Quale redenzione peri dannati del Cpr?
VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-settembre-2025/
ARCHIVIO https://www.lavoroesalute.org/images/pdf/2025settembre/lavoroesaluten9settembre2025.pdf
di Marco Gabbas
A Nuoro città, ma in generale anche in provincia, fine agosto è un periodo abbastanza importante, in quanto si festeggia il Redentore. Per l’esattezza, questa statua che si trova sul locale Monte Ortobene è una delle 19 statue che per volere dell’allora papa Leone XIII fu eretta in occasione del Giubileo del 1900. Da allora, quella del Redentore è una delle principali feste nuoresi, che unisce l’elemento sacro a quello profano: sfilata dei costumi tradizionali della Sardegna, canti e balli.
Il 24 agosto, il quotidiano locale La Nuova Sardegna ha pubblicato un lungo speciale sull’edizione 2025 della festa, che conteneva un saluto del nuovo sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, nonché un commento di un sacerdote locale. È interessare confrontare questi scritti con gli ultimi avvenimenti registratisi al Cpr di Macomer (gestito dalla prefettura di Nuoro), proprio durante i giorni nei quali i“nuoresi festeggiavano il Redentore.
Chi legge Lavoro e Salute sa già che quello di Macomer è ritenuto per certi versi il Cpr peggiore d’Italia. Diversi report di organizzazioni umanitarie l’hanno definito una specie di lager gestito in modo para-mafioso, e le testimonianze raccolte dai prigionieri sembrano il copione di un film dell’orrore: pestaggi durati ore con carabinieri che si davano il cambio a manganellare, vere e proprie torture, celle sotterranee, autolesionismo, muri e pavimenti cosparsi di sangue; persone anziane, minorenni o gravemente malate che non dovrebbero trovarsi lì.
Nonostante siano stati presentati ben due esposti in procura riguardanti il Cpr, non risulta nessun commento da parte delle autorità coinvolte (in primis prefettura e questura di Nuoro, ma anche i locali comandi dei carabinieri, della guardia di finanza, e dell’esercito – esattamente, per tenere in gabbia questi stranieri, più si è, meglio è!). Del resto i pennivendoli locali (che ho in precedenza definito cani da cuccia) si guardano bene dal fare domande in materia a queste illustri autorità, preferendo parlare di carnevale, sagre paesane e pettegolezzi locali.
Pertanto, per sapere cosa succede nel Cpr più impenetrabile d’Italia dobbiamo attenerci a quanto pubblicato su Rifiuti (www.rifiuti.noblogs.org), un blog di area anarchica aperto di recente che parla di carceri e repressione in Sardegna (diciamo subito a chi non apprezza i toni di questo blog che quando vige un silenzio omertoso su certe questioni, bisogna informarsi ovunque sia possibile). Secondo un post datato 28 agosto 2025, vi sono stati nuovi episodi di pestaggi, torture e omissioni di soccorso. Alcuni detenuti sono saliti sul tetto per protestare contro la mancanza di cure e uno di loro, cadendo, si è fratturato
la mano. Nel frattempo, un altro aveva ingerito batterie e lamette come gesto di autolesionismo (gesti molto frequenti in questo Cpr). Dopo che era stata chiamata un’ambulanza per far cessare la protesta, uno di questi ragazzi è stato picchiato da 15 fra finanzieri anti-sommossa e operatori del centro, anche con bastoni. Questo ragazzo massacrato è stato semplicemente trasferito in un altro blocco del Cpr, senza ricevere alcuna cura. I gestori del blog hanno tentato autonomamente di chiamare soccorsi, ma al 118 è stato loro risposto che senza autorizzazione del Cpr non possono intervenire (giova ricordare a latere che il report dell’associazione Naga su questo Cpr denunciava anche la complicità del personale sanitario interno). Un nuovo post del 31 agosto parla di un ennesimo pestaggio dall’interno del Cpr, mentre la vittima della quale parlava il post precedente resta sempre senza cure.
Ricordiamo anche che gli attivisti che in questi mesi hanno cercato di esprimere solidarietà all’esterno del Cpr, gridando slogan e mettendo musica, sono stati regolarmente circondati, identificati e denunciati dalle forze dell’ordine, con ampio uso del foglio di via. Il questore uscente Alfonso Polverino aveva preso molto a cuore la repressione di questi attivisti, ed è presumibile che il suo successore Fortunato Marazzita, subentratogli il 1 luglio 2025, non sarà da meno. Stranamente, questi ultimi episodi hanno suscitato un articolo sulla Nuova Sardegna e un servizio in“una tv locale, nel quale il sindaco di Macomer fa le sue solite dichiarazioni ambigue («i Cpr vanno chiusi, ma in quello di Macomer non sia sta poi così male»), per non parlare dell’inquietante personaggio che gestisce il Cpr, una donna di colore di nome Elizabeth Rijo (ovviamente, così come non si chiede all’oste se il vino è buono, non ci si può fidare di coloro che gestiscono una“simile prigione etnica).
Tutto quanto accade nel Cpr di Macomer (ma in generale le discriminazioni istituzionali contro i migranti e le famiglie miste in provincia di Nuoro) è avvolto da una spessa cappa di indifferenza, nonché di ostracismo verso quei pochi che cercano di attirare l’attenzione su questi temi.
Nel succitato speciale della Nuova Sardegna sul Redentore (ah, le sagre…), il nuovo sindaco di Nuoro Fenu non manca di lodare l’ospitalità nuorese. Ospitalità che i dannati del Cpr sperimentano periodicamente a suon di manganello, per non parlare della difficoltà a trovare casa («Sei nero? A te non affitto!»), degli insulti all’ufficio immigrazione e della corruzione denunciata qualche anno fa dal coraggioso giornalista cattolico Franco Colomo sul settimanale diocesano L’Ortobene (non proprio un foglio sovversivo).
In un altro commento dello stesso speciale, un sacerdote locale critica un certo «cristianesimo schizofrenico», la mancanza di rispetto dell’altro, nonché il peccato d’invidia che pare sia molto diffuso in provincia. Ora, se certe persone che si dicono cristiane trovano coerente il non dire né fare nulla contro queste discriminazioni sistematiche (e anzi maltrattano e ostracizzano chi cerca di fare qualcosa), lasciamo la questione alla loro coscienza. Per quanto riguarda l’invidia poi, ci si lasci dire che i fatti su descritti sono certamente molto più gravi, e meriterebbero maggiore attenzione. Mentre a Nuoro si festeggia il Redentore con canti, balli, mangiate e bevute (e ai detenuti di Macomer viene fatta “la festa” a suon di botte) non possiamo fare a meno di chiederci chi redimerà i dannati del Cpr.
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https://www.blog-lavoroesalute.org/apocalisse-al-cpr-racconto-di-marco-gabbas/










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