Le frecce tricolori continuano nel loro giro per inquinare tutta l’Italia
Sono di fatto aerei da guerra e le loro esibizioni sono da evitare anche per questo per rispetto alle vittime dei genocidi in corso sul pianeta Prossima “vittima” dell’inquinamento il territorio di Porto s.Giorgio
Al Sindaco di Porto s.Giorgio
Al Prefetto di Fermo
A chiunque interessato
Come è noto siamo tra “quelli” che sollecitano di evitare le inquinanti esibizioni delle cosiddette “frecce tricolori” ; il dissenso , a partire da motivazioni e sensibilità differenti è ampio, tanto da non farci sentire una vox clamans in deserto; i media tendono a propagandare immagini di masse popolari affascinate dalle inquinanti esibizioni; molti articoli <di quotidiani , quasi sempre non firmati, descrivono folle oceaniche estasiate e “ a naso in su”; alcuni soggetti istituzionali a cui abbiamo chiesto informazioni e dati sull’impatto ambientale non hanno risposto; ovviamente non hanno risposto alla nostra istanza di vietare queste manifestazioni inquinanti e pericolose ma non possiamo dimenticare né l’evento/incidente recentissimo di Pantelleria né la morte di una bambina di 5 anni nel 2023 collegata alle attività delle frecce (un cosiddetto “incidente”)
più in generale i “problemi” sono due:
1) L’inquinamento : gli aerei sono alimentati a cherosene e tra prove preliminari e manifestazione a colori si consuma una enorme quantità di carburante per una manifestazione esibizionistica; la Co2 immessa nell’ambiente è solo uno degli inquinanti derivanti dalla combustione del cherosene, ve ne è anche di “peggiori”; poco o nulla sappiamo poi dei coloranti utilizzati (e anche su questo gli enti istituzionali “tacciono” come tacciono sui costi e sullo spreco che le esibizioni comportano ; anzi risulta che qualche amministrazione comunale contribuisca a finanziare le manifestazioni sconfinando quindi in una condotta palesemente masochista; ma per l’esattezza il masochismo si ripercuote su chi lo accette , in questo caso il masochismo dei decisori si riverbera negativamente su tutte le persone che hanno diritto a vivere in un ambiente salubre
2) L’altro aspetto della questione è che si tratta di una manifestazione che in tempi di guerra come quelli che stiamo vivendo , anche solo per questo, anche se non fosse inquinante , dovrebbe comunque essere evitata; ci risulta che le frecce , modello Aermacchi, siano state usate in scenari di guerra dalle Malvinas all’Etiopia; ci pare che anche per rispetto alle vittime di guerra da Gaza all’Iran e al fronte russo-ucraino, sia proprio il caso che venga decretato con una ordinanza sindacale o prefettizia l’annullamento delle manifestazioni previste.
La nostra è una Vox clamans in deserto ? pare proprio di no; molti cittadini sono d’accordo con noi e nonostante che messaggi e comunicati stampa non facciamo tanto breccia nei media, il dissenso chiaro e forte emerge comunque; facciamo come esempio quello espresso dalla Casa delle donne di Ravenna in occasione della esibizione del 7 giugno 2025
Auspichiamo che ulteriori manifestazioni di dissenso emergano.
Continueremo a tentare di interloquire con Sindaci e Prefetti dei vari territori fino alla ultima esibizione prevista per il 5 ottobre a Varazze: non ha nessun senso e nessuna giustificazione una manifestazione inquinante, rischiosa, pericolosa e, al di là delle intenzioni, “militarista”, come quella della esibizione delle frecce tricolori.
NON HA DAVVERO ALCUNA “GIUSTIFICAZIONE” SPRECARE RISORSE ECONOMICHE…PER
INQUINARE SALVO LAMENTARSI “IL GIORNO DOPO” DEI MUTAMENTI CLIMATICI QUASI FOSSERO
UNA “CALAMITA’ NATURALE”
Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122
Bologna
17/6/2025










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