OCCHI APERTI SULL’IRAN: A FIANCO DEL SUO POPOLO, CONTRO SANZIONI E INGERENZE DI USA E ISRAELE
COMUNICATO STAMPA
“I drammatici accadimenti di questi giorni in Iran – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista – meritano una analisi critica che ne restituisca la complessità, contro ogni ipotesi riduzionistica, quasi da tifoseria. Noi pensiamo che un atteggiamento di questo tipo sia dovuto in primo luogo al popolo iraniano, ai suoi giovani che stanno manifestando grande insofferenza per il regime teocratico a guida del paese, ai suoi strati più poveri che segnalano una acuta crisi economica”.
“Alla base di questo stanno certamente scelte delle autorità governative, ma anche un lungo periodo di sanzioni che hanno spinto l’Iran all’isolamento economico e politico, al restringimento di spazi di fiducia per riforme interne; una condanna ribadita con il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare che sembrava aver dato speranze”.
“Le manifestazioni di questi giorni hanno visto la partecipazione pacifica di molte persone, ma anche episodi in cui i manifestanti si presentavano armati. Questi ultimi casi hanno avuto protagonista l’infiltrazione di personale straniero, che osservatori attenti anche se ignorati dalla maggioranza dei media riconducono a CIA e Mossad. Sono morte persone civili, poliziotti. Forse si spera in una escalation di instabilià, magari unita a un nuovo intervento di forza esterno per un cambio di regime. Sia chiaro: non si tratta di difendere chi governa ora, che nel passato ha pure represso manifestazioni pacifiche. Si tratta, però, di vedere bene anche quali interessi stranieri sono all’opera ora, dopo aver cercato di schiacciare politicamente, economicamente e militarmente il Paese”.
“In Iran c’è sicuramente una parte di borghesia disponibile a giocare di sponda con questi settori stranieri, persino ipotizzando un ruolo per la famiglia dello Shaz, che ha in passato ha dimostrato tutta la sua brutalità e la sua disponibilità a ‘vendere’ il proprio Paese e le sue risorse. In un mondo in fiamme – ha concluso Deambrogio – dove registriamo una crisi verticale del diritto internazionale a fronte dell’uso della forza diretta, guerre innescate da meccanismi espansivi di alleanze militari diventate da tempo offensive, volontà di potenza per nascondere crisi economica verticale, abbiamo bisogno di fa crescere le forze di pace, con un ruolo politico chiaramente contrario a ogni pretesa di dominio; un ruolo che purtroppo l’Europa non è in grado di esercitare. Ci appelliamo a tutte le forze e le soggettività che dimostrano in queste ore la capacità di leggere criticamente la situazione in Iran di unirsi per mostrare la propria solidarietà attiva al popolo iraniano, per reclamare una soluzione alla crisi significativamente autonoma e non indotta, senza scrupoli e cinismo, da poteri esterni”
Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

14 gennaio 2026










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