La vaccinazione Covid-19 negli ambienti di lavoro

 “Se ci fosse un po’ più di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio,
 forse qualcosa potremmo capire”
[1]

La gestione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese viene affrontata ancora adesso in modo schizofrenico, con una logica emergenziale affidata a decretazioni d’urgenza, determinate da scelte partitiche non sempre scientifiche e talvolta contrastanti tra loro; manca una capacità di pensare e di agire in un’ottica sistemica e solidale, universalistica. Queste scelte vengono condotte come se il contesto fosse normale, mentre l’Europa non è in grado nè di pensare alla abolizione del brevetto sui vaccini (bene pubblico universale e globale e non proprietà intellettuale) né di esercitare un’azione efficace sulle multinazionali farmaceutiche che si arricchiscono sui vaccini. Le 500.000 vaccinazioni al giorno sono una chimera e il generale Figliuolo, commissario per l’emergenza,[2] di recente ha fatto cenno alla “inventiva italiana” in merito a episodi di nepotismo ed ha affermato  che “bisogna essere equilibrati, con buon senso e pragmatismo”; la sua correttezza potrebbe fargli rischiare di essere l’agnello sacrificale di un possibile fallimento di altri … Sul campo, poi vi è un esercito (gli ‘eroi’: medici e infermieri) progressivamente e scientemente decimato da decenni di politiche di privatizzazione della Sanità Pubblica e senza armi sufficienti e sicuramente efficaci.

Una scelta sostanziale per cambiare rotta è il rafforzamento del Servizio Sanitario Pubblico e la sua organizzazione territoriale; questa potrà avere successo soltanto se saranno chiari e condivisi gli obiettivi della sua ricostruzione. In Italia, in specifico, vanno gestiti in modo fruibile e centralizzato i ‘portali’ per inserire i dati dei vaccini, bisogna evitare il caos nelle prenotazioni (affidate ad agenzie nominate per opportunità partitica e liquidate dopo pesanti errori gestionali o ancora a privati per fini di lucro) e nelle restituzioni dei dati e degli effetti e anche il possibile non utilizzo e conseguente eliminazione di dosi di vaccini. Frammentare l’azione tra Aziende Ospedaliere, Aziende Sanitarie Locali, Medici di Medicina Generale, Medici del Lavoro e anche Farmacisti è poco efficace.

Giuseppe Leocata

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21/4/2021 https://www.saluteinternazionale.info

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