Marco Rubio: le bugie del genocida. Video

Benvenuti/e ad una nuova edizione di “Miami Fake”, lo spazio di Cubainformación dedicato a smontare le fake news, la propaganda di guerra e le campagne di disinformazione contro Cuba promosse da Washington e amplificate dai media mercenari di Miami e Madrid.

La domanda che tutti si fanno leggendo le notizie in questi giorni è se gli USA decideranno di applicare la formula del Venezuela a Cuba nello stesso modo. Perché, così come hanno costruito un incartamento giudiziario contro Nicolás Maduro e tempo dopo hanno tentato di sequestrarlo, provocando inoltre centinaia di vittime, ora hanno costruito un incartamento giudiziario contro il capo della Rivoluzione cubana, Raúl Castro, con una falsità assoluta, come vedremo.

E molta gente aspetta che dopo questo venga un intervento militare per sequestrarlo o per qualcosa di peggio. Senza dubbio, le conseguenze potrebbero essere letali per moltissima gente a Cuba, ma anche per coloro che promuovono questa escalation.

  1. Operazione mediatica che accompagna la farsa giudiziaria contro Raúl Castro

“Il mandato di arresto contro Castro”, pubblicava Martí Noticias. Erano le dichiarazioni del procuratore generale USA alla Torre della Libertà, a Miami, Florida, questo 20 maggio.

Era già stato annunciato in tutti questi media che controlla il governo USA che sarebbe stata data “una grande notizia”: l’imputazione di Raúl Castro per l’abbattimento di alcuni aeroplani dell’organizzazione “Hermanos al Rescate”, che avevano violato lo spazio aereo cubano.

Nel 1995 e 1996 quegli aeroplani arrivarono a violare lo spazio aereo cubano fino a 25 volte. Ci furono più di una dozzina di avvertimenti sia a quegli aeromobili che al governo stesso USA e all’aeroporto di Miami affinché impedissero quelle incursioni, inclusi voli radenti sull’Avana.

Ci fu un’enorme pazienza da parte delle autorità cubane e infine li abbatterono, come avrebbe fatto qualsiasi Stato di diritto nel mondo. Probabilmente il governo stesso USA avrebbe agito anche prima.

“Speriamo che venga emesso un mandato di arresto nei suoi confronti e che compaia qui, sia di propria volontà che con qualsiasi altro mezzo”, diceva il procuratore generale.

Evidentemente, queste parole aprono la possibilità di un sequestro, di bombardamenti o di un’aggressione militare preventiva. E tutto questo lo stanno applaudendo media finanziati dal governo USA come ADN Cuba, Cubanet, Cubanos por el Mundo o Diario de Cuba.

Sono media nemici del popolo cubano, non solo perché sostengono l’asfissia economica e lo strangolamento totale dell’economia cubana, ma perché inoltre legittimano un’operazione di intervento militare contro Cuba.

Raúl Castro appare persino tra i “nemici neutralizzati” degli USA in un cartello della Casa Bianca, come pubblicava Periódico Cubano. In esso appaiono dirigenti assassinati, sequestrati o perseguitati: dirigenti iraniani, Nicolás Maduro e ora Raúl Castro imputato.

Cubanos por el Mundo, un media assolutamente estremista, dove partecipa Álex Otaola, propagandista del blocco e dell’aggressione contro Cuba, titolava: “Trump, dopo l’accusa contro Raúl Castro: stiamo liberando Cuba”.

E aggiungono: “Cuba affronta una profonda crisi economica ed energetica segnata da blackout, scarsità di alimenti e crescenti proteste popolari represse dalle forze di sicurezza del regime”.

Prima riconoscono la crisi economica provocata dalla guerra economica che loro stessi sostengono. E poi parlano di “repressione” inesistente. Dove sono le prove? Ci sono state proteste, pentolate e persino blocchi di strade, e le stesse immagini mostrano poliziotti che dialogano con i manifestanti.

Non esiste quella repressione generalizzata che cercano di fabbricare mediaticamente.

“L’era dell’impunità per la mafia castrista sta finendo”, dicono anche questi media, mentre parlamentari cubanoamericani celebrano l’accusa contro Raúl Castro.

Applausi anche dalla Brigata 2506, cioè dai mercenari sconfitti a Playa Girón in 72 ore. Sono esultanti, non tanto per la farsa giudiziaria, quanto per la possibilità di un intervento militare.

Applaudono anche figure estremiste come María Corina Machado o personaggi legati al mondo dello pseudo spettacolo, come Pavel Giroud o Lucrecia, che si sono chiaramente schierati dalla parte dell’aggressione e della guerra contro Cuba.

  1. Le menzogne di Marco Rubio: negazione del blocco petrolifero, demonizzazione delle imprese pubbliche di Cuba

Abbiamo inoltre il messaggio “al popolo cubano” di Marco Rubio, che sinceramente risulta indignante.

Ascoltare in perfetto spagnolo le dichiarazioni di questo personaggio, principale responsabile dell’indurimento del blocco contro Cuba, significa ascoltare qualcuno che nega la realtà mentre contribuisce direttamente alla sofferenza del popolo cubano.

“Trump vi sta offrendo una nuova relazione con gli Stati Uniti”, diceva Cubanet.

Tutto questo accade inoltre il 20 maggio, data che questi media presentano come “l’indipendenza di Cuba”.

Marco Rubio assicurava: “Oggi voglio condividere con voi la verità sul motivo della vostra sofferenza”.

Bisogna avere un enorme cinismo per dire questo dopo aver promosso misure che distruggono l’economia di un paese.

Rubio affermava che i blackout e la scarsità “non sono conseguenza di un presunto blocco petrolifero”.

Cioè, lo stesso governo che impedisce l’arrivo di carburante, che persegue compagnie di navigazione, banche e imprese che commerciano con Cuba, nega poi l’impatto di quelle sanzioni.

Dimonizza anche GAESA, conglomerato di imprese pubbliche cubane, assicurando che controlla gran parte dell’economia del Paese.

Ma allo stesso tempo gli USA impongono sanzioni proprio per distruggere economicamente quelle imprese.

Poi parlano di “élite”. Dove sono le ville, i grandi lussi e i multimilionari? Perché il lusso è a Miami, dove vive una borghesia che beneficia del blocco contro Cuba.

Marco Rubio arrivò persino a dire che in una “nuova Cuba” la gente potrebbe avere ristoranti o negozi privati.

L’assurdo è che questo esiste già a Cuba. Ci sono migliaia di ristoranti e piccoli affari privati che funzionano nell’Isola.

Ciò che cercano veramente è distruggere il sistema di imprese pubbliche cubane e sostituirlo con un modello completamente subordinato al capitale USA.

Perché dietro tutta questa campagna c’è l’idea neoliberale che le imprese pubbliche siano illegittime e che solo il capitalismo selvaggio possa funzionare.

Tuttavia, le imprese pubbliche cubane finanziano educazione, salute, abitazioni, infrastrutture e servizi sociali.

  1. Celebrano la data in cui Cuba passò da colonia spagnola a colonia statunitense

Il 20 maggio 1902, data che questi media anticubani celebrano, non significò un’indipendenza reale per Cuba.

Dopo trent’anni di lotta indipendentista contro il colonialismo spagnolo, Cuba rimase sottomessa agli USA mediante – tra altri strumenti – l’Emendamento Platt, che dava a Washington il diritto di intervenire militarmente nel paese.

Per questo a Cuba non si celebra quella data.

E per questo oggi esiste la Base Navale di Guantánamo, territorio occupato illegalmente dagli USA: grazie a quell’imposizione coloniale chiamata Emendamento Platt.

Quando Marco Rubio dice che quel giorno “la bandiera cubana sventolò per la prima volta su un paese indipendente”, ciò che realmente esprime è il desiderio che Cuba torni a essere una colonia statunitense.

La Cuba di Batista, della miseria, dell’analfabetismo e del controllo economico delle imprese nordamericane.

  1. Portaerei Nimitz: media anticubani puntano sulla guerra

I media anticubani stanno anche facendo propaganda aperta dell’escalation militare.

“La portaerei Nimitz arriva nei Caraibi mentre aumentano i voli degli Stati Uniti vicino a Cuba”, titolavano alcuni.

USS Nimitz è presentata come un “messaggio inequivocabile” di Washington di fronte a presunte “provocazioni” di Cuba.

È il mondo alla rovescia.

Chi sta bloccando, asfissiando e minacciando militarmente chi?

Persino alcuni articoli speculano se l’amministrazione USA si limiterà all’asfissia economica o se prepara una strategia militare più ampia.

E molti di questi media e commentatori desiderano chiaramente un intervento militare e un bagno di sangue.

  1. Applaudire lo strangolamento di Cuba: né compagnie aeree, né compagnie di navigazione

Celebrano anche le sanzioni economiche.

Diario de Cuba informava con soddisfazione sulla sospensione delle operazioni di diverse compagnie di navigazione con destinazione Cuba, cosa che colpisce gravemente il commercio marittimo dell’Isola.

Cioè, si rallegrano che manchino forniture, carburante e risorse di base per la popolazione cubana.

Cubanet arrivava persino a pubblicare che “il cubano non vuole affari con i Castro ma che questo esploda”.

Che cosa vogliono che “esploda”? L’economia? La vita quotidiana? La stabilità sociale?

Ciò che desiderano è fame, caos e disperazione per provocare un’esplosione interna.

  1. E nel frattempo, applausi al regime repressivo della Bolivia

Nel frattempo, il governo USA sostiene fermamente governi repressivi alleati, come quello della Bolivia.

Le vittime della repressione (e sono, almeno, quattro) lì sembra non importare loro.

Non sono importati nemmeno i massacri successivi al colpo di Stato del 2019, sostenuto allora da Washington e applaudito da Marco Rubio e dall’estrema destra continentale.

Abbiamo fatto una piccola rassegna delle menzogne, falsità e manipolazioni di Marco Rubio, del governo USA e dei loro media finanziati.

Ma forse la cosa più vergognosa è vedere determinate persone nate a Cuba, persino alcune legate al mondo della cultura, sostenere questa politica di blocco, aggressione e minaccia militare. Si sono chiaramente collocate in uno scenario di guerra contro il loro stesso Paese.

Questo è stato “Miami Fake”. Continueremo a informare e a combattere la menzogna, la disinformazione e la propaganda di guerra.

Fonte: cubainformazione.it

24/5/2026 https://italiacuba.it/

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