Intervento di Inés María Chapman alle Nazioni Unite sulla discriminazione razziale. Video
Inés María Chapman Waugh, vice primo ministro della Repubblica di Cuba, ha guidato giovedì la delegazione che ha presentato a Ginevra il rapporto periodico 2018-2023 dinanzi al Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale, dove ha ribadito l’impegno del Paese a contrastare ogni forma di razzismo.
Come precisato dal portale del Ministero degli Affari Esteri, Cubaminrex, Chapman ha illustrato i punti salienti del documento e ha sottolineato che, nonostante l’inasprimento dell’embargo economico, commerciale e finanziario e le pressioni esterne, Cuba ha continuato a rispettare i propri impegni internazionali e ha compiuto progressi nell’aggiornamento legislativo e istituzionale.
Data la sua importanza, l’Agenzia Cubana di Notizie riporta integralmente il suo discorso.
Intervento iniziale della Capo della Delegazione, Inés María Chapman Waugh, vice primo ministro della Repubblica di Cuba:
Presentazione del Rapporto Periodico di Cuba al Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale.
Signor Presidente e illustri membri del Comitato:
La presentazione di Cuba dinanzi al Comitato in questa occasione avviene in un contesto particolarmente complesso. Negli ultimi mesi si è verificata una nuova escalation da parte del governo degli Stati Uniti contro Cuba, attraverso l’estremizzazione di un blocco che da oltre sei decenni cerca di soffocarci. A ciò si aggiunge l’imposizione di un embargo sulle forniture di carburante al nostro Paese.
L’embargo costituisce una violazione massiccia, flagrante e sistematica dei diritti umani del popolo cubano ed è il principale ostacolo al nostro sviluppo. Nessun segmento della popolazione o settore economico sfugge ai suoi effetti.
Respingiamo l’Ordine Esecutivo del 29 gennaio scorso del Presidente degli Stati Uniti, che mira a provocare disordini sociali e un cambiamento nell’ordine costituzionale liberamente scelto dal nostro popolo. Sappiamo difendere con il massimo vigore, fermezza e in stretta unità il nostro diritto all’autodeterminazione, all’indipendenza, alla sovranità, all’integrità territoriale e all’ordine costituzionale.
In questo contesto e nonostante la complessa situazione che oggi affrontiamo, Cuba ha continuato ad adempiere ai propri obblighi in qualità di Stato parte della Convenzione.
Ringrazio il Presidente per le sue parole di benvenuto. Saluto gli esperti del Comitato, la cui professionalità e obiettività sono essenziali per lo svolgimento di un dialogo rispettoso e fruttuoso.
Ho l’onore di presentare la delegazione che mi accompagna, composta da rappresentanti della Corte Suprema del Popolo, della Procura Generale della Repubblica e dei ministeri dell’Istruzione, della Sanità Pubblica, della Cultura e degli Affari Esteri.
Il rapporto che oggi presentiamo è il risultato del lavoro collettivo di diverse istituzioni dello Stato e della società civile. Esso riflette la posizione di principio e la condanna permanente di Cuba, sin dal trionfo della Rivoluzione cubana nel 1959, contro ogni forma di razzismo e discriminazione razziale.
Inoltre, risponde alle raccomandazioni formulate dal Comitato nelle sue Osservazioni conclusive a seguito della presentazione del 2018.
Da allora, a Cuba è stato avviato un ampio, profondo e globale processo di aggiornamento e riforma legislativa, che ha incluso la lotta al razzismo, alla discriminazione razziale, alla violenza in tutti gli ambiti e all’intolleranza.
Un passo essenziale in tale processo è stata la promulgazione della nuova Costituzione della Repubblica nel 2019, approvata con referendum popolare, che include la dignità umana come valore supremo e il principio di uguaglianza a livello costituzionale.
Delle 38 raccomandazioni del Comitato del 2018, ne abbiamo attuate, in tutto o in parte, 35, pari al 92%.
Allo stesso modo, al fine di continuare a progredire nella lotta contro questo flagello, nel novembre 2019 è stato adottato il Programma nazionale contro il razzismo e la discriminazione razziale “Color Cubano”.
Per concretizzarne gli obiettivi, è stata istituita la Commissione nazionale per la lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale “Color Cubano”, alla quale partecipano a parità di condizioni membri di enti governativi e rappresentanti di diversi gruppi e movimenti della società civile. Sono onorato di guidare i lavori di tale commissione, presieduta dal Presidente della Repubblica e il cui funzionamento è coordinato dal Ministero della Cultura. Il rapporto che oggi presentiamo è stato elaborato nell’ambito di questa Commissione.
È rilevante l’impiego della scienza e dello studio del genoma umano nell’attuazione del Programma. Possiamo riaffermare con orgoglio che abbiamo un’etnia cubana e che siamo una nazione inclusiva e meticcia.
Il 64% della popolazione cubana di età pari o superiore a 15 anni è di pelle bianca, circa il 26% è mulatta e circa il 10% è nera. In linea con le raccomandazioni del Comitato, a Cuba il dato relativo al colore della pelle viene rilevato sulla base dell’autoidentificazione.
D’altra parte, continua a rafforzarsi la presenza di persone di colore e mulatte in posizioni decisionali. Nell’attuale legislatura dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, circa il 45% dei deputati è di colore o mulatto. Ciò rappresenta un aumento rispetto al 41% che rappresentavano nel 2018 e al 36% nel 2011.
Su iniziativa della società civile cubana, nell’ottobre 2023 è stato inaugurato l’Osservatorio sociale Color Cubano, nel contesto della giornata contro il genocidio, la colonizzazione e il razzismo.
All’inizio del 2024, rappresentanti di varie organizzazioni, movimenti e reti, nonché attori sociali antirazzisti, hanno partecipato alla consultazione tra Stato e società civile sulle raccomandazioni ricevute nel IV Esame Periodico Universale di Cuba.
Sottolineo che nel suo IV Esame Periodico Universale, Cuba ha accettato tutte le raccomandazioni ricevute in materia razziale e si è impegnata ad attuarle.
Nell’ambito del nostro lavoro su questi temi, nel 2024 si sono tenute all’Avana la Conferenza internazionale “Nuove narrazioni: memorie, resistenza e rivendicazione” e la “Conferenza internazionale Cuba 2024: Decennio degli afro-discendenti”, che hanno segnato rispettivamente il 30° anniversario del Programma dell’UNESCO sulla rotta degli schiavi e le attività del Primo decennio degli afro-discendenti nel nostro Paese.
Abbiamo inoltre ricevuto la visita accademica di Barbara Reynolds, all’epoca presidente del Gruppo di esperti sulle persone di origine africana.
Signor presidente e membri del Comitato:
Cogliamo l’occasione per annunciare la nostra intenzione di organizzare la seconda edizione della «Conferenza internazionale Cuba: pensiero e azioni antirazziste».
Tutto ciò si inserisce nel contesto della cooperazione di Cuba con il sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Nell’ambito di tali iniziative, nel 2023 si è tenuto uno scambio tecnico virtuale sul Programma Nazionale, che ha portato al suo adeguamento alla guida pratica elaborata dall’Ufficio dell’Alto Commissario per la stesura di tali piani.
Inoltre, nel febbraio di quest’anno abbiamo organizzato all’Avana un incontro di formazione, che ha visto la partecipazione di funzionarie dell’Ufficio, nonché di esperti in materia razziale provenienti dal Brasile e dalla Colombia. In tale contesto, si è tenuto anche un workshop con rappresentanti della società civile sulla presentazione di Cuba dinanzi a questo Comitato.
D’altra parte, prima di questo scambio con il Comitato, abbiamo organizzato un dialogo tra Stato e società civile sui progressi e sulle sfide ancora da affrontare nella lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale. È stato un esercizio utile e proficuo.
Una volta concluso questo esame, intendiamo tenere un nuovo dialogo di follow-up sui risultati della nostra presentazione al CERD.
Tra le principali sfide individuate, si segnala la necessità di continuare a disaggregare i dati statistici e di ampliare la raccolta di informazioni su episodi di discriminazione per colore della pelle o pregiudizi razziali. Abbiamo la sfida di continuare a perfezionare la raccolta delle informazioni statistiche necessarie, al fine di ampliare l’identificazione di possibili lacune e modelli di discriminazione.
D’altra parte, la conoscenza dei vari meccanismi per presentare reclami o denunciare violazioni del principio di uguaglianza o episodi di discriminazione basati sul colore della pelle è ancora limitata da parte della popolazione. Abbiamo quindi la sfida di diffonderne maggiormente l’uso.
È inoltre necessario continuare a far conoscere il Programma “Color Cubano” e i suoi risultati tangibili, sia a livello nazionale che locale. In questo senso, intendiamo realizzare una consultazione popolare sull’attuazione del Programma per l’anno 2027, in vista del suo aggiornamento e della sua diffusione su larga scala.
Abbiamo chiaro dove dobbiamo indirizzare i nostri sforzi. A tal fine, sarà molto utile ricevere raccomandazioni oggettive e adeguate alla nostra realtà da parte degli esperti.
Signor Presidente, signori esperti del Comitato:
Il miglior tributo alle vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi nel contesto attuale, oltre alla necessaria commemorazione, è la solidarietà internazionale con i paesi dai quali milioni di persone sono state strappate con la forza. Noi siamo i loro figli. Il loro sangue scorre nelle nostre vene.
Nonostante l’embargo imposto dal governo degli Stati Uniti, l’ingiustificata inclusione di Cuba nell’elenco unilaterale e arbitrario degli Stati che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo, l’isolamento energetico e le crescenti minacce alla nostra sovranità, nonché la campagna di persecuzione scatenata dal governo degli Stati Uniti, il nostro Paese continuerà a sviluppare i propri programmi di cooperazione con le nazioni africane, caraibiche e altre del Sud.
Ribadiamo la nostra ferma volontà di contribuire alla piena attuazione della Dichiarazione e del Programma d’Azione di Durban, che mantengono tutta la loro validità.
Nel centenario del nostro Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, ricordiamo le sue parole nella storica conferenza di Durban, quando affermò, cito:
«Il razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia costituiscono un fenomeno sociale, culturale e politico, non un istinto naturale degli esseri umani; sono figli diretti delle guerre, delle conquiste militari, della schiavitù e dello sfruttamento individuale o collettivo dei più deboli da parte dei più potenti nel corso della storia delle società umane». Fine della citazione.
Allo stesso modo, ribadiamo il nostro impegno a continuare a progredire nell’attuazione della Convenzione.
Alla luce dei progressi esposti, e consapevoli di quanto ancora resta da fare, partecipiamo al presente dialogo con il Comitato, con la volontà che sia uno scambio costruttivo e obiettivo, incentrato sull’operato del nostro Paese in virtù dei suoi obblighi internazionali ai sensi della presente Convenzione.
Fonte: acn
Traduzione: italiacuba.it
25/4/2026 https://italiacuba.it/








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