Non autosufficienza in Piemonte: Deambrogio (PRC), “La Regione è immobile a fronte di scelte possibili. A pagare tutto ciò sono pazienti e famiglie”
COMUNICATO STAMPA
Il segretario regionale di Rifondazione Comunista del Piemonte, Alberto Deambrogio, attacca duramente la giunta regionale sulla gestione dei servizi per le persone non autosufficienti, collegando il declino del welfare locale alle scelte di politica nazionale ed internazionale.
Di seguito la dichiarazione del segretario regionale PRC:«La situazione della non autosufficienza in Piemonte ha ormai superato il livello di guardia. Registriamo con assoluto favore il recente e puntuale richiamo di Michele Assandri (Anaste Piemonte). Condividiamo sia la sua ferma denuncia sulle gravi manchevolezze e sull’immobilismo della Regione, sia l’impianto delle sue proposte per intervenire concretamente su un nodo ormai strutturale.
In particolare oltre agli aumenti tariffari commisurati agli aumenti ISTAT e a un uso decente delle risorse europee, voglio ricordare un punto centrale richiamato da Assandri: bisogna raggiungere il 3% del bilancio sanitario regionale destinato a convenzioni sanitarie, se si aumenta di 16 milioni all’anno – cifra assolutamente fattibile – in 5 anni si erodono 5000 posti letto in convenzione, in 10 anni si è risolto il problema liste di attesa in Piemonte.
A questo quadro si possono aggiungere le continue, puntuali e inascoltate considerazioni della Fondazione di Promozione Sociale. Pure esse confermano la totale inadeguatezza delle risposte pubbliche di fronte al diritto alla salute e alla cura dei più fragili.
L’immobilismo della giunta Cirio e soci è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, dobbiamo avere il coraggio di guardare anche a un’altra
radice profonda del problema. La sanità e il welfare piemontesi si trovano in una situazione disastrosa, destinata inevitabilmente a peggiorare. Questo accade perché le scelte politiche globali e nazionali stanno dirottando le risorse pubbliche verso il riarmo e l’aumento incontrollato delle spese militari.Oggi, difendere i più deboli e garantire la dignità dei non autosufficienti significa fare una scelta di campo netta. Chiunque abbia a cuore la giustizia sociale deve ricordare questa correlazione: ogni euro speso in armamenti è un euro sottratto a un posto letto, a un assegno di cura, all’assistenza domiciliare.
Chiediamo lo stop immediato all’aumento delle spese militari per reinvestire quelle risorse nella vita delle persone e nei servizi sociali».
Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

3/6/2026









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