Archiviazione dell’omicidio di villa Verucchio: non siamo d’accordo

In ricordo di Muhammad Sitta, per una gestione diversa del cosiddetto “ordine pubblico”

I fatti sono noti e chiari : un giovane di 23 anni in condizioni di “alterazione psichica” ferisce con un coltello alcune persone; viene dunque affrontato dalle “forze dell’ordine” con un epilogo tragico: la sua morte; fin dal primo momento abbiamo
evidenziato la sproporzione tra i rischi che la ulteriore condotta aggressiva del giovane avrebbe comportato e la reazione messa in campo per fermarlo; altri , tra cui alcuni esponenti del ceto politico governativo , non hanno evidentemente
valutato come noi la vicenda e qualcuno ha addirittura proposto encomi e medaglie al valore per il carabiniere che ha fatto fuoco ripetutamente usando la pistola;

le questioni sono due:

  • La prevenzione della condizione di disagio che ha portato il giovane ad
    adottare una condotta effettivamente pericolosa e lesiva per altri ma alla fine
    anche e più per se stesso
  • La gestione della emergenza una volta scaduto ormai il tempo utile per la
    prevenzione

Sul primo punto si sa relativamente poco ; pare però una incongruenza il fatto che un quotidiano abbia interpretato la condotta del giovane come conseguenza della mancata assunzione di un farmaco prescrittogli (non si sa da chi e non si sa peraltro che farmaco); tuttavia “qualcuno” ha avuto accesso ai riscontri della autopsia ed ha ritenuto di poter informare a mezzo stampa che il ragazzo non era sotto effetto di stupefacenti o di alcool ma, anche, non aveva nel suo organismo traccia di psicofarmaci; l’accesso, la divulgazione e la interpretazione dei dati autoptici pare “tranquillizzante” per la “opinione pubblica” ma non per noi ; tuttavia una domanda è legittima ? “tranquillizzante” nel senso che in fondo colpevolizza il giovane deceduto in quanto-si insinua implicitamente- lo scompenso evidenziatosi non si sarebbe verificato se egli non avesse omesso di assumere i farmaci; di quali farmaci si tratti l’anonimo giornalista non informa ma potrebbe essere , se la interpretazione della autopsia non fosse corretta, che si sia verificato il contrario di quanto descritto dalla anonima versione giornalistica visto che alcuni farmaci possono indurre, come effetto collaterale, reazioni aggressive;

sul secondo punto la questione appare a prima vista più chiara ; a renderla fosca però non bastavano encomi e onorificenze per il carabiniere, si registra una dichiarazione di un esponente di Fratelli d’Italia : il luogotenente ha difeso degli “italiani”; il lapsus è tremendo anche se non sorprende data la provenienza; se avesse difeso degli immigrati…la condotta sarebbe stata meno “meritevole” ?

dunque veniamo al punto: l’arma dei carabinieri interviene per un serio problema di incolumità dei cittadini; su questo non vi è dubbio; ma come interviene? dovrebbe intervenire senza determinare una escalation della entità del rischio e del danno;
occorre in altri termini un livello di addestramento e di professionalità che consenta di contenere il rischio, eliminare ulteriori possibilità di danno alle persone, ma occorre farlo evitando esiti mortali;

per azzerare il rischio di ulteriori danni alle persone , dopo quelli indubbiamente già causati in questa vicenda da Sitta, imetodi sono diversi e persino semplici e devono discendere non dalla iniziativa del singolo carabiniere ma da una organizzazione che sia in grado di :

a) fare la valutazione del rischio (un vero a proprio DVR sul modello del decreto 81/2008 riguardante la sicurezza sul lavoro
b) rendere disponibili per gli operatori i ddppii (dispositivi di protezione individuale) necessari e le tecniche comportamentali utili affinché la “entità lesionistica” della “difesa” non sia troppo più grande del rischio che si vuole e si deve contenere;

in questi ultimi anni si è discusso della pistola taser; noi non facciamo il tifo per questo mezzo riteniamo ANZI che debba essere evitato e soprattutto non debba essere usato come lo si sta usando oggi in alcuni paesi occidentali, Italia compresa ;
ma le forze dell’ordine che, a nostro parere lo hanno usato quando dovevano evitare di farlo , come mai non avevano a disposizione questo mezzo a Verucchio come non lo avevano disponibile alla stazione di Verona dove solo pochi mesi fa si è consumata una tragedia analoga ? ; noi siamo contrari all’uso della pistola taser , tuttavia perché, in una ottica di riduzione del danno, le “forze dell’ordine” il 31 dicembre 2024 non avevano la disponibilità del mezzo che peraltro è alla portata di tutti, possiamo dire, anche di quel gruppo di ragazzini che pochi giorni fa si sono scontrati tra loro presso la stazione ferroviaria di Imola? Perché la pistola taser e il peperoncino sono stati usati nei confronti di un giovane ecologista a Bologna
nell’aprile del 2024 la cui condotta non rappresentava rischio per nessuno ?

ma le “forze dell’ordine” in alternativa alla pistola taser, non disponibile quella notte a Villa Verucchio, non hanno pensato a tanti altri mezzi di dissuasione certo costrittivi ma meno cruenti, veri e propri ddppii per certi versi analoghi a quelli che
sono a disposizione dei lavoratori? per esempio scudi (sono in dotazione solo quando si devono “fronteggiare” picchetti operai e manifestanti eco-pacifisti ?), reti , corde o, persino cerbottane con fialette di anestetico?

Nella loro auto i carabinieri avevano scudi protettivi , giubbotti e caschi contro armi da taglio come noi cittadini, più modestamente, abbiamo in macchina il triangolo e la cassetta di pronto soccorso ?

Un esponente delle “forze dell’ordine” ha fatto un uso -a nostro avviso- del tutto sproporzionato della forza ma DAL PRIMO MOMENTO, ABBIAMO SOSTENUTO CHE IN UN PROCESSO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI VA L’ARMA DEI CARABINIERI CHE MANDA I SUOI RAPPRESENTANTI ALLO SBARAGLIO SENZA LA FORMAZIONE e L’ADDESTRAMENTO NECESSARI E ADDIRITTURA SENZA I DDPPII ;

PER TUTTI QUESI MOTIVI NOI CI OPPONIAMO ALLA ARCHIVIAZIONE

RITENIAMO CHE UN PUBBLICO DIBATTIMENTO SIA NECESSARIO E DOVEROSO PER L’ACCERTAMENTO DELLA VERITA’ E DELLE RESPONSABILITA’ CHE IN MASSIMA PARTE SONO NON DEL SINGOLO CARABINIERE MA DELLA “ORGANIZZAZIONE” della quale egli fa parte che lo ha lasciato impreparato e “solo” di fronte a rischi che devono essere gestiti in maniera completamente diversa da come è accaduto a Villa Verucchio e in numerosissimi altri eventi luttuosi che si sono verificati in Italia .

UNA GESTIONE TOTALMENTE DIVERSA DEL COSIDDETTO “ORDINE PUBBLICO” E’ NECESSARIA E NO agli encomi e alle medaglie al valore che preludono a nuove “sparatorie evitabili”. NO ALLA ARCHIVIAZIONE !

Facciamo appello a chiunque condivida in linea di massima le nostra argomentazioni a chiedere al giudice delle indagini preliminari di respingere la richiesta della Procura di Rimini e del pubblico ministero.

Vito Totire, portavoce Centro F. Lorusso via Polese 30 40122 Bologna

Bologna, 26.6.2025

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