Perché la mortalità infantile a Cuba è aumentata negli ultimi sette anni?

Per decenni, e nonostante le difficoltà economiche, Cuba ha registrato tassi di mortalità infantile paragonabili a quelli dei paesi sviluppati. Questo risultato è stato sostenuto, tra l’altro, da un sistema sanitario pubblico a copertura universale e da una politica statale incentrata sulla prevenzione e sull’assistenza materno-infantile.

Tuttavia, tra il 2018 e il 2025 si è verificato un costante peggioramento di tale indicatore. Il tasso di mortalità infantile è passato da 4,0 decessi ogni mille nati vivi nel 2018 a 9,9 ogni mille nel 2025, secondo i dati del Ministero della Sanità Pubblica (Minsap).

L’incremento rappresenta un aumento del 148% in sette anni e segna uno dei momenti più complessi per il Programma di Assistenza Materno-Infantile (PAMI) dalla sua creazione.

L’evoluzione dei dati riflette l’impatto combinato della crisi economica e dell’inasprimento delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro Cuba.

Una curva ascendente

L’andamento della mortalità infantile a Cuba negli ultimi anni mostra un cambiamento significativo rispetto all’andamento storico dell’indicatore.

Sebbene tra il 2021 e il 2023 si sia registrata una certa stabilizzazione, il dato è tornato a crescere fino a raggiungere nel 2025 il livello più alto degli ultimi decenni.

Secondo il Center for Economic and Policy Research (CPER) con sede a Washington, negli Stati Uniti, se Cuba avesse mantenuto il tasso di mortalità infantile del 2017 e del 2018 (quando si è mantenuto stabile a 4,0), circa 1.800 bambini in meno sarebbero morti tra il 2019 e il 2025.

Il deterioramento degli indicatori sanitari coincide con l’inasprimento della politica statunitense nei confronti di Cuba iniziato nel 2017, durante la prima amministrazione di Donald Trump.

Dopo il periodo di riavvicinamento promosso da Barack Obama, Washington ha implementato più di 240 misure restrittive volte a limitare le fonti di reddito e l’accesso di Cuba ai finanziamenti internazionali.

Alcune di queste azioni hanno incluso l’attivazione del Titolo III della Legge Helms-Burton, l’inserimento di Cuba nell’elenco dei paesi che sostengono il terrorismo, l’inasprimento del blocco energetico, le restrizioni alla fornitura di carburante e le pressioni contro le missioni mediche cubane all’estero.

Queste politiche hanno avuto un impatto diretto sulla riduzione delle entrate e delle capacità finanziarie e, allo stesso tempo, sulla possibilità di importare medicinali, componenti, attrezzature mediche e materie prime essenziali per il sistema sanitario.

Alla difficile situazione economica si sono aggiunte la diffusione di arbovirosi, fenomeni meteorologici estremi come i recenti uragani e l’insufficiente copertura di risorse umane in alcuni servizi.

L’impatto sul sistema sanitario

Il sistema sanitario cubano non può importare tecnologie mediche contenenti componenti statunitensi a causa delle restrizioni commerciali e finanziarie imposte da quel Paese alle Grandi Antille. Poiché gli Stati Uniti sono una potenza tecnologica in campo sanitario, Cuba rimane esclusa dai benefici offerti da tale industria.

Le interruzioni di corrente derivanti dall’inasprimento delle sanzioni hanno inoltre un impatto diretto sui servizi sensibili legati all’assistenza neonatale e materna.

Il rapporto del CEPR “Sanzioni degli Stati Uniti e forte aumento della mortalità infantile a Cuba” ha segnalato problemi quali interruzioni di corrente negli ospedali, limitazioni nell’uso di incubatrici e ventilatori neonatali, fuori servizio delle ambulanze per mancanza di carburante e parziale paralisi degli interventi chirurgici e dei servizi specialistici.

Secondo il rapporto, solo nel 2025 si sono verificati 402 decessi infantili che avrebbero potuto essere evitati se l’indice di mortalità infantile fosse rimasto a 4,0, come negli anni 2017 e 2018, prima dell’escalation delle sanzioni.

A ciò si aggiunge il ferreo blocco energetico applicato nel 2026, che potrebbe aggravare ulteriormente indicatori quali la mortalità infantile, la mortalità materna e l’aspettativa di vita.

Territori che sono riusciti a contenere la mortalità

Pur in questo scenario, alcune province e comuni hanno ottenuto risultati positivi nel 2025.

Secondo il Minsap, 17 comuni non hanno segnalato decessi di bambini di età inferiore a un anno; Pinar del Río, Sancti Spíritus, Cienfuegos e Holguín hanno registrato i tassi di mortalità infantile più bassi del Paese; e Artemisa, Camagüey e Isla de la Juventud non hanno segnalato decessi materni.

Altri dati incoraggianti sono stati che più di un centinaio di comuni hanno chiuso l’anno senza decessi legati alla gravidanza, al parto o al puerperio, e 321 pazienti con morbilità materna estremamente grave sono riuscite a sopravvivere grazie all’assistenza medica specializzata.

Nel bilancio del 2025 pubblicato sul proprio sito web, il Minsap ha evidenziato tra le strategie attuate il monitoraggio delle patologie preesistenti nelle donne in gravidanza, la sorveglianza intensiva delle gravidanze ad alto rischio, l’attenzione al basso peso alla nascita e al parto pretermine, le interconsulenze specializzate e il ricovero tempestivo dei casi complessi.

Nel 2025 sono state inoltre aggiornate le strategie per ridurre la gravidanza adolescenziale ed è stata ampliata la formazione del personale sanitario.

Tra le misure più rilevanti spiccano l’introduzione, per la prima volta a Cuba, del vaccino contro lo pneumococco e l’integrazione del vaccino contro il virus del papilloma umano.

La sfida di proteggere la vita

L’andamento della mortalità infantile si inserisce inoltre in un contesto di profonda trasformazione demografica.

Secondo la Direzione dei Registri Medici e delle Statistiche del Ministero della Sanità Pubblica, nel 2025 Cuba ha registrato 68.051 nascite, 3.108 in meno rispetto al 2024.

Il calo della natalità rimane una tendenza costante che contribuisce ad accelerare l’invecchiamento demografico, uno dei fenomeni demografici distintivi dell’attuale società cubana.

Come afferma il Ministero della Sanità Pubblica, «la priorità rimarrà la stessa: garantire che nascere e crescere a Cuba siano sinonimi di cura, speranza e futuro».

Ma i dati riflettono che il perseguimento di tale obiettivo avviene oggi in uno dei contesti più complessi, segnato da aggressioni esterne che hanno colpito in modo particolare i servizi più sensibili, quelli che garantiscono la vita di un paese.

Fonte: CUBADEBATE

Traduzione: italiacuba.it

24/5/2026 italiacuba.it

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