L’Assemblea Generale dell’ONU approva una risoluzione che chiede a Israele di ritirarsi dai territori palestinesi

Palestina occupata – PressTv. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un progetto di risoluzione che chiede a Israele di ritirarsi dai territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est, e di riconoscere il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente.

La risoluzione è stata sostenuta da 151 paesi, mentre 11 si sono astenuti e 11 hanno votato contro.

La risoluzione, presentata da Palestina, Giordania, Gibuti, Senegal, Qatar e Mauritania, è stata votata durante l’80ª sessione dell’Assemblea Generale, all’ordine del giorno numero 35.

Essa ha sottolineato che le Nazioni Unite mantengono una responsabilità permanente riguardo alla questione palestinese finché non sarà completamente risolta in conformità con il diritto internazionale e le relative risoluzioni.

La risoluzione ha inoltre evidenziato che risolvere la questione palestinese – centrale nel conflitto arabo-israeliano – attraverso una soluzione giusta, duratura e globale è fondamentale per garantire una pace stabile e duratura in tutta la regione dell’Asia occidentale.

È stato ribadito il principio dell’uguaglianza dei diritti per tutti i popoli e del loro diritto all’autodeterminazione, come sancito dagli obiettivi e dai principi della Carta delle Nazioni Unite.

La risoluzione ha riaffermato il principio secondo cui l’acquisizione di territorio mediante l’uso della forza è inaccettabile, sottolineando l’importanza di preservare l’unità e l’integrità territoriale di tutti i territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est.

Ha inoltre affermato che Israele, in quanto potenza occupante, ha la responsabilità di non ostacolare il perseguimento da parte del popolo palestinese del proprio diritto all’autodeterminazione.

Ciò include il diritto dei palestinesi a stabilire uno Stato indipendente e sovrano sull’intero territorio palestinese occupato, che conviva pacificamente e in sicurezza accanto a Israele entro confini riconosciuti e sicuri.

La risoluzione ha messo in evidenza la responsabilità di tutti gli Stati di agire in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e con il diritto internazionale, garantendo la rimozione di ogni ostacolo derivante dalla presenza illegale di Israele nei territori palestinesi occupati che impedisca al popolo palestinese di realizzare il proprio diritto all’autodeterminazione.

È stato ribadito che le attività di insediamento israeliane, insieme a tutte le altre misure unilaterali volte a modificare la composizione demografica, il carattere e lo status di Gerusalemme e dei territori palestinesi occupati – inclusa la costruzione del muro e le misure ad esso correlate – sono illegali, e si è chiesta la loro immediata cessazione.

La risoluzione ha condannato qualsiasi uso della forza contro civili palestinesi, in particolare bambini, come violazione del diritto internazionale, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza, la protezione e il benessere di tutti i civili in tutta l’Asia occidentale. Ha inoltre condannato gli atti di violenza e terrorismo contro civili da parte di tutte le parti coinvolte.

È stata evidenziata l’importanza di rispettare pienamente il diritto internazionale, dando priorità alla protezione della vita dei civili. È stato inoltre richiesto di adottare misure per ridurre l’escalation delle tensioni evitando azioni e dichiarazioni provocatorie, promuovendo un ambiente stabile e sicuro.

La risoluzione ha elogiato gli sforzi dell’Autorità Palestinese, sostenuti a livello internazionale, nel costruire, rafforzare e mantenere le proprie istituzioni e infrastrutture, nonostante le sfide poste dall’occupazione israeliana.

Ha inoltre evidenziato l’importanza dello sviluppo continuo delle istituzioni di uno Stato palestinese indipendente, sottolineando la necessità di promuovere la riconciliazione palestinese.

Traduzione per InfoPal di F.F.

4/12/2025 https://www.infopal.it

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