Morti a Palermo due operai: sempre più i luoghi di lavoro assomigliano alle frontiere di guerra
Con l’incontro pubblico dell’8 aprile a Bologna convocato in ricordo della strage della centrale Enel di Suviana del 9 aprile 2024 abbiamo, nelle conclusioni convocato il prossimo incontro , che si terrà, da remoto, il 6 maggio prossimo (sarà inviato il link a chi lo chiederà) in occasione dell’anniversario della strage operaia di Casteldaccia avvenuta il 6 maggio 2024 quando morirono 5 operai per inalazione di gas;
certo è impossibile fare ironia su un tema così drammatico ma gli eventi sono eclatanti, ripetuti e devastanti sul piano fisico, materiale e psicologico, tali da indurre un pensiero estremo: siamo un paese fondato non sul lavoro ma sulle stragi nei luoghi di lavoro;
mentre pensavamo al prossimo appuntamento del 6 maggio 2026 ecco una altra strage proprio a Palermo in via Ruggero Marturano: due operai morti, uno gravemente ferito , uno miracolosamente “quasi” incolume; “quasi” incolume grazie ad una dinamica paradossale: sarebbe caduto su un cumulo di pneumatici !
Alla faccia delle misure di prevenzione primaria
La dinamica di questa ennesima strage : il “solito” cedimento del cestello di una gru; sovraccarico? non adeguatamente manutenuto? altri fattori di rischio oggi difficili da individuare (senza una approfondita inchiesta )?
Inviamo un abbraccio ai familiari e ai compagni di lavoro; un sincero augurio di pronta guarigione ai
lavoratori infortunati;
ma OCCORRE DIRE BASTA
PER DIRE BASTA NON E’ SUFFICIENTE L’APPELLO E IL SOSTEGNO ALLA “CULTURA DELLA PREVENZIONE”
LA CUTURA DELLA PREVENZIONE, CHE NESSUNO PUO’ RAGIONEVOLMENTE SOTTOVALUTARE, E’ SOLO IL PREREQUISITO DI UNA STRATEGIA DI DIFESA DELLA SPERANZA DI VITA E DI SALUTE DEI LAVORATORI
ALLA CULTURA DELLA PREVENZIONE DEVE ASSOCIARSI DA SUBITO LA PRASSI E SOPRATTUTTO IL POTEREDELLA PREVENZIONE
CERTO : OCCORRE POTENZIARE I SERVIZI DI VIGILANZA (OGGI IN GRAVE CRISI) VALE A DIRE
L’ISPETTORATO DEL LAVORO E LE USL ma i lavoratori devono essere non “vigilati passivi” (di una vigilanza
spesso non arriva…)MA PROTAGONISTI DELLA PRATICA DELLA PREVENZIONE ATTRAVERSO LE ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO CHE DEVONO ESSERE IN CONDIZIONE DI CONOSCERE E VALIDARE CRITICAMENTE I DOCUMENTI DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO IN SINERGIA CON I SERVIZI DI VIGILANZA E I TECNICI DI LORO FIDUCIA
SOLO COSI’ POTREMO FERMARE LA STRAGE: INTERVENENDO “IL GIORNO PRIMA”
TUTTE LE VOLTE CHE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO E’ STATA CONDOTTA, UNILATERALMENTE, DAL PADRONE, QUESTO è STATO FORIERO DI DISASTRI E STRAGI A PARTIRE DA QUELLA , FIN TROPPO CHIARA NELLA SUA DINAMICA, DELLA MECNAVI DI RAVENNA DEL 13 MARZO 1987 !
Probabilmente il presidente della Repubblica interverrà ai funerali (è la “sua” città) ma il cordoglio del “giorno dopo” (pure se certamente sincero come quello del presidente) non basta. Questo è fin troppo chiaro a tutte le persone oneste.
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
10/4/2026









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