Piemonte. L’elemosina dei voucher al posto i servizi pubblici

Una brevissima considerazione sul cosiddetto piano Alfa dell’ assessora regionale Elena Chiorino

Il “Piano Alfa” dell’assessora Elena Chiorino non è che l’ultimo tassello di una sistematica demolizione del welfare universalistico in Piemonte. Sotto la patina della “libertà di scelta” e della “conciliazione vita-lavoro”, si cela un’operazione ideologica che trasforma i diritti sociali in elargizioni discrezionali e frammentate.

Il primo nodo critico è il metodo: l’assenza di una reale consultazione sindacale denuncia una deriva autoritaria che scavalca i corpi intermedi.

Ma è nel merito che il Piano Alfa rivela la sua natura regressiva. Sostituire i servizi pubblici con la logica dei voucher significa abdicare al ruolo dello Stato.

Invece di investire in asili nido comunali e infrastrutture sociali stabili, la Regione sceglie di monetizzare il bisogno.

Questo modello alimenta pericolosamente il welfare aziendale, creando una cittadinanza di serie A e di serie B: le tutele non dipendono più dallo status di cittadino, ma dalla solidità dell’azienda in cui si lavora, accentuando le diseguaglianze tra dipendenti di grandi gruppi e precari o addetti di piccole imprese.

Inoltre, il voucher è un sussidio indiretto ai privati: senza un intervento strutturale sulla rete dei servizi pubblici, i fondi finiscono per drenare risorse verso asili e centri privati, spesso inaccessibili o privi di standard occupazionali dignitosi.

Per le donne piemontesi, questa non è “conciliazione”, ma una trappola. Si continua a non intervenire sulla carenza di strutture pubbliche, delegando al mercato la gestione della cura. 

Il Piano Alfa non risolve il divario di genere, lo privatizza, trasformando un diritto costituzionale in un titolo di spesa da spendere nel supermercato del welfare.

È la rinuncia definitiva a una società equa, a favore di un sistema caritatevole che premia il profitto e frammenta la coesione sociale.

Alberto Deambrogio 

Segretario Rifondazione Comunista Piemonte

9 gennaio 2026

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