Smog, Deambrogio (PRC): “Vergognoso rinvio al 2040. La Giunta Cirio e il Governo condannano il Piemonte alla malattia e ignorano il trasporto pubblico”
COMUNICATO STAMPA
“La richiesta del Piemonte e delle altre Regioni del Nord di far slittare gli obiettivi antismog addirittura al 2040 è una dichiarazione di totale resa politica e morale”. Questo il durissimo attacco di Alberto Deambrogio, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista del Piemonte, che punta il dito contro l’incapacità strutturale delle destre regionali e nazionali nell’affrontare la gravissima crisi ambientale della Pianura Padana.Una strage silenziosa sulla pelle dei cittadini”.
“Mentre la Giunta regionale e il Governo si muovono al ritmo di rinvii, minimizzazioni e soluzioni tampone del tutto inefficaci, la cittadinanza continua ad ammalarsi e a morire”, incalza Deambrogio.
“I dati scientifici ed epidemiologici sono drammatici: nella sola città di Torino circa il 12% dei decessi non traumatici tra gli adulti è direttamente attribuibile all’esposizione cronica al particolato PM2,5, traducendosi in circa 900 morti premature all’anno causate dalle polveri sottili. A livello regionale parliamo di migliaia di vite spezzate da patologie respiratorie, ictus, infarti e tumori polmonari, un bilancio inaccettabile che viene sistematicamente sottovalutato da chi dovrebbe proteggerci”.
Questo disastro ecologico genera inoltre un impatto economico spaventoso sulle casse della sanità pubblica. “I costi sanitari legati ai ricoveri, alle terapie croniche e alle giornate lavorative perse gravano pesantemente sulla collettività”, spiega il segretario di PRC.
“Le stime dell’EPHA (Alleanza Europea per la Salute Publica) evidenziano che l’inquinamento costa a ogni singolo cittadino torinese oltre 1.500 euro all’anno in spese sanitarie e sociali indirette. Eppure, anziché investire sulla salute pubblica per tagliare questi costi, la destra preferisce prolungare l’agonia dei nostri territori”.
Le soluzioni alternative: mobilità pubblica e il ruolo di Stellantis. Per Rifondazione Comunista le alternative ci sono e sono concrete, in linea con quanto delineato storicamente da associazioni come Legambiente. “Il Piemonte avrebbe tutte le carte in regola per essere il capofila di una radicale riprogettazione della mobilità collettiva e rinnovata”, prosegue Deambrogio. “Ma di investimenti massicci sul trasporto pubblico locale, sulla transizione su ferro e sulla gratuità dei mezzi per le fasce più deboli, nei palazzi della Regione non si parla mai”.
Il comunicato si chiude con un forte richiamo alla responsabilità industriale e al ruolo del pubblico nell’economia: “È ora di finirla con i tavoli di crisi in cui multinazionali come Fiat-Stellantis chiedono costantemente soldi pubblici a fondo perduto per poi tagliare posti di lavoro e disimpegnarsi dal territorio. Uno Stato e una Regione consapevoli e coraggiosi devono esercitare un ruolo diretto e di indirizzo. Bisogna imporre a Stellantis di convertire la produzione verso la mobilità collettiva. Solo attraverso l’intervento pubblico diretto e una programmazione strutturale potremo ripulire l’aria, salvare vite umane e garantire un futuro occupazionale stabile.
Chiedere altri quattordici anni di proroga per continuare a inquinare è un insulto criminale alla salute di tutti i piemontesi”.
Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

4/7/2026









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