternative: dobbiamo salpare, e farlo con i mezzi a nostra disposizione.
È forse la fine della lotta dell’ex GKN per come la conosciamo, e forse l’inizio della messa a terra del progetto di reindustrializzazione: dal basso, sostenuto da una rete di solidarietà attiva, per la fabbrica socialmente integrata e la reindustrializzazione ecologica.
Usiamo il “forse” perché ancora oggi siamo un futuro non scritto. Come sarà il domani dipende da quanto spingeremo tutte e tutti oggi.
Come sapete, non ci sarà nessun intervento pubblico sull’area ex GKN. E non esistono più parole che le istituzioni possano dire per convincerci del contrario. La politica istituzionale ha deciso di inserirsi cinicamente in un gioco di sponda tra il nostro logoramento — 15 mesi senza stipendio, 5 anni di presidio permanente, un anno e mezzo di disoccupazione — e problemi tecnici con cui nascondere la mancanza di volontà politica. Ha preferito dichiararsi impotente pur di nascondere le proprie responsabilità. Lasciamoli dunque al loro nulla e prepariamoci a essere tutto.
La nostra campagna di reindustrializzazione ecologica si chiama “Un’azione contro il riarmo” perché è diventato via via sempre più chiaro il legame tra deindustrializzazione e riconversione bellica. Hanno creato un deserto industriale, aperto le porte alla speculazione finanziaria e immobiliare, e ora vogliono convincerci che la guerra genererà nuova industria. La guerra genera morte. Povertà. Nient’altro.
Noi — la convergenza tra giustizia climatica e sociale — siamo gli unici ad avere un piano: di vita, di pace, di reddito, di lavoro.
L’ambientalismo che non si mette in convergenza con la lotta sociale è pura testimonianza. Lo stesso vale per il movimento contro la guerra che non si fa rapporto di forza contrastando l’economia e la produzione bellica.
Sappiamo che la soluzione sta in un cambiamento generale, radicale, sociale. Sappiamo anche che un esempio concreto, dal basso, toglie alibi a chiunque non lavori per questo cambiamento. Così come la Flotilla che rompe l’assedio verso Gaza fa quello che i governi non fanno, la nostra Flotilla nell’economia toglie alibi all’assenza di un piano di riconversione ecologica e sociale.
Che cosa chiediamo dunque?
1- Abbiamo ancora un mese davanti: da qui al 30 giugno chiediamo a tutte e tutti di aiutarci a dare un ultimo slancio all’azionariato popolare tramite la piattaforma Ener2Crowd e/o alla raccolta fondi su Produzioni dal Basso, per raggiungere l’obiettivo prefissato (tutte le info sul sito Insorgiamo.org).
2- Chiediamo di essere, ancora una volta, cassa di risonanza, in tutti i modi possibili.
3- Organizzate tutte le iniziative possibili a sostegno dell’azionariato popolare, contro la riconversione bellica, per il metodo Flotilla, la fabbrica socialmente integrata e l’urgenza della riconversione ecologica.
5- Visto il poco tempo, vi chiediamo di organizzare tali iniziative in autonomia, senza la nostra presenza o con il solo contributo di un collegamento o video da parte nostra.
6- Proveremo a organizzare in presenza “solo” alcune grandi iniziative di chiusura della campagna di azionariato popolare in alcune grandi città: lì chiederemo a tutte le realtà solidali di convergere.
Tutte le iniziative possono essere segnalate o richieste tramite il form: https://forms.gle/JkCWZ9C3k65BNWeh8
E l’11 e il 12 luglio vi chiediamo di tenervi libere e liberi, per celebrare l’anniversario di cinque anni di lotta e, soprattutto, decidere insieme — in assemblea — se e come salpare.
2/6/2026 https://insorgiamo.org/









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