SSN, Finanziarizzazione, Guerra, Sciopero Generale
di G. Trianni
Ringrazio per la collaborazione Aldo Gazzetti
Gentile Direttore
Lo scorso 10 aprile ho partecipato al convegno ”Fine dell’austerità e nuovo intervento pubblico: un’ipotesi di governo nei nuovi equilibri globali del 2025” (1)
Ritengo opportuno riferire e rimodulare alcune considerazioni in quel convegno svolte
È un anno, il 2025, caratterizzato dalla Terza guerra mondiale, che rischia di ampliarsi e deflagrare oltre quei “pezzetti”,che percepì e segnalò per primo, solo pochi anni fa, Papa Francesco e dalla svolta protezionistica dei dazi innescata dal presidente USA D. Trump, un passaggio epocale, paragonabile, per portata storica, agli accordi di Bretton Woods, alla bancarotta di Lehman Brothers ed alla pandemia da Covid 19 (cfr. M. Draghi Corsera 25.04.12).
Stiamo vivendo oggi una vorticosa accelerazione della crisi della globalizzazione neoliberista, cioè di quelle attività politico amministrative che hanno messo lo Stato al servizio del “Mercato”, vale a dire della realizzazione del profitto, la cui genesi primaria è ormai finanziaria (2) e in vorace estensione agli ambiti dei servizi pubblici, dell’ambiente e delle nuove tecnologie,
Ciò è alla base delle guerre militari ed economiche in corso.
In questo contesto, in Italia non si sente solo la mancanza di un programma di governo alternativo per il futuro, ma anche e soprattutto di un programma di opposizione immediata, per l’oggi.
Ad esempio, è inaccettabile che il governo Meloni nei giorni scorsi abbia incontrato i rappresentanti degli imprenditori ed abbia ipotizzato una manovra di oltre 30 mld di euri a sostegno delle imprese, e non abbia neanche finto di sentire la necessità di incontrare i rappresentanti dei lavoratori e dell’associazionismo civile.
Nessuno parla, nessuno rivendica una alternativa, analoga, manovra da 30/31 mld – anzi di più ne servirebbero – a sostegno dei servizi pubblici e dei redditi delle classi subalterne, che soffrono l’ingravescente e poli decennale contrazione della spesa pubblica e del potere di acquisto in nome dell’austerity neoliberale.
In sostanza, non si sente opporre alla consueta radicale politica neoliberale di sostegno alle imprese, una altrettanto radicale e alternativa politica di rilancio della domanda interna.
Si tace sul fatto che, in un contesto UE che ha svincolato solo la spesa militare dai vincoli di bilancio, spacciandola per necessaria ai fini della pace (????) ed utile ai fini del rilancio dell’economia (a vantaggio di chi????), la politica di rilancio della domanda interna, sia al contempo necessaria a contenerne gli effetti nefasti della crisi della domanda globale, e indispensabile per opporsi all’ulteriore “estrazione di valore” dai redditi delle classi lavoratrici, dei ceti popolari e del ceto medio pauperizzato, ed alla distruzione dei servizi pubblici-, SSN, Scuola, Università e Ricerca Servizi sociali e pensioni – come esito del protezionismo dei dazi e delle immanenti svalutazioni monetarie.
Per quanto attiene, più in specifico, alla Sanità, si conferma necessario oggi quanto riassunsi nel titolo: “Lotta di classe in Sanità: attuare Costituzione e L. 833/78, porre fine a privatizzazione e finanziarizzazione”. (3)
A fronte del degrado ingravescente del SSN, ampiamente denunciati da sindacati, amministrazioni regionali e dal fenomeno, ad oggi incoercibile, delle liste di attesa e generati in primo luogo dal definanziamento, i processi di privatizzazione e di finanziarizzazione sono in ulteriore espansione, e costituiscono, anche in Italia, un rischio immanente.
È di questi mesi la notizia, ad esempio,(4) che CVC Capital Partners, società britannica di private equity, con sede nell’isola di Jersey nel canale della Manica, e fondo di investimenti di 191 mld di euro, già in possesso del pacchetto di maggioranza nelle industri farmaceutiche Recordati e Doc Generici, sta trattando l’acquisto del 30 e il 40%, quindi il controllo, del Gruppo San Donato, il principale gruppo ospedaliero privato in Italia, che a sua volta ha:
- siglato, nel 2023, un accordo con Generali Italia, per la realizzazione di un “network” di strutture sanitarie private sull’intero territorio italiano (alternativo e convenzionato con il SSN!!)
- concluso, 2014, l’acquisizione del Gruppo privato polacco” Scanmed”, tramite il suo 70% del Gruppo American Heart of Poland (AHP),
- presenze in Iraq e negli Emirati Arabi.
E ciò avviene mentre il governo Meloni va mettendo a punto un programma di “economia di guerra”, cioè di investimenti nella produzione bellica, nonostante l’opinione pubblica in gran parte sia contraria alle guerre in corso ed al coinvolgimento italiano in esse.
E che burocrati UE, Ministri della Difesa, CEO del complesso militare industriale in UE e in Italia ed editorialisti ed opinion makers vari sparlano di impatto positivo della stessa sulla occupazione, una sorta di “keynesismo di guerra”, è un ulteriore tentativo di mistificazione che va ad aggiungersi alle reiterate affermazioni governative sul fatto che i servizi pubblici non sarebbero toccati!
L’economia di guerra è necessariamente in antitesi con il finanziamento del SSN.
Non è un caso che il Documento di Finanza Pubblica 2025, appena approvato dal governo, ne preveda il mantenimento all’asfittico 6,4% del PIL:(5)

In proposito segnaliamo che Wood, McLean e Sachs (6) indicano proprio la sanità pubblica come “antidoto” essenziale all’espandersi del “asset manager capitalism” e ai suoi molteplici effetti dannosi sulla salute pubblica.
Effetti dannosi sulla salute pubblica che fanno oggetto di uno schematico quadro sinottico (Fig.1) correlante tipologie di attività finanziarie e meccanismi di impatto negativo sulla salute pubblica, che di seguito riproponiamo in versione tradotta.
Fig. 1

Una lettura attenta e paziente del quadro sinottico consente di “rivivere” e individuare anche nello specifico italiano attuale, le interrelazioni negative tra “asset manager capitalism“ e Salute pubblica.
Ad esempio, in tema di “influenza sulle politiche e sui processi decisionali” governo e maggioranza hanno appena stabilito il trasferimento dalle farmacie ospedaliere a quelle convenzionate della distribuzione di farmaci antidiabetici con conseguente aumento dei costi per il SSN. (7)
Solo coincidenza che il settore distributivo dei farmaci (8) sia ampiamente soggetto alla concentrazione dei capitali sostenuta dagli investimenti dell’asset manager capitalism”( cfr. Phoenix Group, principale gruppo privato di catene farmacie in UE e in Italia UE, Hippocrates e Alma Farmacie di Pharma Green Holding) e che in questa fase sono in crisi di profitti e di valore per i costi di gestione in crescita (a partire da quelli del personale) e tagli alla spesa sanitaria pubblica?
Al contrario, serve in Italia non ridurre ma addirittura estendere dalle farmacie ospedaliere al territorio, nella “Case (pubbliche) della Comunità”, la distribuzione pubblica dei farmaci.
Più in generale non c’è altra alternativa che attuare l’art. 32 della Costituzione (9) e la L. 833/78, che, ispirata ai principi di universalità, equità, solidarietà, disegna una struttura pubblica autosufficiente e “autofinanziata” relegando il ricorso al privato, prima delle sue manipolazioni neoliberali in tema di Fondi e detrazioni fiscali, al campo delle scelte non obbligate (Art. 46). (10)
Il privato anche in sanità, come segnalato già nel 2023 (11), è soggetto nei fatti, sia nel settore della produzione che in quello del finanziamento, ad una progressiva finanziarizzazione, cioè all’espandersi dell’”asset manager capitalism”, con i conseguenti effetti negativi per la salute pubblica, le casse dello stato ed i redditi dei cittadini
Tra le altre, di recente si distinguono per efficacia comunicativa e documentazione le denunce su questi temi di Gabanelli e Ravizza, (12), la cui opera è costante sulle pagine di uno storico organo dell’imprenditoria e della finanza italiane e su un seguito media televisivo.
Purtroppo, Gabanelli e coll, sul versante soluzioni, quando ad esse fanno cenno, prestano però il fianco alle tesi speculative dell’insieme delle scuole neoliberiste italiane, anche della “sinistra” neoliberale, che recentemente hanno collegialmente sostenuto (13) essere” necessario adottare un modello di co-programmazione (passando da una logica di government ad una di governance) in grado di coinvolgere soggetti pubblici e privati sia nel finanziamento sia nell’erogazione, sulla base del precedente principio di universalismo proporzionale”.!!
È una proposta che apre la strada al modello finanziarizzato del sistema sanitario USA, il cui fallimento assistenziale) Gabanelli (stessa) e Tortora 14) hanno segnalato al grande pubblico!!
In USA, e non solo, l’impatto delle società di “Private Equity” (una delle forme di “asset manager capitalism” caratterizzata dall’essere le attività finanziarie di acquisizione e vendita e perseguimento profitti fuori dai contesti borsistici) sui sistemi di “long care” già prima della pandemia di Covid-19, ma anche nel suo corso, è stato segnalato da Batt e Morgan (15)
Batt e Morgan più in particolare hanno segnalato l’impatto delle società di “Private Equity” (una delle forme di “asset manager capitalism” caratterizzata dall’essere le attività finanziarie di acquisizione e vendita e perseguimento profitti fuori dai contesti borsistici) in USA, e non solo, sui sistemi di “long care” già prima della pandemia di Covid-19, ma anche nel suo corso.
Tale impatto è stato relativo sia agli “esiti” strutturali (livello di personale inferiore), che a quelli organizzativi (qualità dell’assistenza inferiore, deprivazione alimentare, condizioni igieniche precarie) che a quelli clinici (diffusione di infezioni, tassi di infezione di Covid-19 superiori del 25% e di decesso del 10,2% rispetto alla media).
Gli stessi autori hanno anche descritto:
- alcuni “modelli operativi” del Private Equity nel sociosanitario, quali:
- il vendere la proprietà sottostante le case per un dividendo immediato alla società di PE e ai suoi investitori;
- il dividere la catena e rendere ogni sede fisica un’entità legale separata in modo che, anche se citata in giudizio dai pazienti, non ci siano beni da perseguire;
- il tagliare i costi operativi, in particolare la manodopera;
- come le società di private equity fungano da aggregatore di mercato, utilizzando la strategia “buy and build” (acquisto e costruzione di una rete di aziende simili);
- come nel settore dell’emergenza urgenza le “Private Equity” abbiano acquisito studi medici specialistici (anestesisti, radiologi, ecc.) per formare società di personale per i pronto soccorso ospedalieri (ER), sfruttando la tendenza tra gli ospedali a esternalizzare i servizi ER per tagliare i costi.
- come sia comparsa la cosiddetta “fatturazione medica a sorpresa”, in particolare nei “pronto soccorso esternalizzati”, che possono “applicare tariffe “fuori rete”, cioè non concordate con gli ospedali privati serviti e come il fenomeno sia particolarmente diffuso e costoso nel settore delle compagnie di “ambulanza aerea”: non a caso società di P.E. ne possiedono due delle tre più grandi.
Come meravigliarsi che Parramore (16) denunci il fatto che il modello assicurativo finanziarizzato USA è “guidato dall’avidità” e “, porta a inefficienza, disuguaglianza e negazione delle cure: una truffa colossale che ha scatenato la rabbia in tutta la nazione”, e che in tale clima è maturato l’assassinio del CEO di UnitedHealthcare Brian Thompson da parte di Luigi Mangone!
Da ultimo non si può oggi, nel 2025, parlare di sanità e rifuggire dal tema della guerra e della pace.
Nonostante gli appelli del Presidente i FNOMCEO “Si fermi ondata di terrore, si apra un tavolo di trattativa” (07.10.2024) e “Rispettare il diritto umanitario, malati e medici non diventino i bersagli dell’orrore” (29.03.2025) ,(17), nel paese di Gino Strada, guerra e pace sono nei fatti scandalosamente “sotto trattati”, o addirittura assenti, dai pronunciamenti e dalle rivendicazioni del “mondo” associativo e sindacale del settore.
Eppure, la guerra, essa stessa terrorismo, e quella in corso anche a forte rischio di evoluzione in termonucleare, in quanto prassi di morte è la negazione della Medicina, quindi della deontologia e della professione medica e di ogni altra professione sanitaria.
Per di puù è, prassi per sostenere la quale vengono sottratte risorse fiscali dello stato all’insieme dei Servizi Pubblici!
Non è il caso che il sindacalismo Confederale e no, in sanità e in generale, pensi ad una mobilitazione costante e crescente sino a giungere ad uno sciopero generale per una politica di Pace, contro la politica e l’economia di guerra che va adottando il governo in Italia?
Prima che sia troppo tardi
Riferimenti
- https://www.radioradicale.it/scheda/756446/fine-dellausterita-e-nuovo-intervento-pubblico-unipotesi-di-governo-nei-nuovi
- Gallino L. Finanzcapitalismo – La civiltà del denaro in crisi- Einaudi 2011
“Il finanzcapitalismo è una mega-macchina creata con lo scopo di massimizzare il valore estraibile sia dagli esseri umani sia dagli ecosistemi. La grave crisi economica (ma anche culturale e politica) che stiamo vivendo è la crisi di questa civiltà-mondo dominata dal sistema finanziario.
- Trianni G. in “Contro le due destre” Ed. Futura 11.04.2025
- Bertolino F. Polizzi D. San Donato, il fondo Cvc pronto a entrare con il 40% nel gruppo degli ospedali – Corriere della Sera 28.12.2024
- Ministero Economia e Finanza – Portale 11.04.2025
- Wood B, McLean A., Sacks G. Health in the age of asset manager capitalism – Perspective Health Promotion International, 2024, 39, daae124
- Mantovani A. Il regalone del governo alle farmacie: così sale la spesa per le medicine “Il Fatto Quotidiano” 2025.04.14
- Milano Finanza: Hippocrates e Pharma Green rinviano di un anno il riassetto societario 2024.12. 23
- Costituzione Art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”
Senato della Repubblica – Costituzione della Repubblica Italiana – 1° dicembre 2012
- L. 23.12.1978, n. 833 art.46 “La mutualità volontaria è libera. È vietato agli enti, imprese ed aziende pubbliche contribuire sotto qualsiasi forma al finanziamento di associazioni mutualistiche liberamente costituite aventi finalità di erogare prestazioni integrative dell’assistenza sanitaria prestata dal servizio sanitario nazionale.” – “Normattiva”, portale legislazione vigente
- Trianni G. Gazzetti A. Privatizzazione, concentrazione di capitali e finanziarizzazione Quotidiano Sanità 2023.05.22
- M. Gabanelli, S. Ravizza “ Codice Rosso, Come la sanità pubblica è diventata un affare privato” – Fuori Scena MediaGroup SPA – ottobre 2024
- Autori vari PRINCIPI PER UNA RIFORMA DEL SSN siti CERGAS SDA – Bocconi, C.R.E.A. Sanità, Laboratorio Management e Sanità (MeS) presentato CNEL 2025.01.29
- M. Gabanelli, F. Tortora Sanità europea e americana a confronto. Ecco perché il modello Usa è pericoloso dataroom@corriere.it 26.03 2025
- R. Batt, J. Morgan Private equity and public problems in a financialized world: an interview with Rosemary Batt and Jamie Morgan – 2020 Real- Word Economics Review issue n.94
- Parramore L. I Grinch dell’assicurazione sanitaria americana: una dura accusa all’economia di “mercato”
- Portale Ordine dei Medici
Abstract
L’autore propone, rielaborati, i contenuti di un suo intervento ad un recente convegno e indicata nella fine della globalizzazione neoliberista l’origine della crisi dei dazi e delle guerre in corso in questo 2025.
Denunciate le iniziative di politica economica del governo, definite come espressione di una “economia di guerra”, e la assenza di contro proposte, di analoga ed alternativa entità, di rilancio della domanda interna passa a segnalare il rischio immanente della progressiva finanziarizzazione della sanità in Italia, della quale propone ad esempio le vicende passate e future del più importante gruppo privato ospedaliero.
Richiamata l’asfittica spesa sanitaria al 6,4 % del PIL prevista dal Documento di finanza Pubblica 2025, sottolinea la tesi di Wood, McLean e Sachs sull’essere la sanità pubblica il necessario antidoto agli effetti negativi sulla salute pubblica della finanziarizzazione, definita anche “asset manager capitalism”.
Degli stessi autori si propone anche la descrizione di tali effetti e dei relativi meccanismi di attuazione in generale: di uno di essi, l’“influenza sulle politiche e sui processi decisionali” si porta un esempio specifico in Italia.
Riproposta l’attuazione della costituzione e della 833/78 si richiamano i disservizi del SSN e quelli della sanità USA, come descritti dai media più diffusi ed autorevoli e si citano i contributi di Batt e Morgan e quelli di Parramore efficaci contributi alla descrizione dell’impatto della finanziarizzazione sulla sanità e sull’opinione pubblica in USA.
Da ultimo per la negazione della deontologia e dei fini della Medicina e per l’essere l’economia di guerra antagonista assoluta del finanziamento del SSN si auspica lo sviluppo di una intensa campagna di sensibilizzazione e lotta sino allo sciopero generale per la Pace e contro le politiche di guerra.
17/4/2025 Pubblicato su https://www.quotidianosanita.it/
NB. Inviato in contemporanea dall’autore alla redazione del blog “Lavoro e Salute”










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