REPORT MORTI SUL LAVORO NEI PRIMI SEI MESI DEL 2017

morti bianche

Chi tutti gli anni, per ingannare i cittadini, dice che ci sono stati cali, nasconde la verità, se si prendono in considerazione tutti i morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL. Del resto in base a questi cali inesistenti si sono fatte leggi contro la Sicurezza dei lavoratori.

Occorre anche ricordare che almeno altrettanti sono i lavoratori che muoiono in itinere ogni anno. Complessivamente quest’anno sono oltre 700 i morti per infortuni in Italia compreso l’itinere. L’anno scorso in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate di lavoro oltre che sul posto, anche dai lavori domestici e quando sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali.

Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni fatte all’INAIL vi accorgete che poi successivamente spariscono mediamente il 30% dei morti perché non vengono riconosciuti come tali da questo Istituto. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, un lavoratore su cinque muore travolto dal trattore che guida. Ma nonostante i nostri continui appelli, lanciati ogni anno prima che cominci la strage, chi dovrebbe occuparsene non lo fa, seppure avvertiti attraverso mail. Evidentemente impegnati in cose ben più gravi che la vita dei nostri agricoltori quali il posizionamento personale alle prossime elezioni politiche. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente.

Sono la Lombardia e il Veneto a pari demerito ad avere fino a questo momento il maggior numero di morti sui luoghi di lavoro. Le percentuali nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera sempre il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono il 10,5% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età della pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno il 31% dei morti sui luoghi di lavoro ha dai 61 anni in su.

La legge Fornero ha contribuito a far morire lavoratori che a quell’età dovevano essere già in pensione e che sono morti a causa degli acciacchi e dei riflessi poco pronti. Adesso cercano di correre ai ripari, ma quando lo scrivevamo anche prima che entrasse in vigore la “Fornero” nessuno ascoltava. Tanto la casta mica ha parenti che vanno sui tetti o che fanno gli autotrasportatori, o ancora che guidano un trattore o lavorano su macchinari pericolosi. Politici parlamentari, dovreste solo vergognarvi ad aver contribuito a questa carneficina.

Chi poi controlla gli orari dei degli infermieri, dei medici e del personale sanitario che muoiono numerosissimi sulle strade a causa dell’eccessivo carico di lavoro, e certi giorni con orari di lavoro da far rabbrividire? Lavoratori che distrutti dalla fatica e dallo stress si mettono alla guida di un’automobile rischiando spesso la vita come le cronache e le statistiche raccontano? Si legge che i medici e gli infermieri sono le categorie più a rischio sulle strade, ma poi nessuno fa niente. Eppure anche qui ci sono delle leggi europee che dovrebbero tutelare questi lavoratori sull’orario massimo da non superare, ma che vengono spesso disattese per carenza di personale.

Ma poi se succede qualcosa chi risponde? Potrei continuare ma mi fermo qui, questo Paese davvero si merita questa classe dirigente? Io credo di no, e questi dieci anni di monitoraggio hanno visto l’indifferenza di chi ci governa, prova ne è anche l’aumento dei morti sul lavoro. Nessuna differenza tra destra e sinistra. Stessa indifferenza. Purtroppo chi lavora non ha nessuna rappresentanza parlamentare ed è questa la vera anomalia: un parlamento dove comandano e fanno le leggi i lobbysti.

REPORT MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO DAL 1° GENNAIO AL 30 GIUGNO 2017

Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 338 lavoratori. Con i morti sulle strade e in itinere che sono considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro si superano i 700 morti complessivi (ricordiamo che nell’intera Europa sono 10.000 i lavoratori morti l’anno scorso in itinere, e tra questi moltissime donne e impiegati che apparentemente non svolgono un lavoro pericoloso). Come vedete nessun calo delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro, anzi, un aumento costante in questi dieci anni nonostante vogliono farci credere il contrario, e questo per giustificare l’incredibile massa di denaro speso per la Sicurezza in questi anni.

MORTI NELLE REGIONI E PROVINCE ITALIANE NEL 2017 PER ORDINE DECRESCENTE

Sono esclusi dalle province i morti sulle autostrade e all’estero.

Lombardia 33: Milano 6, Bergamo 2, Brescia 6, Como 1, Cremona 1, Lecco 2, Lodi 2, Mantova 3, Monza Brianza 4, Pavia 3, Sondrio 3.

Veneto 33: Venezia 5, Padova? 1, Rovigo 5, Treviso 4, Verona 10, Vicenza 8.

Abruzzo 27: L’Aquila 7, Chieti 3, Pescara 12, Teramo 5.

Sicilia 23: Palermo 3, Agrigento 5, Catania 1, Enna 2, Messina 1, Ragusa 3, Siracusa 1, Trapani? 7.

Emilia Romagna 23: Bologna 3, Forlì Cesena 1, Ferrara 3, Modena 4, Parma 3, Piacenza 2, Ravenna 4, Reggio Emilia 3.

Piemonte 21: Torino 8, Asti 2, Biella 1, Cuneo 8, Verbano Cusio Ossola 1, Vercelli 1.

Campania 21: Napoli 7, Avellino 1, Benevento 2, Caserta 5, Salerno 6.

Lazio 18: Roma 6, Viterbo 5, Frosinone 2, Latina 5.

Toscana 16: Firenze 2, Grosseto 3, Livorno 3, Lucca 1, Massa Carrara 1, Pisa? 4, Pistoia 1, Prato 1.

Puglia 11: Bari 3, Brindisi 2, Foggia 2, Lecce 3.

Calabria 11: Catanzaro 2, Cosenza 6, Crotone 1, Reggio Calabria 1, Vibo Valentia 1.

Liguria 9: Genova 2, Imperia 1, La Spezia 1, Savona 5.

Marche 9: Ancona 2, Macerata 1, Pesaro Urbino 5, Ascoli Piceno 1.

Sardegna 8: Cagliari 2, Oristano 3, Sassari 3.

Friuli Venezia Giulia 7: Trieste 2, Gorizia 1, Udine 4.

Trentino Alto Adige 6: Trento 1, Bolzano 5.

Umbria 6: Perugia 4 Terni 2.

Molise 5: Campobasso 3, Isernia 2.

Basilicata 1: Potenza 1.

REPORT MORTI SUL LAVORO NELL’INTERO 2016

Nel 2016 sono morti 641 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1400 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero), e di altre innumerevoli posizioni lavorative, ricordando che solo una parte degli oltre 6 milioni di Partite Iva individuali sono assicurate all’INAIL. L’unico parametro valido per confrontare i dati dell’INAIL e di chi li utilizza per fare analisi, e dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro sono i morti per infortuni INAIL senza mezzo di trasporto, e confrontare quanti ne registra in più l’Osservatorio. Si ha così il numero reale delle morti per infortuni sui luoghi di lavoro in Italia e non solo degli assicurati INAIL.

LE MORTI VERDI PROVOCATE DAL TRATTORE

Strage continua, sono già 74 dall’inizio dell’anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore. A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti o perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Martina batta finalmente un colpo su queste tragedie. Da quando è ministro sono morti schiacciati da questo mezzo 500 morti provocati dal trattore. Un morto su cinque sui luoghi di lavoro di tutte le categorie è causato dal ribaltamento del trattore. Gli ultimi ieri a Modena e Verona. Ma se dal Paese non si alza un moto d’indignazione per la loro indifferenza, verso chi ci governa o che è all’opposizione, nulla cambierà. Nelle televisioni pubbliche trasmissioni pagate coi soldi dei contribuenti, fanno vedere idilliache terre incontaminate dove gli animali pascolano felici, ma mai che si occupano dell’altra faccia della medaglia: i tantissimi morti che ci sono sui campi e il colore rosso della terra impregnata dal sangue dei nostri agricoltori. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.

CROLLO DEI CAPANNONI PER TERREMOTO

Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove sotto e fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi solo appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.

Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.

Carlo Soricelli

Curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008

http://cadutisullavoro.blogspot.it

L’OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA E’ SU FACEBOOK

Diventa amico, clicca “mi piace”, dai il tuo contributo morale per far comprendere l’entità del triste fenomeno e fallo conoscere ai tuoi amici.

Segnala l’Osservatorio indipendente di Bologna sulla tua pagina di Facebook.

http://www.facebook.com/osservatorioindipendente?v=wall

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *