Vino: Deambrogio (PRC), “Bongioanni finanzia gite all’estero, ma il settore è in coma. Manca programmazione, solo retorica e Mercosur
“Il settore enologico piemontese sta vivendo una crisi profonda e strutturale, ma la risposta dell’Assessore Bongioanni e del Governo resta confinata alla solita, stucchevole retorica del ‘Made in Italy’ e a finanziamenti che sanno di fumo negli occhi”. Così Alberto Deambrogio, Segretario regionale del Piemonte di Rifondazione Comunista, commenta i recenti annunci dell’assessore regionale all’Agricoltura riguardanti nuovi stanziamenti per il comparto vitivinicolo.
“Si continua a gettare qualche milione di euro in improbabili gite all’estero alla ricerca di mercati esotici, lontani dalla nostra cultura enologica, mentre le cisterne restano piene,” attacca Deambrogio. “Le associazioni chiedono interventi tampone come la distillazione di crisi per svuotare le giacenze delle ultime due stagioni, segno di un fallimento che viene da lontano. Invece di programmare, la destra preferisce il vittimismo contro l’Europa, rea a loro dire di demonizzare il vino, ignorando che la vera scure sui consumi è quella calata dal ministro Salvini con le modifiche al Codice della Strada.”Secondo il segretario di PRC, il vero nodo è la mancanza cronica di progettualità che sta trasformando il paesaggio e l’economia agraria della regione: “
Qualcuno in Piazza Piemonte si è chiesto perché, nonostante la riduzione della superficie vitata, le giacenze continuino a crescere? Ci si è domandati dove porterà la sparizione delle piccole aziende sotto i 10 ettari a favore di una concentrazione fondiaria in mano a giganti senza legame col territorio? La politica regionale non vede, o finge di non vedere, che migliaia di ettari di nocciolo, impiantati al posto dei vigneti negli ultimi dieci anni, stanno già arrancando prima ancora di entrare in piena produzione.”Deambrogio conclude con una critica durissima alla coerenza della giunta e del governo:
“Alzano la manina per approvare trattati come il Mercosur, che mettono in ginocchio la nostra agricoltura, e poi piangono miseria. È ora che la Regione la smetta di finanziare viaggi organizzati e inizi a investire seriamente in studi, ricerca e una programmazione pubblica degna di questo nome, che metta al centro i piccoli produttori e la salvaguardia del territorio, non gli interessi dei grandi gruppi.”
8/5/2026









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