Riconquistare la working class di New York
Ecco come Mamdani, parlando di congelamento degli affitti e costo della vita, è riuscito a coinvolgere lavoratori e lavoratrici di origine asiatica, che si stavano spostando sempre più a destra
New York è sconvolta dalla sorprendente vittoria alle primarie Democratiche di Zohran Kwame Mamdani. Constatando lo shock e la sorpresa, lo scetticismo e l’ostilità, mi torna in mente un ricordo: in una giornata calda e afosa dello scorso settembre, appena un paio di settimane dopo l’incriminazione di Eric Adams per corruzione, ci fu una riunione di immigrati bengalesi e cinesi della working class. Facevano parte di un’organizzazione di cui sono la direttrice esecutiva, Caaav Voice, braccio politico di Caaav, che combatte contro la gentrificazione a New York City. Il sindaco, sostenuto dal settore immobiliare, aveva aumentato gli affitti per tre anni consecutivi e dato il via libera a costruttori immobiliari di lusso che sfruttavano il loro quartiere, e tutti i partecipanti all’incontro erano furiosi e pronti a discutere della prossima campagna elettorale.
Per una volta, c’è stato ben poco dibattito. Il problema principale che ogni inquilino della working class si trova ad affrontare è la casa. Per anni, il costo della vita a New York è salito alle stelle. Anche prima dell’elezione di Trump, i newyorkesi della classe lavoratrice avevano da tempo risentito delle difficoltà e delle contraddizioni di una città gentrificata e costosa. Molti dei presenti erano inquilini con affitti a prezzo fisso che, per anni, avevano combattuto per congelare gli affitti contro il Rent Guidelines Board, deciso dal sindaco. La campagna principale di Caaav Voice è stata il blocco quadriennale degli affitti in tutta la città per le unità con affitti stabilizzati.
Alle primarie Democratiche di New York di quest’anno, uno dei pilastri della campagna di Mamdani è stata la richiesta di un congelamento degli affitti. Molti degli stessi immigrati che si erano incontrati quel giorno di settembre hanno poi bussato a migliaia di porte per votare Mamdani, hanno fatto parte del grosso movimento che ha portato al trionfo di Mamdani alle primarie contro Andrew Cuomo e la sua enorme riserva di denaro proveniente dalle aziende.
A differenza delle ultime elezioni per il sindaco, gli elettori asiatici si sono organizzati nella coalizione di Mamdani e hanno avuto un ruolo chiave nel conseguimento della vittoria alle primarie. E hanno giocato un ruolo fondamentale in questa coalizione perché Mamdani si è rivolto direttamente a loro.
Per anni abbiamo letto storie di elettori asiatici che si sono spostati a destra. A Caaav Voice, abbiamo visto la destra cercare di competere nelle comunità in cui ci organizziamo, a volte con grande successo. Il partito dei miliardari è a malapena in grado di raggiungere i suoi obiettivi, eppure la destra ha padroneggiato la retorica degli outsider politici, riconoscendo che la persona media della working class è alienata dal sistema politico e dalle élite che lo gestiscono. Per troppo tempo, la sinistra non ha avuto un’alternativa chiara e convincente da offrire.
Questa è stata la principale differenza nella campagna di Mamdani. Si è candidato con una piattaforma costruita da e per la classe lavoratrice: una richiesta di congelamento degli affitti per quattro anni, raccolta direttamente dagli inquilini della working class, assistenza all’infanzia gratuita, autobus veloci e gratuiti. Ha collaborato con gruppi che avevano già rapporti di lunga data con le comunità di immigrati, che potevano essere messaggeri affidabili nelle lingue di quelle comunità. Queste richieste elettorali hanno animato e ampliato l’elettorato in tutta la città, tanto che il potere popolare ha smantellato una campagna da 25 milioni di dollari alimentata da interessi aziendali.
Nella fase finale delle elezioni primarie, Caaav Voice ha raggiunto quasi quindicimila elettori ed elettrici, la maggior parte dei quali appartenenti alla working class, immigrati e asiatici. Abbiamo parlato con un operaio edile di Sunset Park, immigrato a New York dal Fujian, in Cina. Lavora sei giorni a settimana e si ritaglia il settimo giorno per prendersi cura della figlia. Li abbiamo incontrati insieme al parco. Mentre sua figlia girava su un piccolo monopattino rosa, ci ha spiegato il motivo per cui sosteneva Zohran: anche una piccola modifica al suo bilancio familiare avrebbe comportato un aumento delle ore di lavoro, il che significava che avrebbe perso anche l’unico giorno che avrebbe potuto trascorrere con la famiglia. Ha condiviso quanto sia importante per lui che sua figlia conservi il ricordo del padre come parte della sua infanzia. Non è scontato. Ha votato per Zohran perché vuole che New York sia una città in cui possa permettersi di essere un padre per la sua bambina.
Dopo le elezioni presidenziali di novembre, abbiamo avuto conversazioni durate mesi con un leader inquilino bengalese ad Astoria, che aveva votato per Trump alle ultime elezioni. Era deluso dall’establishment Democratico, da una campagna elettorale vuota che non aveva avuto alcun impatto sulla sua vita, ed era stato influenzato dalle promesse di Trump e della destra del Maga. Al momento della candidatura di Zohran, si è reso conto che la destra non ha nulla di concreto da offrire e ha iniziato a cambiare idea sentendo altri leader esprimere profondi timori per le politiche di Trump sull’immigrazione. Col tempo, è stato convinto a diventare un sostenitore di Mamdani.
La forza della nostra strategia organizzativa deriva da una vita di relazioni: vicini che parlano con vicini che si riparano il lavandino a vicenda, combattono insieme contro i proprietari di casa e crescono insieme. Mentre contattavamo piccole imprese a Chinatown, la signora Liu, membro della nostra sezione di Chinatown, ha parlato con una donna del Fujian che possiede un negozio di prodotti di bellezza. Sua figlia giocava con la nipote della signora Liu mentre cresceva nel quartiere. Come molti con cui abbiamo parlato, anche la piccola imprenditrice del Fujian ha votato per Trump alle ultime elezioni, ma è stata conquistata dalla campagna di Zohran. Ha detto: «Trump non sta mantenendo le sue promesse: chi si prenderà cura di me?». Questa campagna ci ha fornito una risposta.
Conversazioni come queste sono state migliaia con le elettrici e gli elettori asiatici della working class di New York, concentrandoci su Astoria, Sunnyside, Woodside, Jamaica, Chinatown e Sunset Park. Ciò che abbiamo sentito ripetere più e più volte è che le persone sono stanche dei politici e delle loro bugie. Ciò è vero sotto la presidenza Trump, dove le bugie sono all’ordine del giorno, e in una città con un sindaco palesemente corrotto. Mentre la destra afferma di stare conquistando sempre più elettori asiatici, ci siamo organizzati e abbiamo lottato per ottenere il risultato opposto.
L’organizzazione sul campo per queste elezioni primarie ha dato i suoi frutti: Zohran ha vinto in ognuno di questi quartieri. I quartieri operai asiatici hanno votato a favore di Zohran in massa. I dati isolato per isolato mostrano che il sondaggio sulla piattaforma di Mamdani per l’accessibilità economica ha funzionato a Chinatown (dove Mamdani ha superato Cuomo di 28 punti), Astoria (+52 punti con picchi di affluenza negli isolati con inquilini bengalesi), Jackson Heights (+26 punti), Sunnyside (+42 punti), Sunset Park (+37 punti) e Woodside (+34 punti).
Ci sono enormi lezioni da imparare da questa campagna a livello nazionale, dove il Partito democratico ha perso molti elettori. Nonostante le pressioni dell’establishment, la campagna di Zohran si è rifiutata di assecondare e scendere a compromessi con il centro, rifiutandosi quindi di abbandonare il cuore pulsante della propria campagna. E ha preso sul serio le esigenze degli immigrati e della classe lavoratrice, che non sono considerati elettori abituali. Innumerevoli inquilini della working class e immigrati si sono presentati regolarmente a bussare alle porte sotto la pioggia battente e il sole cocente per parlare con vicini e amici. Si sono messi al lavoro perché hanno visto come questo candidato sindaco possa dare loro spazio grazie alla sua instancabile attenzione al soddisfacimento dei bisogni materiali delle persone, con richieste e progetti chiari.
Soprattutto, le organizzazioni della classe lavoratrice hanno svolto un ruolo fondamentale nel collaborare con la campagna per plasmarne la piattaforma fin dal primo giorno. Organizzazioni come Caaav Voice, Deum Beats e New York Communities for Change vantavano rapporti consolidati, decennali, con la working class in tutta la città. Abbiamo organizzato e gestito un’azione sul campo che ha portato la visione e le richieste della campagna nei quartieri di immigrati e asiatici.
I risultati parlano da soli. Invece di spostarsi a destra, gli elettori asiatici si sono battuti per un sindaco socialista democratico, e hanno vinto.
Sasha Wijeyeratne è il direttore esecutivo di Caaav Voice. Questo articolo è uscito su JacobinMag. La traduzione è a cura della redazione.
30/6/2025 https://jacobinitalia.it










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