Veneto, una strage senza fine: 101 morti sui luoghi di lavoro. A questi occorre aggiungerne altri 23 morti in itinere, sulle strade e autostrade di questa regione

La tragedia di Daniele Gremes,

uno dei tre morti sui luoghi di lavoro di ieri ucciso nel Trevigiano, è il 30esimo morto sui luoghi di lavoro in questa provincia, è anche la provincia dov’è morto Mattia Battistetti e dove la “mamma combattente” Monica Michielin lotta da anni per avere giustizia per suo figlio, Treviso è la provincia con più morti sui luoghi di lavoro in Italia. Daniele è rimasto ucciso dall’esplosione improvvisa di un tubo in pressione mentre lavorava, porta il bilancio delle vittime in Veneto a un livello drammatico e scandaloso.

Con questo ennesimo infortunio mortale si raggiunge la quota reale di 101 lavoratori deceduti direttamente sui posti di lavoro dall’inizio dell’anno, a cui si sommano i 23 lavoratori rimasti uccisi in itinere lungo le strade e le arterie autostradali del territorio. Un totale tragico di 123 vite spezzate, tutte registrate e documentate dall’Osservatorio.

Il confronto con le altre regioni è impietoso e mostra tutta la gravità della situazione:

  • Il Veneto registra quasi il doppio dei morti dell’Emilia-Romagna.
  • Mantiene un numero di vittime vicinissimo a quello della Lombardia, che però ha più del doppio dei suoi abitanti e lavoratori.
  • Supera abbondantemente regioni come la Campania e la Sicilia.

Una regione che ama definirsi tra le più civili, progredite ed efficienti d’Italia non può accettare e tollerare questa carneficina quotidiana.

A pagare il prezzo più alto sono ancora una volta i lavoratori più vulnerabili: poveri, precari e ricattabili, spesso stranieri, schiacciati in catene d’appalto al ribasso e ritmi di lavoro insostenibili. Morire di lavoro non è una fatalità: è la conseguenza diretta di tutele sacrificate in nome del profitto. 24 dei 101 morti sui luoghi di lavoro sono stranieri

Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio di Bologna morti sul lavoro

2/10/2026

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *