L’apprendista stregone tedesco
Ricordiamo, con questo suo aggiornato contributo, L’apprendista stregone tedesco, sull’amaro destino contemporaneo della propria terra d’origine, la Germania – apparentemente destinata a perpetuare sul proprio territorio lo scontro fra superpotenze – l’amico e attivista Gerhard Friedrich, studioso che partecipava volentieri a incontri sui temi della pace mettendo a disposizione le proprie competenze e conoscenze.
Nato nella bellissima città di Marburg nel land dell’Assia, linguista, professore emerito di letteratura tedesca all’Università di Torino, Gerhard è scomparso lo scorso maggio a Verrua Savoia, dove risiedeva con la moglie Silvana e i figli Giulia e Sebastian. Ringraziamo l’amico comune Silvio Bertana per averci aiutato a recuperare questo testo. [Enzo Ferrara]
L’apprendista stregone tedesco
Catturata tra il suo passato-presente atemporale fantasmagorico (spettrale) e il nuovo disordine mondiale la Germania proroga la guerra fredda nella gestione dello storico conflitto tra le superpotenze USA e Russia
La Germania d’oggi, più di ogni altra nazione, è figlia dell’ultimo conflitto mondiale e della sua gestione da parte delle sue principali forze vincitrici. La stessa riunificazione (rinascita) della Germania dopo il conflitto mondiale e dopo la fine della guerra fredda era stata il prodotto della collaborazione degli ex-alleati principali (“contratti 3+2” tra gli ex-alleati e la Germania nel processo di riunificazione) del conflitto mondiale. Da qua originava anche la fedeltà incondizionata della Germania post-bellica occidentale verso gli USA (NATO) come garante esistenziale e protagonista della guerra fredda. Della stessa guerra fredda però che minava e spaccava l’identità nazionale tedesca.
Dall’altra parte però anche l’azione politico-militare della Russia era un fattore condizionante di questa rinascita gemellare che ovviamente conteneva come potenzialità la collaborazione della “Germania russa”, con la quale restava latente lo scontro, sempre alimentato dallo stato occidentale che negava addirittura l’esistenza del “gemello russo”.
Nella situazione attuale, nella quale si spostano i pesi tra collaborazione e scontro (guerra fredda) tra le superpotenze, la stessa identità tedesca anche ex-occidentale è messa a dura prova in quanto “i responsabili” tedeschi tenteranno di salvaguardare la stabilità al modo della “guerra fredda”, anche se guerra fredda non c’è più. Nel “DNA politico tedesco” invece continua ad esserci. La faranno rinascere nel proprio atteggiamento acquistato nei decenni di guerra fredda precedente. Da qua si capisce la strana tendenza attuale di “salvaguardare” il conflitto USA-Russia anche quando l’atteggiamento dello stesso Presidente USA (Trump) dimostra certe intenzioni di attenuarlo. Questa sua è una mossa percepita come minaccia dell’identità politica interna della Germania d’oggi che non può esistere al di fuori della spaccatura d’Europa in due emisferi contrastanti acquisita in decenni di guerra fredda.
Da qua forse diventa comprensibile l’atteggiamento da “guerrafondai” dei rappresentanti proprio dei verdi tedeschi, i più repubblicani tra i partiti. Sfrenata corsa agli armamenti e rabbiosa polemica anti-russa, quasi prendendo la parte storica degli Usa, da guerra fredda attualmente indebolita a causa dell’azione Trump. La Germania rimane una specie di non-morto catturato nella continuazione frenetica dei paradigmi di una guerra fredda fantasmagorica all’interno di una realtà spettrale.
Von der Leyen lo dice: non c’è pace senza armi e senza la prontezza di usarli. Questo è sempre l’insegnamento storico della guerra fredda dalle coordinate della quale la politica tedesca “atlantica” anche in condizioni in cui sarebbe possibile non riesce ad uscire. È come in un cattivo incantesimo o come nella fiaba dell’apprendista stregone. Lo stregone si mette da parte – l’apprendista continua disperatamente l’azione al di fuori dalle coordinate della realtà attuale, nel frattempo essenzialmente modificata.
Per questo non sorprende che la forza politica tedesca meno “catturata” da quest’incantesimo sia L’estrema destra dell’AFD che, in verità, (più male che bene) non si è mai mossa all’interno delle coordinate politiche della Germania riunita del dopoguerra. La possibilità di una restituzione dell’unità del continente europeo che include la Russia, questa possibilità che affiora attualmente nell’azione politica dell’amministrazione Trump non potrà essere colta da una Germania ancora prigioniera della spaccatura del continente come proviene dalla guerra fredda ed è diventato scenario di un’azione tedesca fantasmagorica, condizionata dai fantasmi del passato di decenni di unità costituita nella spaccatura del continente. Superare l’azione dell’apprendista stregone richiederà anzitutto l’attentissima analisi e comprensione della realtà europea attuale che dovrà essere assunta come il nuovo teatro della propria azione politica, librata dai echi di un passato tramontato.
6/10/2025 https://serenoregis.org/










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