LAVORATORE NIGERIANO MORTO , “ARCHIVIARE”? Perché?
QUANDO PARLARE DI “MORTE NATURALE” E’ UNA MISTIFICAZIONE
“Anche se siete stati assolti siete per sempre coinvolti” F. De Andrè
La nuda cronaca tenderebbe a “rassicurare” ; un lavoratore nigeriano è morto nel settembre 2022 : si può archiviare?
Qualcuno sostiene di sì sulla scorta di notizie che parrebbero oggettive e di fatto lo sono ma sono parziali; alcune domande sono doverose anche alla luce della frequenza di episodi analoghi, intendiamo i cosiddetti “infortuni in itinere “ che di fatto vanno riconosciuti come eventi traumatici lavorativi ; occorre peraltro una modifica contrattuale e normativa che porti a considerare il tempo casa/lavoro , a pieno titolo, come orario lavorativo pienamente retribuito (discorso analogo, riteniamo, quello dei cosiddetti “riposi fuori residenza” dei ferrovieri)
Torniamo all’evento accaduto ad Argenta nel settembre 2022:
Il lavoratore immigrato si conferma come “utente vulnerabile della strada”; i dati epidemiologici sono fin troppo chiari anche per chi non vuole vedere; chi va al lavoro in biciletta non sempre lo fa per una scelta ecologista; più spesso lo fa perché è povero;
nelle assemblee di gruppo operaio omogeneo convocate SI.COBAS con la collaborazione della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO la questione è stata affrontata e dovrà essere formulata in termini di “rivendicazione” nel senso che la sicurezza del tragitto casa/lavoro NON E’ UN PAOBLEMA “personale” del lavoratore ma è un problema strettamente connesso con la organizzazione del lavoro
Il lavoratore circolava dunque in BICICLETTA alle 18.30; quanti kilometri doveva percorrere? Certamente andava a fare il turno di notte e molto probabilmente svolgeva una mansione fisicamente faticosa; si tratta di elementi che suggeriscono chiaramente la necessità di monitorare la salute cardiologica ; questa necessità è affidata a “medici competenti” che in verità sono “medici di fiducia del datore di lavoro” ; anche questa constatazione dovrà “partorire” a breve una rivendicazione operaia
Se il lavoratore è morto di infarto a 36 anni era portatore di diversi fattori di rischio non escluso quello di distress lavorativo : è stato preso in esame dal documento di valutazione del rischio ?
I familiari hanno attivato la procedura per il riconoscimento del cosiddetto “evento in itinere” ?
La rete nazionale lavoro sicuro è nata (26.5.2022, Modena) dunque qualche mese prima del decesso di questo lavoratore, ed è nata su tre punti :
Contribuire a garantire uguale speranza di salute e di vita a tutti /e
Arrivare il giorno prima e non il giorno dopo
Fare affidamento soprattutto (certo in sinergia con i servizi di vigilanza) sulla forza dei lavoratori e sulle ASSEMBLEE DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO affinché queste gestiscano la valutazione dei rischi senza delegarla a nessuno ma criticando eventualmente quella del datore di lavoro (che comunque rimane un obbligo del padrone redigere e notificare ai lavoratori piuttosto che considerarla come un documento segreto)
Cosa è stato fatto per prevenire la morte di questo “lavoratore nigeriano di 36 anni in bicicletta” ? MOLTO PROBABILMENTE NON E’ STATO FATTO TUTTO QUELLO CHE SI SAREBBE DOVUTO FARE NE’ IN TERMINI DI PREENZIONE PRIMARIA E NEPPURE IN TERMINI DI DIAGNOSI PRECOCE
A QUASI DUECENTOCINQUANTANNI DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE DOBBIAMO ANCORA RIVENDICARE : SPERANZA DI VITA E DI SALUTE UGUALE PER TUTTI
Non è un caso che qualche anno fa i cortei dei lavoratori francesi gridavano : allons a reprendre la Bastille .
Dunque : NON C’E’ NULLA DA ARCHIVIARE
Pro memoria : LUNEDì 16.2.2026 AL CIRCOLO BERNERI DI BOLOGNA (cassero di porta s.Stefano) incontro pubblico della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO :
DALLA STRAGE DELLE ESSELUNGA DI FIRENZE A QUELLA DI CRANS MONTANA
Vito Totire
10/2/2025










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