Per il 25 Aprile
80 anni fa avveniva la liberazione dell’Italia dal nazifascismo e iniziava un nuovo mondo con novità straordinarie:
1) La nascita della repubblica italiana fondata sulla Costituzione che all’articolo 11 ripudia la guerra
2) la creazione dell’ONU con l’intento precipuo di prevenire le guerre
3) i primi passi dell’Unione Europea con il trattato di Roma del 1957 che doveva assicurare una pace duratura in Europa
Bei traguardi. Oggi, dopo 80 anni, stiamo invece paurosamente tornando indietro. Stanno risorgendo dovunque nazionalismi esasperati, l’un contro l’altro armato. Stanno andando al potere regimi che, anche democraticamente eletti, intendono limitare o addirittura abolire le libertà democratiche. Ma sta succedendo qualcosa di più spaventoso. L’Europa, che per 80 anni si è definito il baluardo della pace e dei diritti umani, vuole riarmarsi per prepararsi a un’altra non più tanto eventuale guerra contro supposti nemici.
Oggi noi ricordiamo una liberazione mentre spirano venti di guerra e accadono genocidi. Mentre l’Europa ci chiede di armarci e di attrezzarci per sopravvivere a un’altra guerra! E nello specifico:
1) si oppone ai negoziati di pace sull’Ucraina, designando la Russia come minaccia esistenziale senza neppure tentare una minima via diplomatica; 2) sta convertendo parte della sua industria in armamento, riducendo drasticamente le possibilità di lavoro e di welfare per i suoi cittadini;
3) tace e acconsente agli orrori della guerra in atto a Gaza e in Cisgiordania, non solo adesso, ma da decenni. E l’ONU si rivela incapace di trovare soluzioni efficaci. La Shoà di ieri contro gli Ebrei oggi è diventata il genocidio dei Palestinesi da parte degli Israeliani. Solo che oggi non possiamo più dire: “Ma non lo sapevamo!”
4) si dimentica le due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Il nucleare ha aperto una terribile prospettiva sulle sorti della stessa umanità! L’unica soluzione oggi è il disarmo!
5) mentre sta vivendo un inesorabile declino demografico, accentuato in certi paesi come l’Italia da una emigrazione giovanile che la dissangua, sta diventando una fortezza che respinge ai margini migliaia di persone, i migranti, cui sono negati i diritti fondamentali.
Non ci stiamo. Noi oggi dobbiamo dare vita a una nuova Resistenza. Una Resistenza, innanzi tutto, che sia in grado di dire NO alla guerra, anche con la diffusione della diserzione di massa. Una Resistenza di denuncia continua contro gli stermini e i respingimenti. Una Resistenza di solidarietà nell’accoglienza e nella protezione delle vittime. Una Resistenza di protesta collettiva contro il riarmo e di impegno per la smilitarizzazione. E infine una Resistenza di impegno per la salvaguardia della nostra Costituzione e per una profonda revisione del diritto internazionale affinché, attraverso gli organi costitutivi nati dalla seconda guerra mondiale, metta al bando, e per sempre, il ricorso alla guerra come risoluzione dei conflitti.
Insomma, una Resistenza fatta di impegno concreto e costruttivo per la pace, la solidarietà e la difesa dei diritti umani.
Siamo giunti ad un crocevia esistenziale e la scelta è tutta nelle nostre mani!
Comitato Pace e Cooperazione Internazionale del Comune di Chieri
23/4/2025










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!