OGNI OCCASIONE E’ BUONA PER ATTACCARE CUBA
La guerra mediatica organizzata mediante l’uso di false notizie o la manipolazione degli avvenimenti non è una cosa nuova, ma quando si parla di Cuba questa diventa una vera e propria industria delle menzogne.
Anche il recente tentativo di ingresso illegale da parte di una barca nel territorio cubano proveniente dalla Florida conclusosi con l’arresto di sei terroristi e la morte di altri quattro è diventata per la stampa finanziata dagli Stati Uniti e da quella internazionalea loro affine un modo per gettare discredito e ombre sul governo cubano usando la consueta mistificazione informativa.
Il sito spagnolo Cubainformación, nella sua consueta rubrica intitolata “Miami Fake”, ci propone una interessante carrellata di articoli pubblicati dalla stampa statunitense e internazionale nella quale viene inventata una realtà parallela per giustificare l’ingiustificabile. In modo particolare Cubainformación esamina come questi mezzi di informazione cercano di presentare e di trasformare un attacco terroristico in un crimine commesso da Cuba.
La macchina propagandistica è stata messa in moto subito dopo che le guardie di frontiera cubane hanno sventato un’incursione armata per scopi terroristici. L’obiettivo era chiaro: invertire i ruoli, trasformare gli aggressori in vittime e uno Stato che difende la sua sovranità in un assassino. Per questo, la scelta delle parole è fondamentale. Si parla di polizia cubana che “uccide” e di una presunta “barca civile”, un termine scelto con cura per cancellare la natura armata e violenta dell’azione.
Così, media come Cubanet hanno intitolato: “La guardia di frontiera cubana uccide quattro membri dell’equipaggio di una barca proveniente dalla Florida”. Ma anche i media internazionali non legati all’industria dell’odio di Miami hanno fatto lo stesso. L’agenzia Euronews, facendo eco alla narrazione, ha pubblicato: “La polizia cubana uccide 4 occupanti di una barca civile arrivata dagli Stati Uniti”. Sulla stessa linea, il media pubblico spagnolo RTVE ha diffuso: “La polizia cubana uccide quattro membri dell’equipaggio di una nave civile degli Stati Uniti”, e l’agenzia EFE ha contribuito alla disinformazione con il titolo: “La guardia di frontiera di Cuba abbatte 4 membri dell’equipaggio di una nave civile degli Stati Uniti e la Florida indaga sull’incidente”.
Nessuno di questi titoli menziona la parola “terrorismo”, nessuno mette in dubbio cosa stesse facendo una nave armata violando la sovranità di un paese. Semplicemente, ripetono il manuale di Miami.
Ciò che in qualsiasi paese del mondo è accettato senza battere ciglio, ovvero le informazioni delle autorità, quelle fornite da Cuba sono messe in dubbio fin dall’inizio. Diario de Cuba ha titolato “Il MININT )ministero degli interni, ndr) dice di aver sventato una ‘infiltrazione armata per scopi terroristici’ e identifica i partecipanti”. Bisognava seminare il dubbio e chiedere che l’impero indagasse all’interno di Cuba.
Media come Cubanos por el Mundo hanno gridato contro l’”Opacità totale: il regime di Cuba identifica i sopravvissuti della barca della Florida mentre crescono i dubbi sulla sua versione ufficiale”. Nel suo desiderio di screditare il governo cubano, questo media ha affermato che “L’unica narrazione disponibile è quella offerta dallo stesso apparato repressivo del castrismo, senza verifica indipendente, senza accesso a osservatori esterni.
Né le autorità degli Stati Uniti né gli organismi internazionali hanno confermato autonomamente i dettagli offerti dal castrismo”. Cioè, per questi “giornalisti”, uno Stato non ha il diritto di indagare e agire contro coloro che intendono attaccarlo; l’indagine deve essere condotta dallo stesso paese che, storicamente, ha sponsorizzato il terrorismo contro Cuba.
Il passo successivo è stato cantare e applaudire la reazione delle autorità statunitensi, erette a giudici globali. Martí Noticias ha riferito compiacente che “La Casa Bianca, consapevole di ciò che è successo a Cuba; Vance e Rubio sono in attesa di rapporti”. In seguito, lo stesso segretario di Stato, Marco Rubio, noto per il suo odio viscerale per l’isola, ha minacciato. Cubanos por el Mundo ha raccolto le sue parole: “Marco Rubio afferma che gli Stati Uniti ‘risponderanno di conseguenza’ all’attacco del regime di Cuba alla nave registrata in Florida”, aggiungendo che Rubio “ha chiarito la posizione iniziale di Washington, ed è che non ci saranno conclusioni affrettate senza la verifica dei fatti”.
La macchina del fango non si è fermata. Martí Noticias ha titolato enfaticamente che “Gli Stati Uniti aprono un’indagine sull’incidente marittimo a Cuba con una barca dalla Florida”. Nel frattempo, Diario de Cuba ha celebrato: “Il procuratore generale della Florida apre un’indagine sulla sparatoria che ha lasciato quattro morti nelle acque cubane”. Questo media è stato rigenerato dalle dichiarazioni del procuratore generale della Florida James Uthmeier che ha detto: “Ho ordinato all’Ufficio del Procuratore di Stato di lavorare con i nostri partner federali, statali e di polizia per avviare un’indagine. Non ci si può fidare del governo cubano e faremo tutto ciò che è in nostro potere affinché questi comunisti rendano conto”.
Inoltre, hanno riferito le parole del membro del Congresso Giménez, qualificando l’evento come “un massacro”, e di Rick Scott, chiedendo che “Il regime comunista cubano deve rendere conto”. Un intero coro di falchi, applaudito da questi media, che chiedono “di rendere conto” a Cuba per aver osato difendersi. (Cubainformación)
Andrea Puccio
27/2/2026 www.occhisulmondo.info










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