SANITA’ PIEMONTESE: I MIRACOLI DELL’ASSESSORE-SINDACO SEGNANO IL PASSO E IL SISTEMA E’ UN COLABRODO

COMUNICATO STAMPA

“L’assessore alla salute Riboldi – ha dichiarato il segretario piemontese del PRC-SE Alberto Deambrogio– ci ha abituati a uno stile caratterizzato dalla teorica e tempestiva presa in carico di ogni problema, per darne immediata soluzione; un assessore-sindaco in grado di imprese taumaturgiche insomma”.

“E’ giunto però il momento di fare un bilancio di cosa sta funzionando. A nostro avviso il sistema è ridotto a un colabrodo e sempre meno sarà possibile coprire tutto questo con effetti speciali. La vicenda dei medici gettonisti, per cui il Piemonte spende oltre 115 milioni, è un nodo irrisolto, che soprattutto lascia intravedere il baratro. Se le cooperative possono impiegare medici anche anziani, con una qualità sempre più decadente, non si capisce proprio cosa possa sostituirli, vista l’assenza cronica di programmazione e di risorse sempre sacrificate a partire dal famigerato blocco del turn over del personale, cose volute anche da governi di centrosinistra. La macchina amministrativa vive pure una crisi verticale e l’impressione è che non ci sia più capacità di accertamento, come ha di recente dimostrato la vicenda dei controlli sulla libera professione e sui bilanci a Molinette. In generale su questi ultimi la stessa Regione dichiara un disavanzo di 6/700 milioni ed è credibile che la cifra vada tranquillamente al miliardo”.

“Se guardiamo al territorio, in particolare dopo la tragica vicenda del Covid, vediamo che nei fatti non esiste quasi più una organizzazione. Se 20 anni fa, quando si parlava di gruppi di cure primarie, si poteva ancora parlare di azioni di modifica, ora si tratta davvero di ripartire da zero. La questione della medicina generale, al di là del dibattito sull’inquadramento dei professionisti, è enorme. 5/600 medici in meno non sono uno scherzo e non si trovano promettendo incentivi”

“Dentro un progressivo, visibile da tutti, allargamento del privato nel settore della diagnostica e del ruolo delle farmacie (sempre private), la proposta di fare esami la sera e nel week-end è una pecetta a fronte dei bisogni. Tenendo in conto i rilievi fatti dai sindacati rispetto alla saturazione dei tempi di lavoro dei medici, bisogna pur dire che 50.000 prestazioni in più nel primo semestre sono irrisorie per arrivare a un recupero significativo delle liste d’attesa, sui cui non si è mai esercitato un governo della domanda per capire cosa era più urgente e cosa meno. Se guardiamo all’edilizia sanitaria troviamo uno dei principali giochi di prestigio dell’Assessore e della Giunta. Si continua a promettere nuovi ospedali senza risorse per farli. Ora l’INAIL sembra essere la gallina dalle uova d’oro, ma nessuno si chiede come mai sono così poche le opere in cantiere con questi finanziamenti e, soprattutto, nessuno ci dice come i soldi da restituire all’istituto assicurativo si potranno trovare”.

 “Come si vede – ha concluso Deambrogio – è il sistema sanitario piemontese a essere ormai una tela lisa. Nella crisi profonda i più in difficoltà sono i più deboli, che purtroppo non riescono a far sentire la loro voce quasi mai. Mi riferisco al settore della salute mentale, ormai davvero alla deriva a partire dai servizi territoriali e alla non autosufficienza, per cui questa amministrazione regionale è gravemente inadempiente, pur avendo degli obblighi di legge da rispettare a fronte di famiglie che si devono indebitare per curare un proprio caro”.

27 febbraio 2025

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *