Nasce il Comitato Nazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti

Nasce il Comitato Nazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane.

29/11/2025 – Lancio della campagna internazionale – In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, sabato 29 novembre prende avvio la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane, tra cui minori, operatori sanitari, giornalisti, donne e persone con disabilità.

Organizzazioni della società civile italiane, impegnate nella tutela dei diritti umani e nel rispetto del diritto internazionale, hanno aderito alla mobilitazione globale istituendo un Comitato Nazionale per garantire un’azione coordinata sul territorio.

La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere:

  1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane,
  2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti,
  3. la chiusura dei centri di tortura israeliani,
  4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti,
  5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario,
  6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.

Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali a partire dal 29 novembre e durante tutto il periodo della campagna. La liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi rappresenta un passo essenziale verso un percorso di giustizia, pace e libertà.

ADESIONI e INFORMAZIONIfreemarwanitalia@proton.me

RACCOLTA FIRME ONLINE [Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche]:

https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-marwan-barghouti-il-nelson-mandela-palestinese

ADESIONI INIZIALI: Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa – Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.

Marwan Barghouti: l’ultima intervista prima dell’arresto

L’intervista di Michele Santoro a Marwan Barghouti realizzata a poche settimane dall’attentato dell’11 settembre 2001

Marwan Barghouti costituisce l’esempio più lampante in grado, anche grazie al carisma conquistato, per poter sedere ad un tavolo negoziale. Di famiglia comunista, è nato nel 1959, nei pressi di Ramallah, entrato in Al Fatah a 15 anni e arrestato a 18 durante una sommossa, in carcere, prima impara l’ebraico, che parla correttamente, poi, una volta rilasciato, si laurea all’Università di Bir Zeit (un tempo chiamata “la rossa“ in storia), una seconda, in scienze politiche e svolge un Master of Arts in relazioni internazionali.

Quando inizia la Prima intifada, nel 1987 ne è fra i promotori, tanto è che viene espulso in Giordania da cui tornerà solo nel 1994 dopo la firma degli accordi di Oslo su cui, anche da Amman, si prodigò molto. Nel 1996 venne eletto nel (PLC), il Consiglio legislativo palestinese, con un approccio improntato al dialogo e al processo di pace. Rapidamente scala la gerarchia palestinese, e diviene Segretario generale di al Fatah per la Cisgiordania.

Detenuto da 23 anni in condizioni disumane, condannato a 5 ergastoli con un processo non equo e con accuse che lui ha respinto. Marwan Barghouti nel 2006 ha redatto un documento detto dei prigionieri, un documento programmatico per la riconciliazione tra le fazioni palestinesi che era stato condiviso sia da Fatah che da Hamas. Il documento chiedeva anche la fine dell’occupazione israeliana e la creazione di uno stato palestinese indipendente. “Barghouti non è solo una figura di unità politica ma in carcere è anche un educatore ed in carcere organizza corsi politici e di storia, è quindi considerato non solo un leader politico ma il professore in prigione”

27/11/2025 https://italiacuba.it/

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