Nuovo piano della CIA contro Cuba?

Nel febbraio 2026, Cuba ha individuato e neutralizzato due operazioni che, secondo le autorità, fanno parte di una strategia volta a destabilizzare il Paese. Un motoscafo con una tonnellata di armi e un gruppo di panamensi con barattoli di vernice: due facce della stessa medaglia?

La storia si ripete. E nel caso di Cuba e della CIA, si ripete da 67 anni.

L’ultimo episodio risale al febbraio 2026, quando le truppe di guardia di frontiera cubane hanno individuato un motoscafo che si avvicinava all’isola. Non era un’imbarcazione qualsiasi: trasportava 10 persone e una tonnellata di armi da combattimento, munizioni, bombe molotov e persino monogrammi di organizzazioni controrivoluzionarie con sede a Miami.

Quando le guardie di frontiera cubane hanno cercato di identificarli, gli occupanti hanno aperto il fuoco. Il risultato: 4 aggressori uccisi, gli altri feriti. Anche un capitano cubano è rimasto ferito.

Una coincidenza? Le autorità cubane non la pensano così.

La storia non è iniziata ieri: 67 anni di tentativi

Per capire cosa è successo a febbraio, bisogna tornare indietro nel tempo. Molto prima che Marco Rubio o JD Vance facessero dichiarazioni su Cuba, la CIA aveva già un piano.

1958: Allen Dulles, direttore della CIA, avverte il Consiglio di Sicurezza Nazionale: «Bisogna evitare la vittoria di Castro».

Aprile 1959: appena tre mesi dopo il trionfo rivoluzionario, Daniel M. Braddock, ministro consigliere dell’ambasciata degli Stati Uniti all’Avana, invia a Washington un documento con 16 misure per combattere la crescita del comunismo a Cuba.

Dicembre 1959: J.C. King, capo della Divisione dell’emisfero occidentale della CIA, scrive ad Allen Dulles:

«L’obiettivo perseguito dagli Stati Uniti è il rovesciamento di Castro entro un anno… Occorre prestare particolare attenzione all’eliminazione di Fidel Castro».

Sì, hai letto bene. A 11 mesi dalla vittoria rivoluzionaria, si parlava già di assassinio.

Ciò che la CIA aveva già fatto (e ha ammesso)

Il colonnello Jack Hawkins, capo del personale paramilitare dell’Operazione Cubana della CIA, descrisse in dettaglio le azioni compiute tra ottobre 1960 e aprile 1961:

  • 110 attentati dinamitardi contro obiettivi politici ed economici
  • Più di 200 bombe piazzate
  • 6 treni deragliati
  • La raffineria di Santiago de Cuba inattiva per una settimana a causa di un attacco dal mare
  • 150 incendi contro centri statali e privati
  • 21 abitazioni di comunisti bruciate
  • 800 incendi nelle piantagioni di canna da zucchero
  • Più di 40 tonnellate di armi introdotte da Miami

E tutto questo, secondo Hawkins, “ha ottenuto un notevole successo”.

Dal 1959, la CIA ha organizzato e finanziato 189 infiltrazioni a Cuba con motoscafi. Tutte sono state individuate e catturate.

Febbraio 2026: il piano si ripete

Ora la storia si ripete. Ma con nuovi attori.

Il 25 febbraio 2026, l’FBI e la guardia costiera statunitense hanno permesso a un motoscafo con 10 persone e una tonnellata di armi di partire dalla Florida verso Cuba. L’obiettivo? Compiere atti terroristici all’interno dell’isola che sarebbero stati ampiamente diffusi dalla stampa della Florida meridionale, simulando una ribellione interna.

Il piano, secondo le autorità cubane, mirava a creare un pretesto per un’azione diretta contro Cuba, sulla falsariga di quanto tentato in altri paesi.

Ma qualcosa è andato storto: il popolo cubano non ha aderito. L’operazione è stata scoperta, intercettata e neutralizzata.

L’altra faccia della stessa medaglia

Quasi in parallelo, sabato 28 febbraio 2026, le autorità cubane hanno arrestato dieci cittadini panamensi che erano entrati nell’isola con un visto turistico.

La loro missione? Dipingere cartelli con contenuti sovversivi sui muri e sulle pareti dell’Avana durante la notte.

Una volta terminato il lavoro, avrebbero dovuto lasciare il Paese. Al loro ritorno a Panama, li aspettava un compenso: tra i 1.000 e i 1.500 dollari a testa.

Tutti hanno ammesso i fatti.

La strategia: la stessa, ma con nuovi strumenti

Quello a cui stiamo assistendo non è una novità. È l’applicazione aggiornata di una vecchia ricetta.

Allen Dulles lo spiegò chiaramente quando elaborò la strategia contro l’URSS negli anni ’50:

«Seminando il caos nell’Unione Sovietica, senza che nessuno se ne accorga, sostituiremo i loro valori con altri falsi e li costringeremo a crederci… La nostra scommessa principale sarà la gioventù. La corromperemo, la demoralizzeremo e la pervertiremo».

Oggi questa strategia viene applicata con:

  • Infiltrazioni armate (come quella di febbraio)
  • Operazioni di propaganda (come l’arresto dei panamensi)
  • Campagne sui social media per creare matrici di opinione
  • Guerra economica con 244 sanzioni imposte da Trump nel 2019

Il nuovo scenario: Rubio e Vance

Ciò che è cambiato, secondo l’analisi di Arthur González, è il discorso pubblico. Mai prima d’ora segretari di Stato o vicepresidenti statunitensi avevano rilasciato dichiarazioni così aperte come quelle attuali di Marco Rubio e James David (JD) Vance.

Mentre parlano di “libertà economica” e “cambiamenti per Cuba”, nella pratica mantengono le vecchie strategie: soffocamento economico, pressione internazionale e ora, di nuovo, infiltrazioni armate.

La domanda scomoda

Se davvero cercano il benessere del popolo cubano, perché finanziano operazioni armate?
Perché pagano delle persone per dipingere slogan invece di revocare il blocco che causa così tanti danni?
Perché insistono sul rovesciamento quando il popolo non si unisce a loro?

La risposta forse sta nelle stesse parole della CIA di oltre 60 anni fa: «La scomparsa di Fidel accelererebbe notevolmente la caduta dell’attuale governo».

I nomi sono cambiati. Le tecniche sono cambiate. Ma l’obiettivo rimane lo stesso.

Come disse Martí

«Le trincee delle idee valgono più delle trincee di pietra».

E finché entrambe rimarranno salde, la storia continuerà a dimostrare che i piani della CIA contro Cuba hanno una data di scadenza: falliscono sempre di fronte alla resistenza di un popolo che ha imparato a difendersi.

Fonte: Razones de Cuba

Traduzione: italiacuba.it

13/3/2026 https://italiacuba.it/

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