Quanto danno al clima nei tre anni di guerra in Ucraina voluta da Europa e Usa? E quanto ha fatto male al clima il genocidio israeliano a Gaza e Cisogiordania?
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La crisi climatica è stata una delle emergenze che gli Stati uniti e i governi europei hanno bellamente archiviata con l’assillo di accerchiare completamente la Russia con l’armata della NATO, dopo essersi asserviti tutti i Paesi dell’ex Unione Sovietica intorno alla Russia, completando con i Paesi scandinavi l’accerchiamento. L’ultimo passo da compiere era quello di trasformare l’Ucraina come base per la guerra alla Russia. Risultato? I tre anni di guerra in Ucraina hanno prodotto emissioni pari a più di 200 milioni di tonnellate equivalenti di CO2, che ora vorrebbero addebitare, spudoratamente, alla Russia che si è difesa, dopo un decennio di accordi non mantenuti da USA e Europa sulla sicurezza della Russia.
Purtroppo pochi dicono, e noi tra quelli, che l’autodifesa della Russia ha prevenuto la terza guerra mondiale, con le armi atomiche. Ma a quanto pare, L’Europa, guidata da pericolosi imbecilli – e smemorati in quanto nella storia sono stati Paesi europei che hanno più volte tentato di invadere l’Unione Sovietica e ogni volta sono stati cacciati indietro.
Queste scelte dei governi europei dicono che oltre che della pace non gliene frega niente dell’emergenza climatica, quell’emergenza che nei loro ridicoli summit (Gli impatti delle attività militari sono stati l’ennesimo grande assente della COP28) affrontano sempre con noncuranza criminale. e continuano a fregarsene anche a fronte dell’impennata delle emissioni avvenuta, soprattutto in quest’ultimo anno di questa loro guerra alla Russia, che ha visto una crescita del 31% delle emissioni stesse, che ormai hanno raggiunto almeno i 229,7 milioni di tonnellate, danneggiando il clima dell’Ucraina e in parte anche della Russia e dei Paesi confinanti. Un quantitativo paragonabile a quanto emettono 120 milioni di automobili in un anno.
Il genocidio israeliano a Gaza sta provocando più emissioni di CO2 di quanto potrebbero fare assieme, in un anno, le venti nazioni più vulnerabili di fronte agli impatti della crisi climatica.
Ogni bomba, ogni missile, ogni attacco aereo o di terra ha però delle conseguenze ulteriori. Generano infatti emissioni climalteranti, che contribuiscono a esacerbare la crisi climatica. E quanto più è intensa l’offensiva, tanto maggiore è l’impatto che essa avrà sul nostro Pianeta.
Uno studio – intitolato “A Multitemporal Snapshot of Greenhouse Gas Emissions from the Israel-Gaza Conflict” e pubblicato in attesa di peer review sulla
rivista scientifica Social Science Research Network – è stato diffuso in esclusiva dal quotidiano inglese The Guardian. E conferma il gigantesco impatto climatico dell’invasione israeliana.
A inizio dicembre erano già 200 i cargo americani che avevano attraversato i cieli per consegnare a Israele più di 10mila tonnellate di attrezzature militari. Il loro spostamento ha comportato il consumo di 50 milioni di litri di carburante, con relative emissioni per 133mila tonnellate di CO2.
La spesa militare aumenta le emissioni di gas serra
La traiettoria della spesa militare e delle emissioni di gas serra segue la stessa ripida curva ascendente. La spesa militare globale è aumentata dalla fine degli anni ’90, aumentando dal 2014 e raggiungendo la cifra record di 2.000 miliardi di dollari nel 2021.
Stime di CEOBS e Scientists for Global Responsibility (SGR) stimano l’impronta di carbonio militare annuale a 205 milioni di tonnellate per gli Stati Uniti e 11 milioni di tonnellate per il Regno Unito di anidride carbonica equivalente, con la Francia che rappresenta circa un terzo del 24,8 stimato dall’Unione Europea milioni di tonnellate.
Redazione Lavoro e Salute
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