STRESS E SUPERSFRUTTAMENTO: ORA ANCHE L’UE SI ACCORGE DEL KAROSHI!

Come Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro, lo stiamo denunciando da anni nella totale indifferenza: le stragi sui cantieri e nelle fabbriche sono solo una parte del problema. Esiste un’altra strage invisibile ma letale che divora la vita di lavoratori, impiegati e dirigenti.

Si chiama Karoshi, la parola giapponese che indica la morte per troppo lavoro, stress, fatica e ritmi insostenibili. Un fenomeno trasversale che riguarda ormai tutto il mondo del lavoro e che incide pesantemente persino sul crollo della natalità: come si può pensare di fare famiglia quando si è schiacciati dal supersfruttamento?

Ora, finalmente, persino le istituzioni europee sembrano aprire gli occhi su quanto andiamo dicendo da tempo.

STRESS DA LAVORO: OLTRE 840MILA MORTI L’ANNO

IL PARLAMENTO UE CHIEDE NUOVE TUTELE VINCOLANTI

Un recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) rileva che oltre 840mila persone muoiono ogni anno nel mondo per problemi di salute legati ai rischi psicosociali sul lavoro. In Europa, un lavoratore su tre è esposto a ritmi frenetici, scadenze serrate e attività che invadono continuamente la vita privata.

Di fronte a questa emergenza, il Parlamento Europeo ha approvato un testo di iniziativa legislativa per introdurre norme vincolanti:

  • Valutazioni periodiche dei rischi psicosociali
  • Piani d’azione obbligatori nelle aziende
  • Regole severe contro violenze e molestie

Come ha denunciato la relatrice Estelle Ceulemans:

“La diffusione di questi problemi sta aumentando vertiginosamente in tutta Europa, aggravata dalle tecnologie digitali e dall’IA. La depressione legata al lavoro costa all’Ue 100 miliardi di euro all’anno.”

NOTA A MARGINE DELL’OSSERVATORIO

Ci teniamo a sottolineare un aspetto fondamentale: i dati dell’Osservatorio mostrano cifre più elevate e un aumento continuo anche per via del nostro sistema di monitoraggio, estremamente capillare e rigoroso. Non ci limitiamo ai dati parziali o alle sole denunce ufficiali dei canali istituzionali.

La realtà è che i morti sul lavoro sono molti, molti di più in tutti i settori e il problema riguarda l’intero mondo del lavoro senza distinzioni. Per questo motivo, anche i 1.500 morti monitorati dal nostro Osservatorio lo scorso anno rappresentano solo una stima che, nei fatti, resta ancora sottostimata rispetto alla reale entità della tragedia.

LA NOSTRA BATTAGLIA CONTINUA

Come Osservatorio continueremo a monitorare e a denunciare ogni singola vittima, invisibile o meno. Non bastano le risoluzioni o le buone intenzioni: servono tutele reali, controlli severi e un cambio radicale della cultura del lavoro. Nessuno deve più morire di lavoro!

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

10/9/2026

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