Salim Lamrani: Cuba, sei decadi di punizione collettiva contro un popolo ribelle

Oltre 60 anni di intenso assedio economico che condiziona la vita di milioni di cubani.

Quella di Cuba non è una crisi spontanea né un mero problema economico interno. È l’espressione politica del proposito, mantenuto nel tempo, di affogare un’isola ribelle. Dal 1960, Cuba vive sotto un regime di sanzioni che ha segnato l’esistenza di generazioni intere. L’80% dell’attuale popolazione cubana è nata dopo che il governo yankee decise di assediare l’Isola. Mentre la comunità internazionale condanna ogni anno questo assedio economico, Cuba continua a pagare un prezzo che si misura in ospedali con carenze, difficoltà energetiche e limitazioni nel garantire il più elementare.

Da più di sei decenni, gli USA soffocano il popolo di Cuba imponendogli sanzioni economiche anacronistiche e disumane.

Queste misure colpiscono i settori più vulnerabili della popolazione dell’Isola, in particolare i malati, i bambini, gli anziani e le donne incinte, e hanno un impatto drammatico su tutti gli ambiti della società cubana. Di carattere retroattivo ed extraterritoriale, contravvengono ai principi più elementari del diritto internazionale. Dal 1992, sono condannate all’unanimità ogni anno dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Imposte nel 1960 con l’obiettivo di rovesciare il governo di Fidel Castro, queste sanzioni sono state costantemente rafforzate dalle diverse amministrazioni USA, in particolare durante la presidenza di Donald Trump.

Durante il suo primo mandato, quest’ultimo impose 243 nuove misure coercitive unilaterali – 50 delle quali in piena pandemia di Covid-19 – contro il popolo di Cuba, colpendo le principali fonti di reddito dell’isola, ovvero la cooperazione medica, le rimesse della diaspora e il turismo. Così, tra il 2017 e il 2020, la Casa Bianca impose, in media, una nuova sanzione a settimana per quattro anni consecutivi.

Nel 2025, le sanzioni sono costate a Cuba 7500 miliardi di $, ovvero una media di 20 milioni di $ al giorno, o, che è lo stesso, 15000 $ al minuto. Questa somma equivale al consumo elettrico di 10 milioni di cubani per sei anni. Con la stessa quantità, Cuba potrebbe garantire la fornitura di prodotti di prima necessità per tutta la popolazione per sei anni. Dalla loro imposizione nel 1960, le sanzioni sono costate a Cuba un totale di 170000 miliardi di $, e oltre l’80% della popolazione cubana è nata sotto questo stato d’assedio.

Il 29 gennaio 2026, l’Amministrazione Trump ha adottato un decreto presidenziale che qualificava Cuba come una “minaccia straordinaria e inusuale per la sicurezza degli Stati Uniti”, imponendo dazi a qualsiasi paese fornisse petrolio a Cuba. Da quel momento, l’isola – già duramente colpita dall’assedio economico e dalle ripetute catastrofi naturali – si trova in una situazione estremamente difficile, essendo privata del combustibile vitale per la sua economia e i suoi servizi essenziali. A Cuba, il sistema elettrico, che alimenta la rete di igienizzazione dell’acqua potabile, gli ospedali e le scuole, dipende in gran parte dalla fornitura di petrolio.

La comunità internazionale deve respingere questo strangolamento economico ed energetico illegale che soffoca l’isola e offrire un sostegno urgente alla popolazione cubana, che si trova ad affrontare una situazione umanitaria di estrema gravità.

Fonte: canarias-semanal.org

Traduzione: cubainformazione.it

8/3/2026 https://italiacuba.it/

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