TRISTISSIMO CAPODANNO PER MIGLIAIA DI PIEMONTESI IN RSA

DAL 1° GENNAIO I GESTORI AUMENTANO LA RETTA DI OLTRE IL 10%. LA REGIONE LASCIA FARE? O APPLICHERÀ LA SUA STESSA DELIBERA CHE BLOCCA L’AUMENTO DELLE RETTE PRIVATE?

Negli ultimi giorni, numerose famiglie di malati cronici non autosufficienti si sono viste arrivare dalle Rsa in cui sono ricoverati privatamente i loro cari comunicazioni di aumenti unilaterali del 10% della rete a, a partire dal 1° gennaio.

È il caso della signora Giusi che poco prima di Natale ha ricevuto dalla Rsa la comunicazione «variazione reta per il 2026», nella quale la struttura informava che da gennaio l’importo mensile da pagare per la mamma, malata non autosufficiente con demenza, passa da 3.400 a 3.800 euro.

Quasi 5.000 euro all’anno, oltre i 40.000 pagate nel 2025. Cifre insostenibili per le famiglie e per i malati, che per la mancata erogazione della quota sanitaria Asl sono stati costreƫ a diventare clienti. Ennesima tassa occulta della Giunta Cirio su migliaia di piemontesi.

È bene ricordare che le cure e l’assistenza in Rsa non vengono aumentate e che i gestori beneficiano ancora di condizioni privilegiate per l’assunzione di personale: regole scritte per l’emergenza Covid che sono rimaste in vigore, come la possibilità di assumere operatori senza le qualifiche professionali previste dalla normativa ante deroghe.

La Fondazione promozione sociale segnala con allarme l’iniziaƟva dei gestori, che risulta peraltro illegiƫma, perché la delibera regionale 38 del 2024 (il cosiddetto “Patto per un welfare innovativo e sostenibile”) prevede che «le tariffe delle strutture residenziali per i posti occupati non in regime di convenzione con il SSR restano le medesime» delle delibere regionali che li avevano fissati nel 2022.

Si tratta di un blocco delle rete private, violato ora dai gestori: sul punto è stata inoltrata urgente richiesta di chiarimento formale alla direzione competente della Regione Piemonte.
Al di là della propaganda sui fondi destinati alla misura “Protezione sociale”, ennesimo tampone delle politiche sociali alle inadempienze della sanità regionale, la Giunta Cirio dovrebbe smentire la versione tranquillizzante che vorrebbe le reƩe non aumentate per le famiglie dei ricoverati in Rsa.

«È vero l’esatto contrario – spiega la presidente della Fondazione, Maria Grazia Breda –: con prestazioni cosiddette “extra” (la cui effettva erogazione è indimostrabile, come tre minui sggiuntivi alla seduta di fisioterapia) sono aumentate nell’ulƟmo anno le rete per gli utenti in convenzione con le Asl; con gli annunci di questi giorni, si prospetta ora l’ennesimo aumento per i clienti privati. La Regione lascia fare, abbandonando migliaia di piemontesi come già fatto con la negazione delle quote sanitarie?».

Per informazioni: Andrea Ciattaglia – info@fondazionepromozionesociale.it – 345.6749838

    Fondazione Promozione Sociale. CSA – Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base

    29/12/2025

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