Un’altra tappa della truffa ai danni del Sud, contro l’unità del Paese

COMUNICATO STAMPA

Mentre infuriavano le polemiche intorno alle vicende parlamentari della legge elettorale, nei giorni scorsi al Senato si votava, piuttosto in sordina, l’avallo alle intese che il Governo Meloni sta portando avanti con le regioni del Nord – Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria – con cui si attribuisce a quelle regioni autonomia legislativa e amministrativa su importanti materie, quali la Protezione civile, la Previdenza integrativa complementare, le Professioni, la Sanità.

Il 20 e 21 luglio è previsto il passaggio alla Camera e poi, dopo il Consiglio dei Ministri, entro 45 giorni, il passaggio in Parlamento per l’approvazione definitiva delle intese.
È un fatto gravissimo, che non tiene conto delle numerose e autorevoli voci istituzionali di allarme, quali l’Ufficio Parlamentare di Bilancio del Senato, la Ragioneria Generale dello Stato, oltre che dei rilievi critici di Banca d’Italia, Svimez, quelli di eminenti giuristi, economisti, studiosi auditi nelle commissioni e del movimento che da anni si batte per la difesa dell’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica.

Il Comitato pugliese contro l’Autonomia differenziata valuta positivamente la presa di posizione del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che denuncia le conseguenze gravissime della “secessione sulla sanità” che “svuoterà gli ospedali” e comporterà “la fine della sanità pubblica per come la conosciamo, soprattutto nei territori più fragili, il Mezzogiorno per primo. Non è autonomia, è secessione a rate: perché non sposta soltanto competenze, sposta risorse di mobilità passiva e professionisti, dal Sud verso il Nord…”.

Le stesse conseguenze nefaste si ripercuoteranno negli altri ambiti, nelle situazioni avverse causate da eventi climatici e da problematiche ambientali, instaurando diseguaglianze e competizione fra lavoratori/ici, pensionati, cittadini/e, territori e fasce sociali.

Riteniamo che il ruolo dei Presidenti delle Regioni, a partire da quelle del Sud, dalla nostra Puglia, sia di fondamentale importanza, anche in vista di un ricorso alla Corte Costituzionale, che già in passato ha consentito un pronunciamento della Consulta che ha inferto un colpo decisivo alla legge Calderoli.

Al Presidente Decaro rinnoviamo la richiesta di incontro e la disponibilità nostra, del Comitato contro ogni Autonomia differenziata e del Tavolo Nazionale No A.D. ad un impegno comune, nel rispetto e nell’ambito delle prerogative di ciascuno, per impedire che si attui in modo irreversibile lo smembramento dell’Italia.

18 luglio 2026

Per il Comitato pugliese NO A.D. per l’Unità della Repubblica, Tonia Guerra, Eliseo Tambone

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