Morire di classe anche per il caldo, a sedici anni come Abdel Sahab Elsarag

Non sono i “poveri” ad aver causato i mutamenti climatici ma sono i poveri a subirne le conseguenze mortali

Da diversi decenni, non solo per osservazioni casuali ma anche sulla scorta di evidentissimi riscontri epidemiologici, è evidente che i mutamenti climatici e il caldo eccessivo hanno un impatto differenziato per cui colpiscono i più vulnerabili e i più poveri; il tragico fenomeno degli annegati poveri si è già nuovamente manifestato
nel 2025;

torna in mente il linguaggio usato da Franco Basaglia “morire di classe” che , per quanto riferito alle istituzioni totali manicomiali spiega anche altri drammatici eventi territoriali in quanto , per certi versi, tutta la organizzazione sociale tende a
strutturarsi e a “funzionare” con i crismi della istituzione totale (manicomio o carcere); dopo l’ultimo giovanissimo morto nel fiume Adda , Abdel di appena 16 anni , residente a Cornate, alcuni sindaci dell’area del fiume ricordano che negli ultimi
anni sono morti annegati una ventina di giovani quasi tutti immigrati
; constatiamo di nuovo, questa volta col sindaco di Cassano Fabio Colombo, che i divieti e anche i cartelli plurilingue non costituiscono un rimedio sufficiente in materia di
prevenzione; le caratteristiche del corso d’acqua sono ingannevoli tanto più per chi ha scarsa conoscenza del territorio e non può fare affidamento neanche sulla memoria della popolazione locale anche per difficoltà di comunicazione e per
condizioni di isolamento; la miseria della propria condizione spinge a comportamenti “spericolati” ;

e allora, cosa che sappiamo da decenni, se i cartelli anche plurilingue non bastano (benché dove non ci sono abbiamo insistito e insistiamo affinchè vengano collocati) occorre attivare incontri con le comunità locali e con le associazioni di immigrati presenti nel territorio per parlare di come affrontare questo drammatico rischio ;

parimenti occorre garantire alle fasce economicamente disagiate della popolazione la possibilità di accedere e sostare in aree indenni da rischio di distress termico; giornalisti e sociologi hanno descritto negli anni passati la penosa “usanza” di anziani poveri di recarsi d’estate in supermercati con aria condizionata…non per fare spese…

sono già stati realizzati in alcuni comuni cosiddetti “rifugi climatici”; occorre organizzarli con presenza anche di piscine affinché TUTTI I CORSI D’ACQUA COME L’ADDA NON RAPPRESENTINO PIU’ UNA “TENTAZIONE” PER NESSUNO

I lutti e le morti come quella del giovanissimo Abdel si devono prevenire lottando contro le povertà e da subito con interventi di prevenzione secondaria e terziaria ma che devono essere messi in campo IL GIORNO PRIMA.

I poveri non hanno causato i mutamenti climatici (*) ma sono quelli che ne subiscono gli effetti peggiori; questo depone per una società iniqua ingiusta e classista ; pur non essendo una “novità” allo stato di cose presenti non siamo assuefatti e non ci bastano le dichiarazioni di “shock” del giorno dopo.

Ricordiamo Abdel e che sia l’ultimo.

(*) Uno studio della Università di Colmar ha calcolato che un “ricco” ( anche se poi gli sarà più difficile passare nella cruna di un ago rispetto a un cammello) produce Co2 in quantità 500 volte superiore a quella di un “povero”

Vito Totire, portavoce Rete nazionale lavoro sicuro

Bologna, 14.6,2025

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